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La giunta approva la mozione: niente stipendio per il sindaco per 6 mesi    

mercoledì 3 settembre 2014, 10:23   Politica  

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patrizio cinque sindaco 1di Pino Grasso

L’amministrazione comunale aderisce alla mozione del consiglio comunale dello scorso 24 luglio, relativa alla riduzione dei costi della politica e si impegna ad utilizzare le economie di gestione per la costituzione di un “Fondo di solidarietà” per le emergenze sociali. Il provvedimento approvato nel corso della seduta di giunta di martedì scorso e pubblicato all’albo pretorio venerdì, riguarda il sindaco e i componenti della Giunta Municipale.
Il sindaco Patrizio Cinque e i componenti della sua Giunta municipale, nel condividere le finalità insite nella stessa mozione, con l’impegno a costituire, nel Bilancio comunale (in atto di redazione), hanno pure chiesto agli uffici la costituzione di un fondo vincolato per le emergenze sociali. In base a quanto disposto dal provvedimento approvato, il sindaco Patrizio Cinque per i primi sei mesi di mandato non percepirà alcun emolumento relativo alla indennità di funzione e dal settimo mese in poi la sua indennità sarà ridotta del trenta per cento.
Analoga riduzione del trenta per cento è stata disposta per i sei assessori il vice sindaco Domenico Mastrolembo Ventura, Rosanna Balistreri, Luca Tripoli, Maria Puleo, Fabio Atanasio e Alessandro Tomasello. Un bel gruzzoletto, tenuto conto che per il sindaco è prevista una retribuzione di 4.386 euro lorde mensili, per il vice sindaco 3.290 euro e per gli assessori 2.851 euro.
“Questo provvedimento viene adottato – si legge nel documento approvato in precedenza dal Consiglio comunale dello scorso mese di luglio, quando si svolse la discussione in aula – per poter restituire le somme accantonate direttamente ai cittadini, con opere e servizi finalizzati al bene della collettività”.
In precedenza, l’esponente dell’Udc Filippo Tripoli aveva fatto un’altra proposta. In pratica fino a quando non si uscirà dalla fase di dissesto, al fine di razionalizzare i costi della politica, il numero dei componenti delle commissioni consiliari dovesse essere ridotto da 9 a 5, aumentando il numero delle commissioni permanenti da 4 a 6. “Ciò avrebbe consentito un tangibile risparmio nelle spese relative alle commissioni – afferma – poiché non ci sarebbero consiglieri impegnati in più commissioni. Ogni consigliere quindi avrebbe la presenza soltanto in una commissione e potrebbe inoltre meglio esercitare il proprio mandato”. Lo stesso Tripoli aveva pure proposto che il gettone di presenza di 50 euro lorde per ciascun consigliere per seduta, fosse sterilizzato e che il risparmio conseguente destinato, tramite il bilancio comunale, in parte per dare la massima diffusione ai lavori d’aula e di commissione attraverso Tv e radio locali, testate giornalistiche online e cartacee bagheresi, al fine di consentire la massima trasparenza dei lavori d’aula e di commissione.

 

 

Ultima modifica venerdì 5 settembre 2014, 09:53

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