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Bagheria. La lettera di dimissioni di Mastrolembo. “Mi sono sentito isolato”

mercoledì 15 ottobre 2014, 09:51   Attualità  

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comune nuova e mastrolemboPubblichiamo per intero la lettere delle dimissioni dell’ormai ex assessore al bilancio Domenico Mastrolembo Ventura.
Nella lunga nota Mastrolembo dice di essersi sentito isolato e che alcune emergenze sono state affrontate in maniera approssimativa, come il problema dei rifiuti.
Sul riordino del personale Mastroelmebo sottolinea che ci sarebbe stato un arretramento da parte dell’amministrazione comunale.
Ecco di seguito la lettera integrale di dimissioni che l’ex assessore ha inviato al sindaco Patrizio Cinque e al segretario generale Eugenio Alessi.

“Egregio Signor Sindaco con la presente vengo a rassegnare formalmente e irrevocabilmente le mie dimissioni dalla carica di Assessore componente della Giunta Municipale di Bagheria, e conseguentemente rimetto a Lei le deleghe affidatemi, e alle considerazioni che seguono le motivazioni di tale mia scelta.
All’indomani della tornata elettorale che ha visto la vittoriosa affermazione del Movimento Cinque Stelle a Bagheria, così come precedentemente annunciato ho accettato il delicato compito di far parte della squadra di governo di questa città assumendo le deleghe che Lei ha ritenuto assegnarmi.

Con senso di responsabilità, correttezza, umiltà ed impegno quotidianamente spesi, ho messo a disposizione dell’intera comunità le mie specifiche competenze e la professionalità acquisita nel tempo per rendere un servizio nell’interesse della città e dei suoi abitanti sottraendo inevitabilmente tempo ed energie alla mia famiglia e al mio lavoro, certo, tuttavia, che il mio ruolo di “tecnico” avrebbe contribuito alla causa di Bagheria.
Purtroppo questa breve ma intensa esperienza mi ha portato a riflettere sull’indirizzo dell’azione politica che l’amministrazione da Lei presieduta sta portando avanti e dalla quale oggi non posso che prendere le distanze.
Il mio ruolo di tecnico indurrebbe ad astenermi dal formulare considerazioni e giudizi squisitamente politici, tuttavia poiché sempre più di recente le proposte da me formulate non hanno ricevuto quella condivisione che davo per scontata, e poiché alle stesse non è seguita alcuna concreta azione, mi riferisco in particolare alla questione del riassetto dell’apparato dirigenziale del Comune anche alla luce delle disposizioni introdotte dalla legislazione anticorruzione e, in genere, di tutto il personale, questione sulla quale ritengo che questa amministrazione non possa non adottare determinazioni forti e magari anche impopolari se ne vuole garantire nell’interesse dei nostri concittadini il reale funzionamento.
Su questa tematica ho registrato un’iniziale condivisione riguardo l’esigenza di risanamento dell’apparato burocratico comunale ma adesso dopo una prima fase di studio delle questioni percepisco un arretramento un rallentamento di cui non mi spiego la ragione, e leggo tale fatto come un dietrofront rispetto a quella necessità di fermezza e risolutività in precedenza agitate come vessillo identificativo di questa amministrazione.
In realtà, ho la sensazione di trovarmi isolato rispetto ad una compagine amministrativa  protesa a gestire in maniera improvvisata l’emergenza, mi riferisco ancora una volta alla questione dell’affidamento del servizio raccolta e smaltimento rifiuti in relazione alla quale ho sempre sostenuto la opportunità in questa fase di procedere alla esternalizzazione del servizio e mi compiaccio di osservare che almeno parzialmente tale mia indicazione sembra essere stata recepita dalla Giunta Municipale, forse resasi conto che una gestione “in house” con l’attuale dotazione umana e strumentale di cui dispone l’ente determina una frammentazione delle attività con inevitabile lievitazione dei costi globali del servizio a discapito della cittadinanza.
Tante altre motivazioni supportano questa mia scelta sofferta che risiede sostanzialmente  nella percepita mia inadeguatezza rispetto al modo di fare politica di questa amministrazione che non condivido non comprendendolo.
Percepisco che la classe dirigente è avvitata su questioni più personali che politico-amministrative e di conseguenza che l’azione amministrativa è come frenata, bloccata.
Non credo sia bastato cambiare il Segretario per affermare che il nuovo corso si è compiuto, richiamando le considerazioni che precedono c’è ancora un mondo da cambiare e la logica del rimandare a domani i problemi da affrontare oggi non mi appartiene. I cittadini che hanno espresso il loro consenso esigono che si affrontino e risolvano i loro problemi subito, questo è il mandato che è stato affidato a questa amministrazione.
La logica del rimandare non mi appartiene.
E’ una questione di stile.
Ritengo, con molta serenità, di avere sin qui adempiuto ai miei doveri, offrendo la mia disponibilità ai cittadini e agli utenti in genere cercando di confrontarmi con ogni loro esigenza come se fosse un problema da  affrontare e risolvere subito e nella consapevolezza di avere avviato tutte quelle procedure utili al raggiungimento degli obiettivi concordati e fissati nel programma: gli Uffici avranno di che lavorare per portare a compimento quanto già avviato.
Immaginavo una vicenda diversa in cui il protagonismo sano di gente laboriosa fosse al centro dell’azione politica, volevo investire il mio tempo per tentare di costruire qualcosa di nuovo, una città diversa, più sana.
Questa amministrazione dimentica che Bagheria è un ente dissestato alla stregua di un’azienda fallita i cui azionisti, rappresentati dalla cittadinanza, subiscono una grave perdita patrimoniale.
Questo è un fatto dal quale non si può tornare indietro se non attraverso responsabili sacrifici e oculata gestione della cosa pubblica compiendo tutte quelle scelte, anche impopolari, necessarie a ricondurre l’ente sui binari di una sana gestione per il perseguimento dell’interesse collettivo.
Credo che si impongano all’attenzione della compagine di governo cittadino alcune priorità ineludibili, finalizzate ad affrontare queste problematiche la cui refluenza in termini temporali lascerà visibili i suoi effetti negativi ancora a lungo.
Non è più il tempo di aspettare, bisogna agire e farlo in fretta.
In tutta coscienza affermo questo mio distinguo dall’attuale vicenda amministrativa perché non sarebbe giusto continuare ad occupare una posizione di visibilità, una postazione remunerata nella consapevolezza di non condividere più il percorso che la stessa amministrazione sta portando avanti.
Un commiato è anche l’occasione per ringraziare tutti coloro, dirigenti e personale tutto, che mi hanno supportato, ascoltato e che con me hanno interagito con fattivo spirito collaborativo.
A coloro che invece mi hanno ostacolato, offeso e ingiustamente attaccato, va tutto il  mio biasimo e l’auspicio che l’amministrazione possa giudicarli obiettivamente riconoscendone meriti e demeriti, promuovendoli e sanzionandoli con durezza tutte quelle volte che la loro condotta  costituisca fonte anche solo di potenziale pregiudizio per la serenità dell’ambiente di lavoro.
Ringrazio, ancora, tutti i dipendenti comunali ed in particolare tutti coloro che in conseguenza dei miei atti di impopolarità hanno acquisito consapevolezza del loro ruolo e dei diritti contrattuali loro spettanti, il cui lavoro silenzioso e concreto è la vera risorsa di questa città.
Infine mi sento in dovere di ringraziare i cittadini tutti e le forze di opposizione, ai primi esprimo gratitudine per avermi ricordato le difficoltà che si incontrano in questa difficile congiuntura economica e il loro desiderio di non arrendersi, alle opposizioni va il ringraziamento di essere riuscite a farmi tenere alta la guardia sulle problematiche bagheresi.
Con la cordialità di sempre”

 

 
 
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