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Ogni volta…

domenica 6 luglio 2014, 10:56   L'Opinione  

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rifiuti nuovidi Angela Lo Buglio

Ho scoperto che Bagheria è una vera fucina di nuove tendenze in fatto di sport.
I bagheresi, infatti, eccellono in nuove discipline olimpiche quali: ‘ Lancio del sacchetto di spazzatura dall’auto in corsa’ e ‘ Fuga post-evacuazione del proprio cane’…
Hanno, altresì, rivoluzionato le regole del Basket. Vince chi non centra il cassonetto per i rifiuti o i vari cestini posti per le strade cittadine…
Perdonate il sarcasmo, frutto di una lunga e rabbiosa riflessione.
Perché stamane mi sono riscoperta a gioire, istintivamente, per ciò che, in un paese civile, dovrebbe rappresentare la norma.
Abito, infatti, nei pressi dello svincolo autostradale e, oggi, dopo settimane di disagi, l’incredibile cumulo di rifiuti che appestava l’aria, la vista e le vite di noi cittadini residenti in zona ( e che costituiva la gioia di ratti di dimensioni bibliche… ), è stato rimosso.
Cumulo che continuava ad ingrandirsi, nonostante, il più delle volte, i cassonetti fossero perfettamente vuoti.
Così ho gioito. Ma subito dopo, nella mia mente, ha fatto capolineo una triste domanda:” Quanto durerà’?”
Eh sì, perché qui le cose belle durano poco.
Inutile negarlo, inutile cercare di nasconderlo. La verità, cruda, nuda e brutale, è questa. Le cose belle, a Bagheria, non durano. Le cose giuste, i bagheresi, non sanno apprezzarle.
E lo abbiamo tutti davanti agli occhi.
Ogni volta che, camminando per le strade, scansiamo un mucchietto di feci.
Ogni volta che, passeggiando, aggiriamo un sacchetto mollato sul ciglio della strada.
Ogni volta che, in auto, in coda, osserviamo l’automobilista che ci precede, intento a svuotare il proprio abitacolo da cartacce e rifiuti.
Ogni volta che, in spiaggia, prestiamo attenzione a dove “mettiamo i piedi”, ché sotto la sabbia, si nascondono pezzi di vetro e residui di snacks consumati sotto l’ombrellone.
Ogni volta che, salendo a Monte Catalfano, al posto del verde, dei giochi per bambini, dei campi da tennis, vediamo solo lo scempio di cui solo noi bagheresi siamo capaci.
Ogni volta che ci lamentiamo a priori, senza passarci, per primi, una mano sulla coscienza, chiedendoci: ” Ed io? Cosa ho fatto oggi per il mio paese?”
Perché, mi e VI chiedo?
Perché continuare a sperare in un futuro migliore se non siamo nemmeno capaci di creare le condizioni affinchè ciò avvenga?
Perchè riempirci di orgoglio nel pronunciare:” Sugnu Baariuotu… no  bagherese!” quando le cose belle, quelle per le quali andare veramente  fieri ed orgogliosi, le abbiamo non solo distrutte, ma rese macerie sulle quali continuiamo a gettare altro squallore?
Perché apprezzare ed elogiare la pulizia, l’igiene, il decoro di altri paesi e sporcare, denigrare ed offendere ‘Casa nostra’? Perché sì, è un concetto semplice da afferrare: BAGHERIA è CASA NOSTRA!
Non è al sindaco che mi rivolgo ( altro sport nel quale i bagheresi amano dilettarsi: ” Dare la colpa al sindaco”), perché, da sognatrice quale sono, sono sicura che, essendo mio coetaneo, condivide con me e con quelli della nostra generazione, la stessa rabbia mista a voglia di cambiamento…
Mi rivolgo ai bagheresi. Mi rivolgo a NOI.
Ricominciamo con le idee. Idee nuove, idee nostre. Basta marciare sulle vecchie.  Non hanno mai funzionato, non sono mai servite.
E cominciamo, soprattutto, a cambiare. Ad educarci. A rispettare.
A rispettarci.
Sono sicura, e la storia lo insegna, che il cambiamento parta dai gesti di ogni cittadino.
Basta solo volerlo.

 
 
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