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Bagheria. Trasferiti gli uffici del giudice di pace. Intervista al giudice Fortunato

martedì 28 ottobre 2014, 10:21   Attualità  

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tribunale Bagheriadi Salvo Fricano

Si è svolta nei giorni scorsi l’ultima udienza presso l’Ufficio del Giudice di Pace, che dal 25 ottobre si è trasferito definitivamente al Tribunale di Termini Imerese.
Il personale amministrativo dell’Ufficio infatti, ha mandato avvisi ad avvocati ed addetti ai lavori, circa lo spostamento delle utenze già prenotate a partire dal mese di novembre.
La decisione dell’amministrazione locale, giustificata con i costi ritenuti troppo esosi da sostenere per un comune in dissesto, lascia l’amaro in bocca alla cittadinanza, costretta a subire i disagi di codesta decisione. Nonostante i vari tentativi di colloquiare con l’amministrazione infatti, non è stato possibile trovare un punto d’incontro affinchè l’ufficio giudiziario non lasci il comune di Bagheria e i cittadini non siano costretti a faticare per avere udienze di qualsiasi genere. Lo spostamento dei servizi offerti dall’Ufficio del Giudice di Pace presso il Tribunale di Termini Imerese e i conseguenti disagi per la città di Bagheria, non lasciano indifferenti gli esponenti dell’opposizione bagherese.
Il giudice di Pace, Luigi Fortunato, che dal 2002 presiede l’ufficio, si è mostrato amareggiato per la decisione presa: “E’ una perdita importante per il cittadino, perché a parte le questioni tecniche, che possono essere svolte tramite gli avvocati, tutte le utenze, le informazioni che venivano date ai cittadini verranno a mancare, questa è la più grave perdita reale dell’Ufficio”.

Il dottor Fortunato ha provato, nei mesi scorsi, a contattare l’amministrazione per capire come si stesse evolvendo la situazione: “Ho scritto anche delle lettere al Sindaco neo eletto, degli inviti, per poter spiegare quali fossero i motivi per cui fosse necessario mantenere l’ufficio, non mi è stata data alcuna audizione ma ho solo avuto un contatto telefonico casuale, nel quale mi spiegava che c’erano costi di gestione esosi che obiettivamente non potrei nemmeno contraddire perché non ho mai avuto modo di interloquire su quali fossero questi costi esosi”. Cosa si sentirebbe di dire ad un cittadino bagherese che da domani avrà bisogno di un’udienza o di un servizio: “In bocca al lupo!…(sorride amaro).
Il problema vero per i cittadini –  continua il dott. Fortunato – è che da adesso il cittadino o si rivolge ad un avvocato, o perde 2 o 3 giorni per spostarsi a Termini Imerese, aspettare i tempi tecnici e quant’altro. Diciamo che il problema più grosso è che, se dovesse passare la riforma Renzi, il realtà le competenze del Giudice di Pace sarebbero quelle del Tribunale e quindi la chiusura del Giudice di Pace significherebbe perdere quelle competenze di giurisdizione che sono molto importanti per i cittadini”. La città ha sempre trovato nell’Ufficio un valido supporto, anche solo per consigli, pareri e domande di qualsiasi genere: “Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con i cittadini, chiunque avesse mai avuto bisogno di parlare, ha sempre trovato la porta aperta, o indirizzando presso gli avvocati, o direttamente con gli utenti, però qui è sempre stato aperto a tutti, chiunque avesse avuto bisogno di parlare col Giudice, ha sempre avuto la possibilità di farlo”.
L’Ufficio ha dato risalto alla città di Bagheria, ha fatto sentenze che hanno lasciato il segno anche nella storia del diritto, è stata una delle prime città a dichiararsi parte civile a fianco dell’arcigay in una famosa sentenza su un caso di omofobia che ha dato risalto a livello nazionale. Solo lo scorso anno, l’Ufficio ha dovuto far fronte 549 udienze, con picchi addirittura superiori nell’anno giudiziario precedente. In conclusione, il Giudice infine commenta così la decisione, da parte delle associazioni e del Partito Democratico di riunirsi per creare il documento di cui all’inizio dell’articolo: “E’ un’utopia, se avesse dato i nomi che potevano assegnare all’Ufficio del Giudice di Pace, entro giugno, probabilmente ci sarebbe stato tutto il tempo, tre o quattro mesi per pensare e decidere dell’esito per l’Ufficio, ma essendo decaduto il termine, è stata proprio messa una croce secondo me tombale. Non vedo possibilità al momento di riaprire un ufficio giudiziario di qualsiasi genere a Bagheria”.
Un futuro, quello della giustizia a Bagheria, che non tutti sono disposti ad accettare senza lottare, per questo le associazioni e le opposizioni sono decise a dare battaglia contro la decisione presa e che porterà sviluppi già dalle prossime settimane. Ai cittadini bagheresi coinvolti in questioni che necessitavano il supporto del Giudice, non resta che armarsi di pazienza e intraprendere la strada che li porta al Tribunale di Termini Imerese nell’attesa di eventuali aggiornamenti.

 
 
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