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Bagheria. Campanella: “verificare ingerenze della mafia prima del voto”

mercoledì 26 marzo 2014, 10:51   Politica  

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CampanellaIl senatore Francesco Campanella, eletto nel Movimento 5 Stelle, indipendente, dopo l’espulsione dal movimento di  Grillo, ha presentato un’interrogazione al Ministro degli interni Angelino Alfano, con la quale chiede di verificare possibili ingerenze della mafia, prima di indire le nuove elezioni comunali a Bagheria.
Campanella ha anche inviato una nota all’assessore regionale agli Enti locali, patrizia Valenti, alla quale chiede di “procrastinare a momenti più sereni le eventuali elezioni comunali”.
Nell’interrogazione presentata al Ministro degli interni, il senatore,  aggiunge che nella richiesta di sfiducia al sindaco, venivano elencate una serie di inadempienze del sindaco, tra cui “il non aver raggiunto gli obiettivi del suo programma elettorale; l’aver rallentato, di fatto, il rilancio socio-economico di Bagheria addossando spesso le responsabilità ad altri; l’aver aumentato il livello di conflittualità con il Consiglio comunale e con i cittadini; l’aver gestito il personale in modo poco chiaro e trasparente, (con una rotazione dei dirigenti e dei funzionari spesso non sufficientemente motivata o accompagnata da percorsi di formazione del nuovo personale che avrebbe dovuto ricoprire tali incarichi); la poca trasparenza nell’attivazione e rideterminazione della pianta organica; il non aver svolto la relazione annuale di verifica dello stato di attuazione del programma elettorale; l’aver violato alcune procedure amministrative.”
Campanella riporta ampi stralci della mozione di sfiducia.
Aggiunge che nella stessa mozione si fa riferimento al gravissimo caso relativo alla gestione del cimitero comunale, alla convenzione stipulata con la confraternita del SS. Sacramento con delibera n. 44/13 (in cui si impegnava ad affittare circa 600 loculi dalla congregazione, a fronte del pagamento del 95 per cento di quanto incassato dalla vendita dei loculi al cittadino) ed all’inerzia sull’approvazione della variante relativa all’ampliamento dello stesso cimitero; considerato che, a giudizio degli interroganti: sempre nella stessa mozione si legge: “Un fatto molto preoccupante se associato a quanto trapelato dagli organi di stampa a seguito dell’operazione “Argo”, nella quale sembrerebbe che la mafia avesse volto il proprio interesse sulle aree cimiteriali destinate a cappelle, sulla loro edificazione e sui servizi cimiteriali in genere»;
in altri articoli, precedenti e successivi alla mozione di sfiducia, si è fatto spesso riferimento a possibili infiltrazioni di tipo mafioso, visti i gravi fatti accaduti in questi anni a Bagheria: tra questi il caso COinRES e l’arresto dell’ex dirigente per i lavori pubblici, passato a seguito di una rotazione di cariche, per volere dello stesso sindaco Lo Meo, al settore finanziario, servizi sociali, turismo, sport e spettacolo del Comune ed arrestato con l’accusa di concussione per aver intascato mazzette per sbloccare un finanziamento ad una cooperativa;
su un altro articolo, pubblicato da “Link Sicilia” il 14 marzo 2014, si legge che “secondo le indagini della DDA infatti, nella versione dei pentiti, i servizi del comune potrebbero essere in mano alle cosche mafiose”;
altre segnalazioni rivelano la possibilità, sempre più fondata, che l’amministrazione del Comune di Bagheria fosse in procinto di essere sciolta per infiltrazioni mafiose, ed a parere dell’interrogante, l’accelerazione con il quale la sfiducia è stata portata a termine ha come motivazione la volontà, da parte di una certa politica locale, di fare in tempo per andare alla sessione di voto amministrativo previsto in Sicilia per la fine di maggio, così come accadde nel 2006 dopo le precipitose dimissioni di Pino Fricano destinatario allora di un avviso di garanzia, per un reato gravissimo, dal quale fu successivamente scagionato”.,
Campnella conclude chiedendo se il Ministro sia a conoscenza della grave situazione della la città di Bagheria e chiede “quali iniziative intenda adottare, nelle opportune sedi di competenza e prima di ogni probabile sessione di voto, per verificare i fatti esposti al fine di dissipare ogni possibile dubbio su eventuali forme di ingerenza nella vita amministrativa da parte della criminalità organizzata.”

 

 
 
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