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Bagheria. Emergenze rifiuti e acqua. Se ne è parlato nel Patto di Ventimiglia

mercoledì 10 settembre 2014, 10:00   Attualità  

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patto ventimiglia 1di Salvo Fricano

Non c’erano tutti i sindaci dei 54 comuni aderenti al Patto di Ventimiglia (nato qualche settimana fa), ma ieri pomeriggio una buona rappresentanza era nell’aula consiliare del comune di Bagheria. Hanno snocciolato problemi che le loro amministrazioni affrontano ogni giorni.
Si è parlato soprattutto di alcune emergenze come quelle dei rifiuti e dell’acqua.
Con il “Patto di Ventimiglia” si è voluto creare un Tavolo partneriale inter-istituzionale, affiancato da un gruppo di lavoro formato da due rappresentanti per ogni singolo Comune, il tutto senza impegni di spesa per nessuna delle istituzioni che lo hanno sottoscritto. Con questo ‘patto’, i sindaci hanno preso l’iniziativa di costituire un coordinamento permanente per prendere insieme iniziative che garantiscano la mobilità e tanti servizi essenziali per le loro comunità, e per sostenere l’attività economica dei loro territori, dal turismo all’agro-alimentare. L’assemblea di ieri ha avuto come oggetto la gestione del ciclo integrato dei rifiuti e la gestione dell’acqua.
Durante l’assemblea, è stato presentato un documento programmatico nel quale, i sottoscrittori del Patto di Ventimiglia inviano un accorato appello al Presidente della Regione, l’onorevole Rosario Crocetta, affinchè si adoperi per prorogare di altri 6 mesi il commissariato delle società e consorzi d’ambito che gestiscono i rifiuti, auspicando un intervento legislativo dell’Assemblea Regionale affinchè si diano risposte alle criticità emerse nei vari tavoli attivati dal Dipartimento Regionale dell’acqua e dei rifiuti, in particolare su impiantistica e personale.
patto ventimiglia 2Ha aperto l’assemblea il Sindaco di Ventimiglia di Sicilia Antonino Rini che ha sottolineato: “La cosa importante da dire è che quando abbiamo fondato questo patto, ci siamo guardati tutti negli occhi, e ci siamo detti che questo non doveva essere un contenitore per gli sfoghi dei sindaci, che tutti i giorni devono lottare e soccombere contro problemi enormi, ma farlo diventare un ente propositivo, non è un’alternativa a tutte quelle organizzazioni che già operano nel territorio, come ad esempio Metropoli Est, bensì è uno strumento in più per concretizzare quello che realmente tutti noi abbiamo bisogno. Secondo il principio che noi ci comportiamo come se fossimo già uniti, senza aspettare l’immobilismo dell’Assemblea Regionale. Ci siamo detti quindi, cerchiamo di dare qualcosa di concreto ai cittadini. Per questo ho detto al Sindaco di Palermo che sarebbe stato bello, oltre ad organizzare questo secondo appuntamento con tanto entusiasmo, creare una sorta di bozza di documento da presentare agli organi competenti, in questo caso all’Assemblea Regionale, segnalando i nostri problemi più imminenti. Oggi secondo me, dovremmo preoccuparci delle emergenze”.
Il Sindaco di Bagheria Patrizio Cinque ha poi introdotto il problema della criticità dell’acqua nei comuni coinvolti nel patto: “è facile fare una breve analisi della situazione attuale, noi abbiamo una perdita di circa 6 milioni di euro all’anno. Questa criticità strutturare può essere può essere sanata solamente con scelte imprenditoriali e manageriali che hanno un lasso temporale nel lungo periodo. La criticità dell’acqua può essere risolta solo con degli interventi nelle infrastrutture. Noi abbiamo un programma con il Comune di Santa Flavia per cercare di risolvere il problema delle reti. Noi oggi dobbiamo capire cosa dobbiamo presentare alla Regione. L’idea dell’Assemblea, emersa nelle varie assemblee con l’assessore regionale Albano, è quella che tutto passerà nelle mani dei sindaci che si ritroveranno a voler si accettare questa responsabilità, ma a non avere gli strumenti necessari per affrontare questa criticità. La nostra idea è quella di affidare la gestione idrica ad una società a totale capitale pubblico,  che comprenda i 52 comuni più una partecipazione minoritaria di Amap. chiederemo un contributo alla Regione per lo start-up per finanziare un piano di ricognizione e operativo. A questo punto potremmo pure ricontrattare le tariffe per la fornitura di acqua all’ingrosso. Se siamo compatti e forti con una decisione, sicuramente la Regione presterà più attenzione nell’ascoltarci, finora devo dire che ho visto una divisione, alcuni sindaci andavano per il proprio, dobbiamo capire che questo problema non deve riguardare i singoli interessi, ma il bene di tutto il comprensorio. L’acqua a mio vedere è un bene di tutti, non si deve permettere che chi abbia delle falde di acqua potabile abbia dei privilegi verso chi non ce l’ha”.
Intervenuto alla discussione anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha convenuto con quanto detto dal giovane collega bagherese, confermando l’intento di farsi sentire per cercare di fare attuare il documento programmatico del patto di Ventimiglia. Le parole di Orlando: “Credo che siamo d’accordo che l’acqua è un diritto? Siamo d’accordo che è un bene pubblico per il quale noi vogliamo una gestione pubblica? Anche perché abbiamo visto come è stata gestita dai privati. Alcuni di noi avevamo pensato, nell’incertezza di non sapere se questa cosa fosse possibile o no, di chiedere all’Aps di restituire le reti ai sindaci comuni, l’Assemblea Regionale ha dato il suo assenso ma, il commissario dello Stato ha respinto questa proposta, ricordando che è necessario operare all’interno di un ambito, quindi o la Regione dichiara che ogni comune è un ambito e il problema non si porrebbe, ma siccome la Regione ha detto cose diverse… ci troviamo in questa situazione. A questo punto, che ci piaccia o no, siamo costretti a tenere conto dell’ambito di riferimento. L’Aps, fa riferimento ad un ambito ed ai comuni che rientrano in quell’ambito. Nella realtà palermitana, la storia di un’azienda pubblica a totale partecipazione pubblica come l’Amap, fa si che il piano industriale dell’Amap rappresenti una situazione assolutamente particolare che fa si che l’Amap sia l’unica società pubblica che si occupi di acqua nella provincia di Palermo. Assieme a Patrizio Cinque e agli altri sindaci, abbiamo studiato sia la parte che riguarda i comuni, sia quella dell’Amap, per cercare di capire come poter risolvere questo problema. L’Amap è un’azienda pubblica che è riuscita ad ottenere il pareggio di bilancio, quindi non può apportare dei costi che non vengano compensati da delle risorse finanziarie. Quello che abbiamo imparato è che, quando ad un Comune manca l’acqua, tutti ti aiutano, quando hai un problema col depuratore, ti chiama il Procuratore della Repubblica. Da dove nasce l’idea di dar vita ad una nuova società? Dalla mancanza di una legge regionale che ci dica che la responsabilità parte da oggi, altrimenti ci troviamo nella condizione che chiunque si assuma il carico della gestione idrica integrata, sia responsabile anche per il passato, quindi una sorta di legge regionale che dica che siamo nati sostanzialmente in risposta ad un problema o emergenza di carattere idrico” .
Particolarmente accurato l’intervento del Sindaco di Ficarazzi Francesco Paolo Martorana. Il sindaco ha sottolineato come ci sia bisogno di una cassa di risonanza e di un confronto con il presidente della Regione, perché: “Il presidente della Regione ha dimostrato di non avere un’idea. Noi siamo andati lì per cercare delle risposte, ma lui non sapeva che dirci. Lui ci ha detto alla fine del mese di ottobre che ci avrebbe restituito le reti, e non solo l’ha detto, ma la sua incapacità a risolvere il problema l’ha addirittura certificata quando ha portato quella norma dove cercava di risolvere il problema restituendo le reti ai comuni al Commissario dello Stato che, essendo una persona molto competente e non essendo uno sprovveduto, ha detto no, non è possibile. Io ho cercato in questi giorni di cercare una soluzione con Bagheria e con i Comuni limitrofi ma non ce la possiamo fare, perché manca uno strumento normativo che non ci permette di operare in questo settore ”. Rivolgendosi al Sindaco di Palermo Orlando, il Sindaco Martorana lancia la sua idea per cercare di farsi ascoltare dalla Regione: “Dobbiamo presentarci tutti da qui ad una settimana dal Presidente della Regione, è inutile presentarci singolarmente, perché magari ci ascolta, ma alla fine non risolve niente. Dobbiamo fare una protesta composta ma seria. Sono sicuro che da qui ad ottobre non si risolverà niente e quindi ci sarà un’altra ordinanza, perché è impossibile restituire le reti ai comuni. Il problema dei depuratori non ci fa dormire la notte, io ho una grande fortuna, di depurare in Amap, a Palermo. Mi sto battendo per cercare di risolvere il problema dei comuni contigui a Palermo, entrare in Amap, o creare un’azienda insieme per risolvere il problema, è l’unica soluzione”.

 
 
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