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Bagheria. Il Comune
non avrebbe vinto
il ricorso al Tar sull’Irpef

martedì 18 marzo 2014, 19:05   L'Opinione  

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commercialistidi La voce dei commercialisti (Nicolò Benfante – Nicolò Mauro Gagliardo – Stefano Maggiore – Antonio  Mineo (1956) – Francesco Nuccio – Filippo Romano)

Apprendiamo da alcuni organi di stampa, anche  on line, delle notizie alquanto imprecise riguardo l’esistenza di un eventuale ricorso vinto dal comune di Bagheria inerente l’aumento dell’addizionale Irpef. 
Per chiarezza  occorre rilevare quanto segue:
Il Tribunale Amministrativo Regionale in data 14/03/2014 ha emesso una “Ordinanza” e non Sentenza  (come riportato impropriamente) con la quale, a seguito di un sommario esame proprio della fase cautelare, l’unica censura dedotta riguarda la questione della mancata impugnazione della Determina Sindacale n° 62/2013 che non appare assistita da sufficiente fumus boni iuris, pertanto respinge la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato dall’Avvocatura di Stato.
Inoltre, ai fini semplicemente della pubblicità e trasparenza degli atti, non ci risulta, altresì, alcuna pubblicazione all’albo pretorio della predetta Determina Sindacale.
Riteniamo, altresì, rimarcare che il Comune di Bagheria NON  HA, ad oggi, vinto alcun ricorso in quanto il T.A.R. non è ancora  entrato nel giudizio di merito per la trattazione della legittimità della delibera di G.M. n° 182/2013.
Si rimane in attesa dell’esamina del ricorso.
Va osservato, al riguardo, che la legge finanziaria 2007 ha sostituito il comma 3 dell’art. 1 del D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360, il quale statuisce che i comuni possono disporre la variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale all’Irpef esclusivamente mediante regolamento adottato ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, la cui adozione, a norma dell’art. 42 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, non può che essere di competenza del consiglio comunale.
La logica del passaggio della competenza a deliberare dalla giunta, come precedentemente normato, all’organo consiliare è da ricercare  nel fatto che il successivo comma 3-bis dell’art. 1 del D.Lgs. n. 360 del 1998, introdotto novativamente dall’art. 1, comma 142, della L. n. 296 del 2006, dà facoltà agli enti locali di stabilire una soglia di esenzione in presenza di specifici requisiti reddituali; l’esercizio di tale potere discrezionale, teso a favorire fasce deboli della popolazione, ovviamente, non può che essere demandato al Consiglio, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente locale.
A tal proposito, dopo quanto dichiarato e manifestato dall’Assessore al Bilancio, intendiamo far sentire la nostra voce, al fine di far emergere quell’ignoranza, irriverenza, fumus arrogantiae, e ancor più la volontà di distorcere i fatti per il proprio fine che imperversa nella nostra amministrazione locale.
Cio’ detto, preso atto che l’ente, annuncia notevoli miglioramenti di bilancio, poiché riceverà delle somme derivanti dalle sanzioni trattenute dall’erario, per il mancato rispetto del patto di stabilità, oltre ai presunti introiti dell’addizionale comunale Irpef, si chiede di conoscere:
Perché ancora oggi, pur avendo ottenuto il consenso dal Consiglio Comunale, non è stato presentato alcun piano di risanamento?
Da quanto dichiarato agli organi di stampa, al fine di raggiungere l’obiettivo di risanamento dell’ente, perché non è stato ancora presentato un bilancio di previsione 2013?
Per quanto di vostra competenza, rimaniamo in attesa di ricevere  risposte certe. 

                                             

 

 
 
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