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Chi fa sbaglia e chi non fa azzecca

mercoledì 4 giugno 2014, 15:13   L'Opinione, Politica  

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benfante obiettivo comunedi Nicolò Benfante

Alla luce della trascorsa tornata elettorale, indipendentemente dall’esito del ballottaggio, vorrei esternare delle personali e libere considerazioni sull’attuale situazione politica bagherese.  Ideologicamente la città di Bagheria è sempre stata divisa in due schieramenti politici che fanno capo sia alla sinistra e sia alla destra. Ebbene anche se numericamente i dati elettorali hanno sempre manifestato una nitida e netta volontà dell’intendimento politico a favore della destra, da circa 15 anni la nostra città è sempre stata amministrata da uno schieramento politico di sinistra anche se camuffato da liste civiche ma dichiaratesi successivamente pseudo tali.
Come può accadere questo e perchè?
Comincerei con l’analisi dell’ultimo quindicennio che potrebbe risultare più facile da criticare perché ha governato/amministrato il centro sinistra (di seguito esamineremo come).
Vi posso assicurare che niente di più difficile consta valutare chi non ha governato rispetto alle critiche mosse di chi ha amministrato; d’altronde come dice un vecchio detto “Chi fa sbaglia chi non fa azzecca”!
Niente di più contrario si è verificato per la nostra città.
La nostra “Baaria” è stata negli ultimi anni al centro di un’attenzione cinematografica mondiale per essere stata rappresentata ed interpretata da un famoso regista nostro concittadino e conterraneo; eppure certe volte mi chiedo se volesse dare un prosieguo sul progresso politico della città ed i suoi politici che si sono succeduti nell’ultimo quindicennio, magari ricalcando le scene di quel famoso film “Il Buono, Il Brutto e il Cattivo” (lascio a voi l’alternanza dei personaggi).
In effetti l’alternarsi di questi personaggi che si sono succeduti in questo arco temporale, hanno sicuramente lasciato un segno per aver dato un alto valore politico al progresso della città;
Abbiamo visto sfumare lo sviluppo economico di un polo sanitario che poteva essere fonte di eccellenza per i baarioti;
Abbiamo avuto e trovato quell’opportunità di rendere la nostra città più pulita e vivibile attraverso un servizio di raccolta e smaltimento rifiuti noto come l”Eldorado” Coinres che ancora oggi molti comuni del nord ci invidiano per il valore delle poltrone ricoperte;
Abbiamo (forse) un Prg o simile, nel quale è stata designata, un’area artigianale nella quale molteplici strutture imprenditoriali sono sorte dando ulteriormente l’opportunità di crescita sia economica che sociale per la nostra Baaria;
E’ solo un dato statistico che il bagherese emigra?
Parimenti, oltre ogni logica o teoria, alla crescita  economica corrisponde un incremento della forza lavoro; ed eccoci pronti ad assumere personale all’interno della macchina burocratica, non per fini elettorali (penso), ma frutto di un budget previsionale ed un approfondito studio di analisi costi/benefici del bilancio.
Ebbene solo dopo appena 15 anni di “sana” amministrazione, il nostro comune è stato dichiarato in dissesto o meglio siamo falliti.
Come mai? Andava tutto così bene!
Forse una volta tanto hanno fatto i conti con i numeri e non con le parole.
Sicuramente!
Ma fiduciosi e grintosi come sempre ne usciremo fuori e quindi ci riproviamo.
Come?
Ma è semplicissimo mettiamo l’uomo giusto al posto giusto; d’altronde per rimanere in tema numerico, cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia.
Poveri Noi!
Un nuovo volto della politica avanza tirando le redini di quella carovana del passato che porta con sé il presente ricordo delle ombre (il buono, il brutto ed il cattivo) che hanno aleggiato sul nostro paese.
Un nuovo modo di fare politica, gestire il dissesto senza tecnici, la nuova terapia del male indolore; suonare ad orecchio senza mai aver letto uno spartito.
Vi prego non sparate sul pianista!
E’ pur vero comunque, che negli ultimi anni, i pianisti, nel nostro governo sono diventati i tecnici del suono silente.
Forse è meglio che cambio schieramento.
Sulla vicenda avversa e contraria del fenomeno centrodestra, personalmente, ritengo che molteplici sono state le interpretazioni e scelte non condivisibili che hanno determinato una errata progettualità di gestione della politica.
In primis, non si è riusciti mai ad avere una propria identità politica limpida e chiara se non determinata da condizionamenti o consensi esterni che hanno deciso sulle sorti del nostro paese (vedi Palermo).
Pur tuttavia, se si fosse trattato di errata progettualità, avremmo ben compreso le cause al fine di poterne studiare, anche sotto diverse angolazioni e prospettive, le conseguenze di un mancato obbiettivo.
Ed invece, contro ogni logica, tanto più si è consci della causa dell’errore tanto più ci si avvicina all’effetto.
Quindi Perseverare, Perseverare, Perseverare!
La Draconia impositiva di questo schieramento ha sempre pagato lo scotto di quella presunzione numerica che non ha mai saputo gestire, perché di fondo non ha mai “condiviso” e di fatto non ha mai saputo amministrare.
La condivisione dello schieramento ha letteralmente inteso il vero significato del contenuto stesso della parola “cumdividere” come pura Divisione, separazione d’intenti e mai come unione.
Si è sempre esasperato i toni all’interno del proprio schieramento e mai osservato o carpito le mosse dell’altro;
In battaglia quando il nemico è unito, dividilo (Sun Ztu – l’arte della guerra)!
Ma non il proprio!
La politica è matematica!
Il dividere separa, l’unione rafforza.
E’ già da tempo che occorre spogliarsi di quella presunzione o arroganza politica che di fatto per mero e proprio errore ha consegnato l’amministrazione ad altrui.
I possenti dinosauri sono scomparsi. L’Invencible Armada è stata sconfitta.
Se alla fine dovessimo ritrovarci ad avere una guida giovane, diversa per pensiero, estranea ai meccanismi burocratici della gestione amministrativa, è sintomo che qualcosa è mutata.
Ordo ab chao” dicevano i latini, l’ordine dal caos.
Questo è il vero frutto del cambiamento; un segnale forte voluto da un unico vincitore di questa protesta (comunque vada) il Popolo.
Bagheria c’est le peuple. Condivido pienamente!
Nessuno ha compreso, oggi più di prima, il vero pensiero del popolo sovrano; la gente è stanca di attendere false aspettative, di vedere saltimbanchi poltroniani, di credere nei principi ambigui della politica, nella sterile presunzione del fare ma non posso per gli altri.
Occorre ridare senso alla politica attraverso una nuova credibilità d’immagine, volti nuovi che rappresentino quella società civile che da tempo osserva sul belvedere le sconfitte di una guerra “pro domo mea” per il proprio tornaconto.
Occorre fare ricorso a quella serietà umana, che da tempo non traspare nelle sedi amministrative; cogliere l’opportunità di presentarsi tra la gente e con la gente, nell’umile consapevolezza di poter fare insieme qualcosa che possa dare un beneficio alla comunità.
Ricominciare ad ascoltare la gente; Ricominciare a servire la gente; Ricominciare a vivere la gente.
Non è Utopia! se rivolgiamo uno sguardo alla storia, allora comprenderemmo come nel “Principe” di Machiavelli la virtù del cittadino stava alla base del fondamento politico di uno stato.
Ed ancora sui discorsi sopra la “prima Deca di Tito Livio del Machiavelli, riflessioni e appunti che vorrebbero costituire i fondamenti di una moderna teoria politica partendo dagli insegnamenti della storia dell’antica Roma, il tutto elogiandone la virtù dei cittadini.
Il valore e senso del cittadino sopra ogni cosa!
Senza alcun fraintendimento, reputo questo un momento di transizione politica che serva a far riflettere sugli errori del passato e comprendere l’ideologia del presente; intendo rivolgere questo processo di cambiamento a tutti coloro che intendono apportare nuove idee per il bene comune se questo vuole essere lo spirito di crescita e di cambiamento.

                                                            

                                                                 

 

 

                                                       

 

 
 
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