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Bagheria, come la Grande Bellezza?

mercoledì 5 marzo 2014, 18:46   L'Opinione  

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Benfante-nuovodi Nicola Benfante *

Abbiamo appreso recentemente, con grande orgoglio per il popolo italiano, che il film “la Grande bellezza” di Sorrentino ha vinto l’oscar quale miglior film straniero; un film piaciuto e molto applaudito dalla critica.
Un percorso temporale che mette a confronto due momenti di vita tra il passato e la realtà; un excursus tra la dolce vita dei fasti romani, del boom economico, delle prospettive di sviluppo post guerra contrapposto alla presente realtà di una Roma stanca, debosciata e demodè, appesantita dalle vicende che coinvolgono la società decadente di quell’uomo che vive ancora alla ricerca di quei ricordi passati.
L’unica bellezza rimasta sono i vuoti palazzi antichi dove forse un tempo si consumavano serate sfarzose o le statue fredde, gelide che tristemente sembrano vivere quel passato presente quasi a voler indicare il principio della fine.
Ebbene, questa premessa, non avviene per caso, anzi rapportando la realtà nella città in cui viviamo, posso affermare che, pur non essendo la nostra Bagheria paragonabile alla “Caput Mundi” per eccellenza, anche noi abbiamo avuto i nostri periodi di sfarzo, di sviluppo economico, di industrializzazione e di benessere.
Mi capita spesso, fare delle lunghe passeggiate per la città, ed ammirare le zone che vivevo durante la mia infanzia, andare alla ricerca di quegli odori oramai perduti, passando per un centro storico sempre più abbandonato a se stesso, triste e diverso anche nei colori di chi vi abita; frutto di un’espansione territoriale che ha lasciato il posto agli ultimi per iniziare un nuovo cammino.

Cos’è successo ?
Siamo stati artefici di un cambiamento di una vita regolata, scandita dalle giornate lavorative, spinti da aspettative future, un modus vivendi alternativo rispetto all’evoluzione liberale di quell’edonismo che ci ha permesso di poter correre solitari a passo con le nuove tecnologie, alla continua e frenetica corsa dei repentini guadagni, rispetto all’alveo familiare che abbiamo abbandonato, insieme alle nostre tradizioni e al nostro folklore.
Oggi quotidianamente ci si confronta a vivere in una città scarna, grigia, priva di identità, martoriata e vessata da tassazione, dalle scarse opportunità lavorative, da una condizione di servizi inesistenti e forse da una profonda rassegnazione del cittadino bagherese;
Un’attesa che ci logora e ci rende inermi, quasi ad aspettare il momento del riscatto, del cambiamento che ci possa far rivivere il ricordo presente di un passato.
Eppure l’Amministrazione che ci governa, rimanendo ancorata al timone, ci illumina di immense chiacchiere (visto il periodo), su un futuro presente che potrebbe riportare alla luce la nostra città dal tunnel in cui si trova.
Certo a distanza di quasi tre anni di amministrazione qualcosa da ridire ci sarebbe!
Nell’ultimo ventennio, tra commissariamenti e amministratori succedutisi, ad oggi, non ho visto alcunchè di sviluppo per la nostra città; anzi la grande bellezza è stata solo di pochi o per meglio dire di alcuni che hanno contribuito ad alimentare il proprio potere/tornaconto a scapito dei cittadini;
E’ proprio di questi giorni la notizia, che abbiamo appreso dai quotidiani, dell’annullamento dei bilanci Coinres per gli anni 2007, 2008 e 2009, stabilito con sentenza n° 170 del 19/Febbraio/2014 emessa dal Tribunale di Termini Imerese.
I predetti bilanci sono stati resi nulli in quanto hanno disatteso le norme fondamentali previste dal codice civile, i principi cardini di un sistema contabile, vale a dire la correttezza, la veridicità, la chiarezza e la trasparenza, oltre ad innumerevoli inosservanze di carattere normativo-societario.
Un ulteriore scure che si abbatte direttamente sui nostri bilanci in quanto pur riconoscendo ed avendo accettato a nostro carico i debiti certi del consorzio, mi corre l’obbligo rilevare se siamo passibili, per ipotesi, di un possibile ed eventuale aggravio di nuovi debiti da ripartire dato che si parla di bilanci nulli.

Speriamo bene
!
Pur tuttavia, questa Amministrazione, indipendentemente dalla “malagestio” conclamata consortile, manifesta una gestione non lineare, mi riferisco in particolar modo agli aumenti illegittimi della Tarsu, alla vicenda confusa e piena di dubbi della Tares, all’addizionale comunale Irpef, alla problematica, a dir poco riprovevole, legata al cimitero, alla illegittima convenzione dei loculi cimiteriali,  al continuo salasso degli interessi moratori dei debiti, alle esose rivalutazioni monetarie per le pendenze giuridiche in atto, al montante dei debiti fuori bilancio, (ad oggi non si ha certezza dei dati), al continuo ricorso dell’anticipazione di cassa e conseguente esborso di interessi moratori, alle difficoltà emerse per la predisposizione di un bilancio di previsione 2013 in pareggio.
Ad oggi, non essendo stato ancora pubblicato il nuovo decreto “Salva-Enti Locali” sulla Gazzetta Ufficiale, si parla di un ulteriore chance di novanta giorni che il CdM, ha concesso per riscrivere un piano di riequilibrio.
Un’ulteriore agonia di novanta giorni, aggiungo, dato che recentemente è stato pubblicato un articolo nel quale si evidenziava con certezza, dissipando tutti i dubbi interpretativi, che la competenza esclusiva sulle procedure del dissesto guidato e dell’anti-dissesto, è della Corte dei Conti.
A dirimere la questione è stata la stessa magistratura contabile, dove le sezioni riunite in composizione speciale hanno risolto in questo modo una questione controversa, alimentata dal fatto che più di un comune ha ricercato presso i giudici amministrativi le risposte che non trovava dai magistrati contabili.
E’ il caso, per fare un esempio, del comune di Cefalù che si era visto imporre il dissesto dalla Corte dei Conti ma è stato successivamente salvato prima dal TAR poi dal CGA Sicilia.
Si chiude in questo modo un conflitto giuridico che in più di un’occasione aveva opposto le due magistrature”.
Ad oggi, nell’attesa che il Signor Sindaco e la sua amministrazione redigano, imperterriti, un nuovo piano di riequilibrio, noi cittadini, nelle more, grazie a LEI per la sua interpretazione da oscar, viviamo intensamente un periodo epocale che ricorderemo, per il pressapochismo e l’appiattimento della sua politica, come quel momento culturale ed intellettuale della Grande Decadenza.

* Commercialista

 

 
 
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