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Bagheria. Il lato umano dei candidati a sindaco nel dibattito alla parrocchia San Domenico

sabato 17 maggio 2014, 10:34   Politica  

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dibattito san domenico

Hanno messo a nudo la loro personalità, confessando le loro preoccupazioni e quelle delle famiglie, rivelando le preferenze sportive, nonché le intenzioni di come governare la città, nel caso in cui saranno chiamati a sedere sulla scottante poltrona di primo cittadino. I candidati a sindaco del Comune di Bagheria, alla presenza di un numeroso pubblico intervenuto nel salone parrocchiale, hanno partecipato in contrada Incorvino, ad un incontro voluto dal parroco di San Domenico don Antonio Cellini, in una veste davvero inedita, fuori dagli schemi politici e dei programmi elettorali.

Nel corso dell’incontro, Patrizio Cinque del Movimento 5 stelle, Antonino Costa del centrodestra, Gino Di Stefano a capo delle liste civiche “L’Aquilone” e “Insieme”, Atanasio Matera della lista “Insieme per Bagheria” e Daniele Vella del centrosinistra, rispondendo alle domande poste da Pino Grasso hanno rivelato la loro personalità, gli interessi, le loro preoccupazioni. E’ stato un confronto cordiale, corretto, dai toni pacati e rispettoso che i cittadini potranno vedere sulla rete.

“Sono il più anziano del dei candidati avendo 53 anni, dopo gli studi classici ho vinto un concorso nella polizia. Ho lavorato a Palermo quando c’erano le mattanze, ho fatto una vita impegnativa, sono stato promosso questore a Torino e Pordenone terminando al compartimento della Polizia stradale.
Mia moglie lavora al commissariato locale e due figlie Alfio che frequenta al sesto di medicina e Giovani e al primo di Giurisprudenza mi hanno detto che sono un pazzo ad avere accettato la candidatura. Sono un amente della cucina soprattutto cucinare i piatti mediterranei e passeggiare con il mio cane”.
“Ho 29 anni mio padre è di origini campane, mentre mia madre è bagherese – ha affermato Patrizio Cinque – sono il settimo di 8 figli, laureato in Comunicazione pubblica e sono collaboratore parlamentare del gruppo all’Ars. Ho frequentato il classico e ho praticato sport che era la mia passione prima della politica.
La mia fidanzata mi appoggia e da due anni ha imparato a vedermi più raramente perché il movimento mi prende molto, ma la coinvolgo nella mia attività”.
Daniele Vella 33 anni: “Ho fatto studi classici e mi sono iscritto a Giurisprudenza, mia mamma è insegnante e mio padre ha lavorato all’Università, mentre mio fratello Roberto che studia a Roma e conseguirà presto la laurea è nato sette anni dopo di me, nello stesso giorno e nello stesso mese. Ho imparato fin da piccolo che il sacrificio è il punto cardine per andare aventi. La mia fidanzata Francesca è contenta del mio impegno anche se le sottraggo molto tempo. La ringrazio però perché non potrei fare questa attività senza il suo appoggio”.
Atanasio Matera 60 anni. “Sono sposato e ho tre figli Marco laureato alla Sapienza con il massimo dei voti ha preso un master alla Luiss e parla 4 lingue, Riccardo laureato e una ragazza che ha fatto il classico e tra qualche giorno nascerà la mia nipotina Alessandra.
Mia moglie è impiegata ed ha sempre saputo sopportarmi. Non è facile conciliare il lavoro con la politica che è la passione della mia vita. Sto affrontando questa esperienza conscio che ognuno deve fare il proprio dovere per questa città”.
Gino Di Stefano ho 40 anni. “Sono figlio di un artigiano che ha lavorato nell’edilizia. Mia moglie casalinga ha una capacità di sopportazione incredibile perché mi ha sempre sostenuto. Sono convinto che il detto che dietro un grande uomo c’è sempre un grande donna è vero. Sono geometra e faccio il direttore tecnico presso aziende edili e turismo e ricettività, ho delle aziende edili che hanno avuto anche 200 dipendenti”.
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