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Bagheria. Il messaggio finale del candidato a sindaco Di Stefano

venerdì 23 maggio 2014, 09:55   Politica  

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di stefano nuovaPubblichiamo il messaggio elettorale finale del candidato a sindaco, del comune di Bagheria, Gino Di Stefano. Se ci perverranno anche i messaggi degli altri candidati li pubblicheremo.
Ricordiamo che i candidati a sindaco del Comune di Bagheria sono 5, in ordine alfabetico: Patrizio Cinque (Movimento 5 stelle), Antonino Costa (centrodestra), Gino Di Stefano (“L’Aquilone” e “Insieme”), Atanasio Matera (Insieme per Bagheria) e Daniele Vella (centrodestra).   

 

“Cari cittadini, questa campagna elettorale  si chiude, per un caso del destino, oggi 23 maggio. 22 anni fa veniva ucciso il giudice Giovanni Falcone. Potremmo scrivere pagine intere su di lui e sul suo impegno per la lotta alla mafia. Una vita spesa per garantire legalità e conclusa con un tragico epilogo. Come ho già ripetuto nei giorni scorsi io amo parlare dell’antimafia del fare. Fra 3 giorni conosceremo il nome del nuovo sindaco di Bagheria.
Se dovessi essere io il prossimo Sindaco di Bagheria farò fatti, tenendo alto il nome di Falcone e di Borsellino, dicendo con fermezza NO ALLA MAFIA. Mi impegnerò a liberare questa città da una cappa ostile che non ci fa crescere e che non vuole darci un futuro.
Questa campagna elettorale resterà anche impressa forse più delle altre nella nostra mente. Proprio pochi giorni fa è infatti giunta notizia che il commissario prefettizio, Dott. La Iacona, ha deliberato la procedura di dissesto finanziario del nostro Comune. Ritengo doveroso precisare che già nel corso dell’ultima sindacatura, nel ruolo di consigliere di opposizione, ho denunciato i gravi ritardi della precedente amministrazione nella predisposizione di un piano di risanamento.
L’amministrazione Lo Meo, con la stampella PD, ha passato più di un anno a decidere cosa fare, per poi non fare nulla!
Nessun piano di risanamento credibile è giunto in consiglio comunale e il gruppo consiliare “L’Aquilone” (da me guidato) lo aveva gridato a gran voce. Avevamo persino predisposto un documento per indicare i giusti percorsi per redigere un PDR credibile e sostenibile.  Questo documento, cari cittadini, non è stato nemmeno preso in considerazione, perché la scorsa amministrazione ha così deciso.  Oggi ci ritroviamo un pesantissimo fardello, ma non vogliamo arrenderci. Dobbiamo lottare per risollevarci. Se sarò eletto sindaco di questa città mi adopererò sin da subito per  collaborare con i commissari regionali che dovranno insediarsi per garantire il risanamento dell’Ente. Abbiamo già avviato contatti con i più grossi creditori del comune di Bagheria. Gente che vanta milioni di euro dal nostro Ente, perché vincitori di cause legali intentate contro il comune di Bagheria. Mi hanno dato la loro disponibilità affinchè si possa avviare una transazione per consentire di abbattere i più onerosi debiti fuori bilancio.  E’ una strada percorribile, l’unica che ci possa consentire una rapida seppur difficile ripresa. Da lì poi dovremo ripartire per ricreare le condizioni per risollevarci e dare risposte ai cittadini. Noi lo faremo: questo è l’impegno che prendo con i bagheresi!
Oggi siamo di fronte ad una realtà sociale che non si riconosce più neppure nel sentimento di appartenenza ad una storia e ad una tradizione comunale, ad una realtà sociale ed economica che sente di non avere più futuro, ad una comunità che non si sforza più nemmeno di trovare una via d’uscita e si abbandona rassegnata. Non ci sono più ceti produttivi, non si trova più nessuno che abbia la forza di mettersi in discussione, di rischiare per raggiungere un risultato utile per se stesso e per Bagheria.
Da tanto tempo mi occupo della nostra “cosa pubblica” per non aver capito quali siano le priorità alle quali bisognerà dare subito risposta.
Dobbiamo dare “normalità” alla nostra città e noi abbiamo  energie sufficienti per potercela fare!
Il Governo nazionale e quello regionale stanno sconsideratamente obbligando i Municipi a sostituirsi a loro nella tassazione dei cittadini. Sono troppi i problemi del “Palazzo bagherese” per poter pensare, per la prima metà della sindacatura, a cose diverse dalle priorità immediate.
Bagheria oggi ha bisogno di un impegno coerente e deciso. Ha bisogno di una guida che imponga moralità e “risparmi” dentro il “Palazzo”, prima ancora di chiedere sacrifici ai cittadini. Io sono pronto ad assumermi le mie responsabilità e se dopo due anni e mezzo di sindacatura non sarò riuscito a risolvere le emergenze di Bagheria, presenterò al Consiglio comunale ed alla Città le mie dimissioni irrevocabili.”                                                                                                                                  Gino Di Stefano

 
 
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