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Bagheria. Ricorreranno al Tar i genitori dei bambini diversamente abili

mercoledì 15 ottobre 2014, 15:59   Attualità  

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disabili 1di Pino Grasso

Ricorreranno in sede giudiziaria per avere riconosciuto un servizio essenziale quale il diritto all’istruzione e all’integrazione sociale ai propri figli. E’ quanto hanno deciso i genitori degli 80 bambini delle scuole dell’obbligo cittadine che ieri hanno manifestato insieme ai loro  figli a palazzo Butera, sede del Municipio per chiedere l’assistenza igienico personale che l’amministrazione comunale può garantire soltanto per due ore al giorno.
L’incontro è iniziato con una richiesta di una bambina disabile, Gabriella la quale con voce ferma e decisa ha chiesto all’assessore alle Politiche sociali Maria Puleo: “Chi mi assiste quando debbo usufruire dei servizi igienici, voi?”, mentre alcune mamme non hanno potuto trattenere le lacrime.
“Sono la mamma di un bambino cieco che a scuola non può essere accompagnato da nessuno, ma in questo modo la dignità dei nostri figli viene calpestata”. Ad accogliere i dimostranti l’assessore Puleo, il presidente del Consiglio Comunale Claudia Clemente e il consigliere comunale Maria Laura Maggiore.

“I bisogni dei bambini disabili sono sotto l’attenzione dell’amministrazione comunale – ha detto l’assessore – purtroppo il Comune è in dissesto e ci sono notevoli difficoltà finanziarie che non possiamo superare. Abbiamo trovato un residuo dal Piano di zona di 70.000 euro da dividere tra i 5 comuni che servirà a garantire il servizio fino a dicembre”.
I genitori ribadiscono che questa è una priorità che non può rimanere disattesa. “Non è ammissibile che i nostri bambini restino a casa – aggiunge Giuseppe Domino – perché si lede un loro diritto sancito dalla Costituzione, pertanto procederemo legalmente per avere garantito il servizio”.
La mamma Giusy Sanfilippo ha prospettato una soluzione. “Proponiamo di accedere al fondo relativo alla indennità di funzione del sindaco e alla quota del trenta per cento a cui anche gli assessori hanno rinunciato”. A questa domanda ha risposto il consigliere comunale Maria Laura Maggiore affermando che mancando il bilancio non è stato possibile istituire la posta nei capitoli di spesa. “Trattandosi di un servizio obbligatorio e indispensabile – ha detto Concetta Balistreri della Cgil – l’Ente locale è obbligato a garantire l’assistenza. Faremo un ricorso e chi dovrà pagare, pagherà”.

 

 
 
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