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Altavilla Milicia.
Insediati i tre
commissari straordinari

sabato 8 febbraio 2014, 14:45   Cronaca  

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altavilla miliciadi Pino Grasso

Sono stati già individuati i tre commissari straordinari al comune di Altavilla Milicia, sciolto per presunte infiltrazioni mafiose,.
Ada appena 3 giorni dal provvedimento, si conoscono già i nomi dei commissari.
Si tratta di Domenico Fichera, Rosalia Eleonora Presti e Salvatore Tartaro.
Le indagini che hanno portato allo scioglimento del comune, sarebbero scattate all’indomani dell’operazione Argo nel maggio del 2013. In quell’occasione finirono in manette presunti mafiosi della famiglia di Bagheria, dalla quale dipendono i mafiosi altavillesi. Fra questi anche Vincenzo Gennaro, pentitosi nelle settimane scorse, che avrebbe parlato  di numerosi intrecci fra politica e mafia.
All’indomani della notizia dello scioglimento del Consiglio comunale disposto dal Consiglio dei Ministri, arrivano decine di attestati di stima da parte dei cybernauti che hanno postato molteplici messaggi di solidarietà nei confronti dell’ex sindaco Nino Parisi.
“Siamo amareggiati perché abbiamo perduto il migliore sindaco che Altavilla non ha mai avuto – scrive Gaetano Fantucchio – siamo vicini a Parisi in questo momento difficile. Se c’è da fare una protesta siamo pronti a scendere il piazza”. Francesca Bucaro afferma: “Questo è il prezzo che una persona deve pagare per essere stato onesto e leale per Altavilla? Sono senza parole, del resto siamo in Italia quindi tutto è possibile”.
Dall’opposizione i partiti in paese per il momento preferiscono non esprimere nessun giudizio, mentre Nino Parisi si affida ad un comunicato per spiegare ai propri concittadini le sue ragioni. “In questo momento terribile non voglio lasciare i miei concittadini senza conforto di una parola. Il Consiglio dei ministri ha preso la sua decisione. Nessuno diritto di replica, nessun avviso di garanzia, nessuna richiesta per spiegare la mia posizione. Al momento non so nemmeno di cosa mi si accusa o cosa ho fatto per meritare questo”.
Parisi a più riprese dichiara di non avere ricevuto alcun avviso di garanzia e di essere venuto a conoscenza del provvedimento dal sito del Governo.

 

 

 
 
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