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Bagheria. D’Agati. Interrogazione
sul Giudice di Pace:
“deve rimanere in città”

mercoledì 23 luglio 2014, 00:25   Politica  

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dagati-biagioIl consigliere comunale di Bagheria della lista Sarà migliore, Gino D’Agati, ha presentato un’interrogazione al presidente del consiglio, al sindaco e al segretario generale, in merito al Giudice di Pace. D’Agati sottolinea che le spese per gestire l’ufficio sono legate soltanto al personale già in carico al Comune stesso.
Pertanto D’Agati chiede di mantenere il Giudice di Pace a Bagheria.
Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI BAGHERIA

AL SINDACO DEL COMUNE DI BAGHERIA

AL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI BAGHERIA

 

OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO.

Il sottoscritto Consigliere Comunale Premette: – A seguito del riordinamento territoriale degli Uffici Giudiziari introdotto dal D.L. 3.12.1999 n. 491 e dalla Legge 14.9.2011, è stata soppressa la sezione distaccata di Bagheria del Tribunale di Palermo, ed il nostro territorio è passato sotto la competenza del Tribunale di Termini. – In questo territorio è venuto meno quindi il presidio di legalità rappresentato dal Tribunale ed è stato soppresso un servizio essenziale ad un comprensorio di oltre 100.000 abitanti, comprensorio che, come a tutti noto, si caratterizza ancora per la diffusa presenza di fatti criminosi.

La chiusura del Tribunale ha portato disagi sia alla classe forense ma soprattutto alle legittime aspettative dei nostri concittadini di disporre in loco di una struttura che amministri la giustizia e possa garantire alcuni servizi amministrativi di tipo giudiziario (giuramento perizie, rinuncia all’eredità, provvedimenti del giudice tutelare etc.) servizi per i quali i nostri concittadini devono oggi raggiungere Termini con disagi e costi corrispondenti.

Il Ministero della Giustizia aveva demandato alla facoltà dei Comuni il mantenimento del Giudice di Pace e, per le ragioni prima indicate, l’Amministrazione Comunale aveva deciso il mantenimento di tale presidio giudiziario nel nostro territorio.

Con determinazione sindacale n. 9 dell ‘8.3.2012, infatti veniva disposto il mantenimento del Giudice di Pace e si impegnava questo Comune a fornire propri locali e dipendenti al fine di assicurare la continuità di tale servizio essenziale. – Con la stessa determina il Sindaco dava mandato al Dirigente del settore primo di reclutare, attraverso selezione, il personale da destinare a tale servizio. Il dirigente predisponeva e pubblicava il bando e venivano presentate da parte dei dipendenti interessati le istanze e formulato l’elenco.

Nel contempo veniva comunicato e chiesto, con una dettagliata relazione, al Ministero, la volontà del Comune di dare continuità, con costi a proprio carico, allo stesso ufficio del Giudice di Pace. – Sulla GURS del 11.3.2014 veniva pubblicato il decreto del Ministro della Giustizia che manteneva il Giudice di pace a Bagheria. – Successivamente l’Amministrazione provvedeva a quantificare i costi, così determinandoli:

  1. Nota Prot. n° 29701 del 19/05/14:
  • n°4 personal computer;
  • n°4 monitor;
  • n° 1 stampante di rete formato A3/ A4.

Nota prot. n°27826 del 09/05/2014;

  • Energia elettrica, illuminazione, riscaldamento £ 5.600,00;
  • Manutenzione impianto di condizionamento £ 180,00;
  • Per acqua £ 500,00  Valore locativo rivalutato £ 24.900,00

NOTA n°319/pres. Del 13/05/2014 costo del personale:

N° dipendenti categorie Stip. tab oneri irap totale
          1            D 22.930,60 6.237,00 1.949,00 31.116,60
          1            C 21.075,33 5.732,50 1.791,40 28.599,23
          2            B 37.363,54 10.162,86 3.175,90 50.702,30
          1            A 17.674,12 4.807,38 1.502,30 23.983,80

 

Dalla suddetta analisi risulta un costo annuo totale di £ 170.082, costo che però è un costo “fiugurato” (senza esborso effettivo di somme) in quanto le spese del personale di £ 134.401,93 sono spese che il comune già affronta in quanto trattasi di dipendenti comunali, analogamente il costo dei locali per Euro 24.900 non viene sostenuto (non vi è esborso monetario) poiché essi sono di proprietà del Comune (locali di Via Federico 2°).

Le spese effettive, comportanti esborso monetario, vengono quindi quantificate in appena Euro 10.000. Spese queste peraltro “assorbite” dalla normale gestione e manutenzione dell’edificio in cui il servizio viene svolto in quanto questo ospita altri locali che svolgono già servizi alla comunità. Non vi è quindi, anche per la somma di Euro 10.000, un corrispondente esborso essendo esso, come rilevato, incluso e “assorbito” da quello generale di gestione degli uffici comunali. Questi i costi a carico del Comune se il Giudice di Pace servisse solo per Bagheria. L’ipotesi, ben percorribile e normativamente fondata, è quella invece che tale servizio, come lo era prima, venga svolto oltre che per Bagheria e per Ficarazzi, anche, dietro autorizzazione del Tribunale, per altri comuni vicini (Santa Flavia e Casteldaccia, almeno.) In tale ipotesi il costo a carico del nostro Comune sarebbe di gran lunga abbattuto. Gli altri comuni possono conferire personale e compartecipare alle spese.

Tutto ciò rilevato e considerato

SI IMPEGNA:

1) L’Amministrazione Comunale a mantenere il Giudice di Pace in questo territorio;

2) Subordinatamente, e a farsi parte attiva affinchè il servizio venga esteso ai comuni del comprensorio, al fine di abbattere i costi, come in premessa rilevato.

 

BAGHERIA IL 22/07/214                                                                                                                 BIAGIO D’AGATI

 
 
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