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La cultura è ”un volo di cicogne con ali di cera”

giovedì 17 luglio 2014, 16:22   L'Opinione  

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concerto musica classicadi Lina Cavalieri

 

Nei giorni scorsi, all’interno delle Chiesetta sconsacrata nel complesso monumentale di Villa San Cataldo, si è svolto il concerto ”Serata di Note” che ha visto come protagonisti il Coro Sant’Ignazio di Lojola, accompagnato da due solisti e un pianista professionisti e diretti dal Maestro Mauro Visconti. Ero, fortunatamente, tra gli spettatori di quella piccola chiesa soffocante e gremita di gente e, ancor più fortunatamente, sono riuscita a prendere posto. Gentilmente ci è stato offerto un ventaglio a cura dell’ organizzazione. Pensavo fosse coreografia e, invece serviva alla sopravvivenza. La serata è stata sorprendentemente deliziosa coinvolgendo pubblico e coro in una simbiosi di note cantate, suonate, tamburellate con le dita, agitate con tutto ciò che muovesse l’aria; il tutto rispondendo al magistrale movimento delle mani del maestro. La scelta del programma, un collage di famose arie di Operette e di intramontabili canzoni all’italiana con un accenno alla lirica Verdiana, ha consentito che si materializzasse la simbiosi iniziale in un messaggio emotivamente forte: fare musica significa anche e soprattutto divertirsi e far divertire! E, devo dire che, questo piccolo coro di gente comune, amatori ma non professionisti della musica, è riuscito a farci godere quello che Platone così bene sintetizza: “La musica è una luce morale… Essa è un carme alla tristezza, alla gaiezza, alla vita, a tutte le cose…” e la standing ovation finale, con l’acclamato bis, ne ha dato la conferma.

Siamo usciti dalla chiesetta, accaldati si, ma tutti gratificati di aver trascorso una piacevole serata. Purtroppo non erano dello stesso parere le decine di persone che purtroppo sono rimaste fuori. Allora ho chiesto spiegazioni alla persona amica che mi aveva rivolto l’invito: Come mai avete scelto una location così sacrificata quando accanto c’è un cancello sbarrato che nasconde il famoso “Hortus Deliciarum“ di Villa San Cataldo? La risposta ci viene da Einstein: “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare sempre le stesse cose…”. E allora si scopre che “l’esordiente“ Amministrazione comunale ha fatto tira e molla con gli interlocutori del coro, cambiando ogni dodici ore e, fino alla vigilia del concerto, parere: palco si, palco no, villa si, villa no, Palazzo TaldeiTali occupato, l’altro prenotato, e l’ultimo inagibile: Evviva Bagheria Città delle Ville “chiuse”, dove di giorno, porti i bambini a passeggiare e la sera ci sono i colonnati o gli obelischi pericolanti! Siamo alle solite. In questo paese tutto quello che è cultura si fa sempre a porte chiuse, come se la cultura è un bene destinato solo a pochi eletti e non un percorso obbligatorio per la crescita culturale ed economica di un paese. Ecco perché, qualcuno è stato costretto a fare la sauna! Questi poveri cantanti “scoordinati” hanno dovuto rimboccarsi le maniche: pulire il bagno “turco”, pulire e sistemare le sedie, affrontare spese per attrezzature che non hanno potuto utilizzare! E dire che “questi ragazzi“ si tassano per finanziare la realizzazione di un concerto e tutto per l’amore e la passione del bel canto. L’alternativa era annullare lo spettacolo, ma non si può far tacere la musica! “Essa è la melodia dell’avanzare della vita che trasmette gioia, coraggio e speranza. E’ il suono dell’attività dinamica, della creatività e del progresso” (Ikeda Daisaku). Al coro Sant’Ignazio di Lojola va il nostro ringraziamento per il dono fatto alla comunità e il nostro incoraggiamento ad andare avanti perché non bisogna pentirsi di ciò che viene fatto ma, semmai, di ciò che non è stato fatto.

All’Amministrazione suggerisco di confidare un po’ più sui cittadini che, raccogliendo i cocci di quella che si può ancora chiamare “speranza” vogliono voltare pagina. E allora apriamo le porte di questa città all’arte, alla musica, alla cultura! Snelliamo le pratiche burocratiche e rendiamo fruibili le strade, le piazze le benedette ville alla gente affinché nessun cittadino del mondo debba ancora collegare Bagheria solo a spiacevoli fatti di cronaca. Sarebbe bello, nel mondo della comunicazione globale sapere che ci sono altri Tornatore, altri Guttuso, altri Buttitta…e ci sono! Solo che sono costretti a lavorare a porte chiuse!

 

 

 
 
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