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L’ultima campanella

giovedì 5 giugno 2014, 16:44   L'Opinione  

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di bernardo gdi Giovanni Di Bernardo 

La scelta degli elettori bagheresi sul ballottaggio per l’elezione del prossimo sindaco rende francamente stucchevoli le noiose lettere, repliche e controrepliche sulle ragioni del successo/insuccesso di uno o l’altro dei candidati.
Ho sostenuto Antonino Costa, che con il suo risultato ha pagato la novità del nuovo sistema elettorale: ne prendo atto, mantengo la mia diversa opinione – esclusivamente basata, peraltro, su un rapporto personale – ma la consegno alla storia, non sentendomi e non essendo un apostata rispetto al Partito Democratico, che ho sostenuto per le consultazioni europee e di cui mi sento legittimamente un fondatore a Bagheria.
Ciò posto, occorre andare avanti e chiedersi, a questo punto, quale sia la migliore soluzione per Bagheria tra i due candidati al ballottaggio. Perché questa è l’unica domanda che conta, tutto il resto, essendo materia per “raffinati” politologi, glielo lascio volentieri.
Ho letto con attenzione i programmi proposti dal Partito democratico e dal Movimento Cinque Stelle a sostegno del rispettivo candidato alla carica di sindaco.
Quello di Patrizio Cinque ha riportato alla mia memoria una vecchia favola – quella della signora Matilde – che, ancora oggi, ha una sua morale.
Un giorno una giovane contadina, la signora Matilde, uscì dalla sua casa di campagna per recarsi al mercato in città dove vendere qualche prodotto da lei stessa preparato; portava infatti sulla testa un cestello in cui era avvolta ben bene una bianca, fresca, ricotta.
Durante il cammino pensava tra sé: “venderò la mia ricotta e con quello che guadagnerò potrò comprarmi una bella gallina”.
Venderò tante uova ogni settimana finché potrò comprarmi un vitellino.
Quando sarà cresciuto e ingrassato ben bene, lo venderò al mercato; così potrò comprarmi una belle casetta.
Io starò alla finestra a guardare la gente passare. Le signore che mi riconosceranno mi diranno con un piccolo inchino: “Buongiorno Signora Matilde”.
Ma nell’immaginare questo gesto di ossequio, la signora Matilde chinò il capo e la ricottina scivolò per terra spiaccicandosi e sporcandosi sulla strada.
Mi pare, dunque, che la proposta del Movimento Cinque Stelle sia, come quella della signora Matilde: illusoria e, nella sostanza, fragile fino al punto da essere evanescente. Limitarsi, ad esempio, a riportare l’andamento della dinamica di spesa tra il 2001 ed il 2011 è un’operazione da falsari, se non spiega le ragioni dell’incremento della spesa, i limiti imposti dal patto di stabilità e così via.
Così come assolutamente inquietante, sarebbe ad esempio, sentire uno degli assessori proposti confessare candidamente di non sapere nulla della delega affidatagli, facendo conto, comunque, su un ottimo consulente: ma Grillo non aveva detto di no ai consulenti? E il consulente chi lo pagherebbe?
Oggi, ancor meno di ieri, non è più tempo di fanfaluche, casi come ha detto Daniele Vella “Bagheria non può cadere nella logica del tanto peggio quanto meglio”. È necessario che, rapidamente, il comune di Bagheria sappia immediatamente dotarsi di progetti cantierabili e realizzabili – pochi, chiari, realistici – poiché solo in questo modo potrà intercettare il prossimo decreto sblocca Italia, che imporrà ai comuni di segnalare entro agosto 2014 le opere che intendono realizzare, per ottenerne lo sblocco.
In questo senso, certamente più appropriato è il programma del candidato del Partito Democratico per cui ho speso la parte migliore del mio impegno politico, pur nella differenza di posizioni e nella critica.
Questo partito per i collegamenti diretti con il Governo Nazionale per ciò che può rappresentare in Sicilia, appare essere l’unico in grado di intercettare le prossime opportunità che il governo Renzi darà ai comuni d’Italia.
Deve essere chiaro a tutti che è suonata la campanella dell’ultimo giro: se si perde questa occasione, non molto rimarrà da fare. E, invece, c’è molto da fare con tanta gente capace e volenterosa che vuole farlo.
Per questo sosterrò e chiedo di sostenere, ai tanti che come me hanno scelto un percorso diverso, di sostenere Daniele Vella candidato del Partito Democratico e, se come mi auguro, egli dovesse essere eletto, continuerò ad esserne l’uomo attento, quello che quando qualcosa non va te lo dice e/o te lo scrive, senza sconti ma soprattutto senza rancore, ma anche capace di poter dare un contributo.

 

 
 
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