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Il voto al M5S è un segnale chiaro

giovedì 12 giugno 2014, 09:10   L'Opinione  

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pino-fricanodi Pino Fricano

All’indomani delle primarie dell’8 dicembre avevamo detto: “Il voto per Renzi, a Bagheria come in Italia, è un voto che va oltre le logiche del partito degli iscritti, ma anche di chi lo ha votato in passato. E’ un  voto che  a Bagheria,  con una  partecipazione dell’’80%  superiore alla volta scorsa e  con un  sostegno specifico  a Renzi  del 75%,  va oltre il dato provinciale,  regionale  e nazionale:  un voto da interpretare quale reazione di popolo alle condizioni di grave  malessere sociale, e dunque quale manifestazione di un’esigenza di profondo cambiamento ….Il risultato delle primarie impone un’inversione di tendenza rispetto a questo scenario, rappresentando l’urgenza di un cambiamento radicale, della necessità , da parte di chi si considera classe dirigente,  di  coerenti segni di discontinuità per  sostenere, con generosità, un rapido ricambio, di persone oltre che di idee. …. il voto ha dimostrato, ancora una volta, lo scollamento tra il partito e la sua potenziale base: qualche settimana fa, forse anche per qualche  ambiguità del fronte  renziano,   gli iscritti  hanno scelto come  segretario di circolo il candidato cuperliano,. ….Ora quel candidato, visto il dato elettorale,  si dimostra essere in dissonanza rispetto al comune sentire del popolo del nuovo PD, e dunque  anche a lui è data la responsabilità di trarre le dovute conseguenze dal voto, di provare a ricostruire una nuova sintonia, dando una svolta alla direzione del partito”.

Alla vigilia del voto sulla mozione di sfiducia,  che ha portato alle primarie cittadine per scegliere il candidato a sindaco, avevamo aggiunto: “dobbiamo scegliere linea e candidati con le primarie, abbiamo bisogno di scelte radicali e forte discontinuità col passato. Il PD deve partire dalla strepitosa affluenza alle urne delle ultime primarie e dall’eccezionale risultato ottenuto da Renzi, 75%, guardare verso l’elettorato del M5S  e il non voto, ridare speranza,  proporre un candidato credibile,  provare a costruire una proposta di governo di svolta…., bisogna comunque, con coerenza,  mettere in campo una nuova leva di militanti che lavori per creare quel cambio di mentalità a cui accennavo prima, e quindi le condizioni per una svolta  radicale “.

Non si trattava di generiche scommesse generazionali, la vittoria di Chiamparino ha dimostrato  la necessità di mettere in campo proposte virtuose, credibili dal punto di vista delle capacità di governo, lo sconforto per l’andamento deludente delle primarie locali ci aveva portato a dire:

“alle primarie locali il PD non ha voluto rischiare, ha tradito il messaggio renziano, si è chiuso nella tutela di  un ceto politico, non ha voluto aprirsi al nuovo, a quanto di buono poteva venire da quella parte di società che negli ultimi anni aveva guardato al PD con spirito critico e che ora, grazie a Renzi, tornava a guardare a quel partito con interesse, …In effetti il problema dello spirito renziano, che tarda ad affermarsi, oltre ad essere un problema locale pare essere un problema siciliano, come sempre dalle nostre parti le idee nuove arrivano storpiate dal “trasformismo” o comunque con ritardo.”

I nostri appelli sono rimasti inascoltati, il risultato era prevedibile, anche per questo motivo, come estrema ratio, alla vigilia del voto di ballottaggio,  avevamo proposto un patto di desistenza, un governo di larghe intese, restando ancora una volta inascoltati;  con l’onestà intellettuale di cui andiamo fieri, non ci restava altro che dichiarare: “Il voto nullo così come la scarsa affluenza alle urne sono certamente segno di sfiducia nei partiti e nella politica, il deludente risultato del PD a tutto vantaggio del M5S, rispetto al risultato mediamente avuto da questi partiti sia a livello amministrativo che alle europee, credo sia dovuto a molti elettori di sinistra che si sono orientati sul M5S per lanciare un segnale chiaro: non ci possono essere uomini per tutte le stagioni, chi ha amministrato ed ha fallito deve fare un passo indietro! … Da quanto detto prima ritengo che abbia maggiori possibilità Cinque, la cosa non mi fa  piacere, non nutro alcuna simpatia per Grillo e rimango convinto che Renzi ed il PD siano l’unica speranza per l’Italia e per la Sicilia, sono legato da sincero affetto a Daniele e credo che in politica ci possa essere spazio per lui, sa ascoltare ed è disponibile nei confronti di tutti.  Purtroppo per errori del passato lo ritengo poco credibile come proposta di cambiamento, proposta necessaria nella situazione in cui si è venuta a trovare la città.”

Ripropongo queste valutazioni non per fare la parte di quelli che “l’avevamo detto” ma per denunciare, da parte del PD,  una pervicace indisponibilità a mettersi in discussione, ad abbandonare vecchie logiche spartitorie, la passione per le poltrone, l’appiattimento su un governo regionale impopolare.  Fa rabbia avere sprecato l’opportunità che si era aperta con le primarie dell’8 dicembre e con la mozione di sfiducia, per andare appresso ad ambizioni personali, a patti all’interno di un ceto politico logoro e che conferma un consenso, solo personale, alimentandolo con l’occupazione permanente di posti di potere.

Le elezioni ci consegnano un PD da ripensare profondamente, che deve ritrovare la sua identità nel dialogo con la società, sapendo che con la maggioranza assoluta del M5S, il ruolo dei consiglieri d’opposizione sarà assolutamente ininfluente, ma sapendo anche con la gestione del dissesto per i vincitori non sarà una passeggiata.   Non credo serva stare sulla sponda del fiume ad attendere il cadavere dell’avversario, quello che rischia di arrivare è il cadavere della città, né serve fare inciuci per avere qualche scampolo di sottogoverno, serve con umiltà ed onestà un profondo esame di coscienza, la disponibilità a dare una mano senza alcun tornaconto ed in modo assolutamente trasparente.

Dal voto, forse per la prima volta a Bagheria, è venuto fuori un profondo malessere ma anche una grande spinta al cambiamento, spinta che bisogna accogliere con forte determinazione per affermare la necessità di un risanamento finanziario che sia giusto, equo e solidale, di politiche di sviluppo che sappiano agganciare le grandi opportunità che arrivano dai fondi comunitari per lo sviluppo delle aree metropolitane e dei medi centri.                                  

 
 
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