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Intimidazioni a Calì. Interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle

giovedì 13 febbraio 2014, 07:48   Cronaca  

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calìFinisce all’attenzione del Parlamento italiano, la vicenda che vede protagonista l’imprenditore di Casteldaccia, Gianluca Maria Calì, oggetto di attentati e numerose minacce. Il gruppo dei senatori del Movimento 5 Stelle ha infatti presentato un’interrogazione parlamentare al Senato, indirizzata al Ministro dell’interno Angelino Alfano.
Nell’interrogazione parlamentare viene ricordata in maniera accurata l’intera vicenda e infine i firmatari chiedono quali provvedimenti si intendono attuare per arginare il fenomeno degli attentati minatori e cosa il Ministero intenda fare per tutelare l’incolumità dello steso Calì.
Si chiede anche se Calì non possa beneficiare del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura previsto dalla Legge 23 febbraio 1999, n. 44.
Di seguito l’intero testo dell’interrogazione presentata dai senatori:
Giarrusso, Campanella, Pepe, Blundo, Molinari, Puglia, Montevecchi, Mussini, Fattori, Vacciano, Crimi, Fucsia, Bocchino, Bencini e Cappelletti.

“Premesso che:
nel 2009 il signor Gianluca Maria Calì costituisce la Calìcar, con sede a Palermo, impresa attiva nella vendita e assistenza di autoveicoli di autovetture di media e grossa cilindrata, che nel suo primo anno di attività realizza un fatturato di 5.000.000 di euro, con l’impiego di cinque unità lavorative;
nell’ambito delle politiche aziendali di investimento la Calicar nel maggio 2010 cede il 49% delle sue quote societarie alla BMW Ambros Saro S.p.a di Milano chiudendo il bilancio con un fatturato di 24.000.000 di euro ed un incremento di 19 unità lavorative;
visti i risultati ottenuti dall’impresa il Signor Calì convince i propri soci ad investire nell’acquisto di un immobile per ampliare la propria attività nel comune di Altavilla Milicia, comune della provincia di Palermo, territorio che insieme ai comuni di Bagheria e Casteldaccia è considerato ad alta densità mafiosa;
in particolare i comuni citati sono stati teatro di più di cento omicidi, nell’arco di cento giorni, nel periodo in cui il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa assunse l’incarico di Prefetto di Palermo;
considerato che:
nella notte del 3 Aprile 2011 quattro auto parcheggiate nella struttura della Calicar vengono incendiate  e i responsabili sono filmati dal sistema di videosorveglianza di proprietà della stessa società. A tale episodio segue una regolare del denuncia da parte del proprietario della concessionaria al commissariato di Pubblica Sicurezza “Bagheria”;
seguono altre segnalazioni del sig. Calì allo stesso commissariato di P.S. con cui comunica agli agenti  che nei mesi successivi all’incendio, sarebbe stato contattato da una persona, la quale chiedeva “collaborazione” per aiutare alcuni parenti in stato di detenzione;
il presunto estorsore, in seguito, veniva identificato nella persona di Sergio Flamia che prima di diventare componente del gruppo di fuoco del clan di Bagheria e reo confesso di ben 40 omicidi,era il factotum di Bernardo Provenzano;
nel luglio dello stesso anno, presenta domanda alla Prefettura di Palermo per beneficiare del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura previsto dalla Legge 23 febbraio 1999, n. 44;
nel mese di marzo del 2013 il Sig. Calì denuncia un altro episodio accaduto nella sua concessionaria, che avrebbe visto coinvolti altre due persone che avvicinando un suo impiegato, scambiandolo per il titolare, gli avrebbero detto “ma voi non vi spaventate a lasciare il cancello aperto, perché qui vi possono rubare le macchine, vi posso bruciare le macchine”. Quando il dipendente faceva notare loro la presenza di un sistema di videosorveglianza a salvaguardia delle autovetture gli stessi rispondevano “lo sappiamo, non ci spaventiamo, e ci siamo abituati”;
considerato inoltre che:
in data 4 luglio 2013 sono seguiti ulteriori episodi di minacce telefoniche, contenenti frasi del tipo “ti ammazziamo, ti spariamo, ti bruciamo, non dire niente ai carabinieri perché anche loro non ti posso proteggere” così come si apprende dalla denuncia presentata il giorno successivo dal Sig. Calì presso la stazione dei carabinieri della Compagnia di Bagheria;
nel mese di luglio dello stesso anno,visti gli ultimi accadimenti e non avendo ricevuto risposta dalla precedente domanda depositata in prefettura, il Sig. Calì, su consiglio dell’Ufficio territoriale di governo, presenta nuovamente la domanda per beneficiare del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura previsto dalla Legge23 febbraio 1999, n. 44;
in data 29 novembre 2013 il Sig.Calì, assistito dal suo legale Avv. Stefano Giordano del foro di Palermo, per tutti i sopra citati motivi, stante il rischio di un danno grave e irreparabile all’incolumità e alla sicurezza personale nonchè della sua famiglia e dei suoi dipendenti, collaboratori, presenta una istanza al Prefetto di Palermo e al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in cui chiede l’attuazione delle misure di sicurezze ritenute più idonee a salvaguardare la sua incolumità e quella delle persone sopra elencate;
gli episodi accaduti nella concessionaria Calicar  hanno fatto rilevare un decremento delle vendite di circa l’88% costringendo il Sig. Calì a licenziare parte del personale, avendo tuttora all’attivo solo poche unità lavorative;
considerato infine che:
nella giornata del 6 Febbraio 2014 il sig.Calì si trovava nella concessionaria Bmw Ambros Saro di Milano e raggiunto telefonicamente veniva avvisato che estranei avevano forzato uno dei cancelli esterni della sua abitazione sita nel comune di Casteldaccia. Mentre il Sig.Calì era intento a comprendere quanto accadeva nella sua dimora, due uomini, si sono intrattenuti nella concessionaria, senza mostrare nessun interesse per le autovetture, né chiedere informazioni sulle stesse, ma con fare circospetto si limitavano a fissarlo insistentemente, per poi allontanarsi a bordo di un auto con vetri oscurati, la cui targa EK183SE, non risulta essere iscritta nella banca dati della Motorizzazione Civile;
Questi episodi a parere degli interroganti si configurano come l’ennesimo segnale di intimidazione mafiosa;
nelle medesime ore il Consiglio dei Ministri provvedeva a decretare, per infiltrazione mafiosa, lo scioglimento del comune di Altavilla Milicia;
si chiede di sapere:
quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato al fine di prevenire e contrastare fenomeni intimidatori ed estorsivi di chiara matrice mafiosa, come quelli esposti in premessa, promuovendo e diffondendo i valori di legalità, solidarietà e, soprattutto, di salvaguardia dei diritti e delle libertà individuali, per affermare il rifiuto di qualsiasi forma di sopraffazione;
quali iniziative di competenza  intenda intraprendere al fine di garantire l’espletamento di ogni procedura atta a tutelare l’incolumità del sig. Calì e della sua famiglia nonché di tutti gli abitanti di un territorio martoriato, ormai da troppo tempo, da condotte criminali quali espressione di infiltrazioni mafiose nel tessuto istituzionale e nel sistema imprenditoriale che quotidianamente mettono a repentaglio la democrazia, sfibrando il tessuto della società, inquinando le istituzioni pubbliche, alterando le regole più elementari dell’agire economico;
se non intenda, nei limiti delle proprie attribuzioni, attivarsi presso l’Ufficio territoriale di Governo di Palermo affinché si giunga alla valutazione della suddetta richiesta presentata per beneficiare del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura previsto dalla Legge 23 febbraio 1999, n. 44.”

 
 
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