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Bagheria. Associazione Sant’Ignazio di Loyola. “Teniamo a dire che…”

giovedì 24 luglio 2014, 18:31   Cultura  

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concerto musica classicaL’associazione Sant’Ignazio di Loyola, ci ha inviato una nota in riferimento alle note pubblicate recentemente su un concerto svoltosi a villa san Cataldo.

“A seguito dell’articolo dell’assessore Balistreri Noi non continuiamo a far le stesse cose ci sembra doveroso intervenire sulla questione perché riporta purtroppo notizie non veritiere.
In qualità di membri del direttivo ci teniamo a chiarire alcuni punti.
L’associazione Sant’Ignazio di Loyola opera all’interno di Villa San Cataldo e gestisce, da cieca sei anni, tutte le attività religiose e culturali che una volta erano svolte dai padri gesuiti. È costituita da persone che senza scopo di lucro operano per il bene comune, si occupano dell’educazione religiosa di una buona fetta del
paese e soprattutto si autogestisce e i soci sono i fedeli che gravitano a Villa San Cataldo.
Ci dispiace che nessuno dell’amministrazione comunale, tranne Claudia Clemente, sia riuscito a intervenire a quello che inizialmente doveva essere uno degli eventi della festa del nostro patrono Sant’Ignazio (quest’anno anticipata di un paio di settimane per evitare il caldo afoso di mezza estate).
Come ogni anno, abbiamo programmato alcuni eventi tra concerti e spettacoli vari da e abbiamo seguito tutto l’iter burocratico, sia per quanto riguarda il palco che per quanto riguarda l’utilizzo del giardino della villa. A due settimane dagli eventi, dopo un tira e molla di “si può e non si può”, abbiamo deciso di portare a termine il progetto del concerto e di annullare i festeggiamenti perché c’erano troppe incertezze.
Abbiamo cercato di trovare una soluzione sulla location per il concerto che da un lato non doveva comportare un disagio per il pubblico (già informato dai manifesti e quindi il luogo doveva sempre trovarsi all’interno di Villa San Cataldo) dall’altro doveva essere pur sempre un luogo (anche se angusto e infelice) adatto all’esibizione di un coro polifonico. Purtroppo alla fine, avendo deciso per la chiesetta sconsacrata che è sita proprio all’ingresso del giardino, ci siamo dovuti sobbarcare interamente delle spese del service che sarebbe servito per un concerto fatto all’aperto ma
inutile al chiuso.
La questione del palco merita una precisazione. Quando abbiamo inoltrato la richiesta, all’inizio ci è stato detto che il palco non era omologato; per non rischiare abbiamo cercato un’alternativa ma lo abbiamo trovato già montato da un giorno all’altro, peraltro nel posto sbagliato, e senza essere stati avvisati, ben 10 giorni
prima dell’evento! Quindi non è certamente imputabile a noi la colpa se il palco è stato negato a qualcuno e se il comune ha dovuto affrontare delle spese. Questo credo tuttavia sia dovuto solo ad una mancanza di comunicazione.
Per quanto riguarda la telefonata dell’amica, come già chiarito a suo tempo, era infatti soltanto una telefonata che aveva lo scopo di chiarire cosa avremmo voluto realizzare all’interno del giardino; nessuno di noi aveva pensato di ricorrere a metodi difformi e illegali che non fanno parte del nostro operato.
E allora, nel clima di legalità che caratterizza la nuova amministrazione e nell’esigenza di scardinare il sistema “amicale “ delle comunicazioni private, ci sentiamo in dovere di rispondere pubblicamente alle affermazioni su una richiesta di denaro fatta dal Coro Sant’ Ignazio perché nè la responsabile del coro, nè il maestro, e neanche i coristi hanno ricevuto comunicazione telefonica, né personale per un ingaggio attinente ai festeggiamenti di San Giuseppe.
Teniamo a precisare che il coro Sant’Ignazio di Loyola e l’Associazione Sant’Ignazio di Loyola pur portando lo stesso nome, sono due realtà diverse; ognuno con proprio organigramma di persone e incarichi. Ciò nonostante molti degli associati sono anche coristi. Infatti esiste un responsabile che si occupa delle questioni burocratiche e che non ha mai ricevuto nessuna telefonata, quindi sarebbe importante, a tal punto, chiarire chi ha dichiarato di volere la cifra di 2.000,00 euro visto che getta discredito su di noi. Sia l‘associazione che il coro si sono sempre adoperati per offrire alla cittadinanza momenti di svago sano e gratuito offrendo con grande spirito di comunità con molto sacrificio le proprie competenze.
Terminiamo col dire che, anche se delusi, riteniamo chiusa la questione, perché la città di Bagheria è alle prese con problematiche di maggior spessore di queste piccole beghe, ma abbiamo ritenuto opportuno dire la nostra. Infine ci auguriamo che
l’assessore Balistreri voglia al più presto incontrarci per mettere da parte ogni equivoco, e di contro mettere in atto alcune idee che potrebbero giovare a tutta la cittadinanza.”
Associazione Sant’Ignazio di Loyola

 
 
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