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Andiamo a votare
e che Dio ci aiuti

martedì 3 giugno 2014, 10:35   L'Opinione  

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giovanni guttusodi Giovanni Guttuso

Ecco finalmente!… Habemus Sindaco (quasi), è finito finalmente questo grande concorso per il Comune di Bagheria, si stilano ormai le graduatorie, si curano le ferite di tanti, si cercano gli antidoti per i veleni più aspri, ormai l’ultimo dettaglio da risolvere il 9 Giugno e poi via per questa lunga stagione quinquennale.
La frenesia di molti è finita, chi si è accaparrato lo stipendio, pur promettendo impegno, farà per il fine settimana prossimo 3 giorni di mare. Chi invece è ancora in bilico ricomincerà a torturare la gente marciando speditamente dentro questa grande macchina tritura-candidati che è la campagna elettorale.
Facendo la disamina approfondita si è potuto constatare che a Bagheria non è cambiato niente. Nessuno si è mosso perchè questo paese non muoia, assistiamo a giochini di potere senza nessuna logica politica, il Dio Potere ha coinvolto tutti, di questo meraviglioso paese non ce ne frega niente a nessuno, nemmeno a noi bagheresi. Hanno fatto bene illustri compaesani ad andare via e se potessero anche chi è andato a migliore vita farebbe  altrettanto, ma si può dare un futuro migliore ai nostri figli? Si può continuare ad assistere inermi al sistema vergognoso che attuano nel fare campagna elettorale per accaparrarsi una poltroncina? Candidati che da destra sono andati a sinistra e viceversa, politici che avevano dichiarato che dovevano rinunciare alla poltrona, poi si è scoperto che avevano candidato figli, moglie, nipoti, cognati, sorelle,  fratelli, cugini.
Sembra che essere giovani corrisponda al nuovo, ma non ci accorgiamo che ci hanno buggerato ancora una volta, ci hanno raggirato e noi ci siamo cascati. Pensavo che l’orgoglio di noi Baarioti,  con la consapevolezza di amministratori incapaci e dei commissari burocrati potevamo andare a votare con coscienza, con la coscienza di non sbagliare e invece: è successo il contrario. L’amico, il parente, ci hanno portato di nuovo lontano dalla politica e non ci rendiamo conto dove inizia il nuovo e dove finisce il vecchio. Saranno capaci vecchi e nuovi a non distruggere questo paese?
Una sola riflessione in questa campagna elettorale: si sono visti metodi usati 20 anni fa dalla vecchia politica e ad usarli erano i cosidetti giovani e nuovi candidati. Sono ritornati indietro oppure hanno imparato bene dai vecchi?
La politica in questo paese è morta e sepolta, chissà cosa ci offrirà il futuro.
Cari concittadini ci meritiamo quello che noi stessi abbiamo deciso e quello che decideremo domenica prossima. Questo paese forse sarà distrutto da noi stessi e con lui la nostra storia in questa Bella Sicilia.
La politica è morta. Centinaia di anni di storia sono stati cancellati per la ricerca del potere di pochi. Sarebbe giusto prenderci la rivincita: non andare a votare. Ma anche questo resterebbe nella nostra coscienza e allora. Allora chiudiamo gli occhi, tappiamoci il naso e andiamo a votare e che Dio ci aiuti.

 
 
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