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Da oltre un mese e mezzo, a Capo Zafferano, rubinetti a secco per un guasto

martedì 17 giugno 2014, 09:53   Attualità  

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capo zafferanoDa oltre un mese e mezzo i residenti della via Francesco Paolo Perez, meglio conosciuta come la litoranea Aspra-Mongerbino, sono senz’acqua.
Vanno avanti con autobotti private e tanti stenti che ciò comporta.
La vicenda ha inizio i primi del mese di maggio. Nella zona l’acqua viene erogata il lunedì ed il venerdì.
Ma a causa di un guasto l’acqua è stata interrotta.
Un abitante ha anche visto zampillare l’acqua dalla strada per la rottura di un pezzo della condotta.
Non era la prima volta che guasti simili si verificavano, sempre nello stesso punto, ma in un modo o nell’altro i guasti sono stati risolti. Quella volta, però, si trattava di un guasto decisamente importante, poichè la massa d’acqua era veramente copiosa e investiva direttamente alcune abitazioni situate nella curva, poco prima di giungere all’incrocio con il corso Baldassare Scaduto.
Per una settimana circa, ossia per almeno due forniture (lunedì – venerdì), il guasto non è stato riparato e l’acqua ha continuato ad essere sprecata, inondando la via e le case che si trovavano lungo il suo percorso.
Una mattina una squadra di operai è presentata a riparare il guasto.

Pare che il lavoro sia stato eseguito dietro disposizioni di un privato, disperato per i danni subiti dal fiume di acqua che gli era piombato in casa. Uno degli abitanti ha anche segnalato la vicenda alla polizia municipale.
Ma il guasto non è stato riparato e il danno e la conseguente perdita d’acqua si sono ripresentati.
Il fallimento dell’Aps, la società che gestiva il servizio idrico, non ha contribuito a risolvere il problema in tempi rapidi.
“Lo sconforto ha lasciato il posto alle solite informazioni di amici di amici -riferisce Antonio Pintacuda, uno dei residenti-, gli operatori dell’APS, oramai senza stipendio da qualche mese, avrebbero attuato una sorta di blocco dell’erogazione, forti del fatto che l’azienda non avrebbe i soldi per pagare i mezzi con cui recarsi presso le stazioni di apertura delle valvole di erogazione. Il solito “uccellino beneinformato”, mi riferisce che proprio per ovviare all’interruzione di pubblico servizio, un manipolo di sventurati si offrirebbe di “aprire l’acqua”, solo per una ventina di minuti, giustappunto per dare atto di aver provveduto all’erogazione. Questo palliativo è assolutamente inutile per le abitazioni site nella litoranea e servite dalla rete di Bagheria, poiché il flusso disponibile non avrebbe la pressione necessaria, alla luce del tempo ridotto di erogazione, per consentire che l’acqua possa avere l’abbrivio necessario a percorrere il tratto in salita della litoranea e giungere a tutte le abitazioni.”
Il risultato è che i residenti sono senz’acqua e devono pagare le autobotti private.
I cittadini sarebbero anche disposti a creare un comitato spontaneo per fare fronte comune e denunciare alle autorità quanto accaduto.
Pare che il problema si dovrebbe sbloccare nei prossimi giorni.

 

 

 
 
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