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Racket. 44 gli imprenditori
taglieggiati. Fra loro
G. Sciortino suicidatosi

venerdì 6 giugno 2014, 08:22   Cronaca  

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bagheriaSono stati 44 gli imprenditori finiti nel racket delle estorsioni gestito dalla famiglia bagherese.
Il dato è emerso durante la conferenza stampa in cui sono stati resi noti i dettagli dell’operazione Racket che ha portato all’arresto di 31 componenti del mandamento di Bagheria.
Gli inquirenti hanno parlato di un clima di paura che si snodava tra pressioni psicologiche, minacce ed in intimidazioni. 
Ma molti degli imprenditori hanno collaborato e hanno contribuito all’operazione.
E’ stato detto nella conferenza stampa che il gruppo avevano tentato di estorcere denaro a ventotto imprenditori nel settore dell’edilizia e a cinque venditori di pesce della zona di Porticello.
Ma ci sarebbero anche  piccoli negozi di Bagheria e dintorni, con 11 finiti nel mirino da anni.
SCIORTINO GIUSEPPEFra loro ci sarebbe stato anche Giuseppe Sciortino (nella foto), il costruttore bagherese, che nel marzo scorso decise di farla finita, suicidandosi nella propria casa, impiccandosi.
Secondo gli inquirenti l’imprenditore aveva scelto di non sottomettersi, denunciando. Una mano all’indagine l’avrebbe data anche il nuovo collaboratore di giustizia Sergio Flamia.
Pare che Sciortino fosse stato presa di mira dagli estortori.
Sciortino avrebbe dichiarato di essere stato vittima di tentativo di estorsione agli inizi del 2011, per alcuni lavori che dovevano essere fatti in un cantiere a Santa Flavia. Successivamente, le minacce sarebbero arrivate da Salvatore Lauricella in merito ad un altro cantiere per la costruzione di unità abitative a Villabate, ma anche da Pietro Flamia.
Sciortino avrebbe detto “ero consapevole che si trattava di estorsione – riferiscono i carabinieri Sciortino – e sapevo pure di non avere alcun debito nei suoi confronti. Mi precisò che ‘c’erano nuove disposizioni’ e che qualunque lavoro avrei dovuto realizzare da quel momento in poi, dovevo rivolgermi a lui, specificando che mi avrebbe dato indicazioni sui fornitori, e su tutte le ditte che avrei dovuto contattare nel proseguo dei lavori”.
Sciortino subì anche numerosi danneggiamenti ai cantieri, compresi alcuni colpi d’arma da fuoco sparati alle saracinesche del suo magazzino, i danni alla propria auto e gli atti incendiari nel magazzino al piano terra della palazzina via Carlo Alberto dalla Chiesa a Bagheria, dove abitava.
I militari riferiscono anche che un altro imprenditore, il titolare di una pescheria di Santa Flavia, aveva denunciato le estorsioni.
Pare che la notte precedente qualcuno aveva dato fuoco al suo furgone, distruggendolo. Un incendio palesemente doloso, dopo il quale i carabinieri hanno trovato una bottiglia con del liquido infiammabile.
Dall’inchiesta è venuto fuori che un altro imprenditore edile, costretto a sborsare migliaia di euro tra 1989 al 2008, denunciò le richieste estorsive.

 

 

 
 
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