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Bagheria. Protesta degli operai dell’ex Temporary che salgono sul tetto di villa Butera

giovedì 28 agosto 2014, 13:47   Attualità  

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Mantini Giovanni e Costanza Francesco 1di Pino Grasso

Due operai ex “Temporary” ieri mattina sono saliti sul tetto di palazzo Butera e altri tre si sono incatenati davanti il cancello. Rischia di degenerare la protesta degli operai della cooperativa, ex “Temporary” che hanno perso il lavoro a seguito della risoluzione del contratto per la pulizia della città. Due dei lavoratori che da martedì scorso avevano occupato pacificamente la chiesa dell’Immacolata, stamani si sono trasferiti a palazzo Butera, sede di rappresentanza dell’Amministrazione comunale e sono saliti sui tetti della struttura settecentesca. Si tratta di Giovanni Mantini e Francesco Costanza che eludendo la sorveglianza dei compagni sono saliti sul campanile allo scopo di attirare l’attenzione del sindaco Patrizio Cinque e chiedere un incontro chiarificatore. “Mi dispiace che i miei compagni abbiano fatto questa scelta – dichiara Carmelo Di Salvo – e spero non facciano colpi di testa. Quello che desideriamo è un semplice appuntamento con il sindaco per chiedere se ci può essere la possibilità di un reintegro del nostro posto di lavoro.
Penso non sia una cosa impossibile, tenuto conto che il Comune, avendo espletato la gara per i mezzi a freddo, per mancanza di personale non può garantire la raccolta differenziata. Perché non prendere in considerazione anche la nostra assunzione considerato che siamo in emergenza?”. Un altro gruppo di tre persone si è incatenato al cancello del palazzo comunale per chiedere un posto di lavoro. “Non ci muoviamo da qui fino a quando il sindaco non ci assicura un posto di lavoro come aveva promesso in campagna elettorale – dicono i tre -. Abbiamo bambini a casa che vogliamo sostenere onestamente”.

In tarda mattinata il sindaco ha incontrato i lavoratori ai quali non ha potuto offrire la possibilità di un lavoro considerato che le normative vigenti non gli consentono assunzioni dirette. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla costituzione di una nuova società con personale nuovo. “Noi vogliamo fare parte di questo contingente perché conosciamo molto bene il lavoro – dichiara Salvatore Lo Medico – alla luce dell’esperienza che abbiamo maturato in sette anni di attività nel settore e vogliamo metterla a disposizione dell’amministrazione per il bene di questa città”.

 
 
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