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Giovanni Di Giacinto e gli altri deputati del Megafono passano al Pd

sabato 11 ottobre 2014, 10:18   Politica  

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di giainto g.Anche l’onorevole regionale Giovanni Di Giacinto, ex sindaco di Casteldaccia, passa al Pd.
L’adesione ufficiale di Di Giacinto e gli altri deputati regionali del Megafono sarà ufficializzata nel corso dell’assemblea costituente del Megafono che si terrà domenica mattina a Taormina.
Il presidente della Regione Rosario Crocetta, il capogruppo del Megafono all’Ars, Giovanni Di Giacinto, il senatore Beppe Lumia, – si legge in una nota – annunciano che domenica mattina alle ore 10:30 a Taormina presso l’hotel Capo dei Greci, si svolgerà l’assemblea costituente del Megafono.

La nostra idea – proseguono – è quella di radicare il nostro movimento sulla base dei circoli, dei coordinamenti regionali e provinciali sul modello del “Big bang” di Renzi che prevede l’adesione di iscritti e non al Partito Democratico, per trasmettere con forza l’idea della radicale rifondazione della politica siciliana e per creare un nuovo rapporto tra partiti, cittadini e movimenti”.

“Il Megafono rafforza dunque la sua presenza sociale, già fortemente consolidata nelle amministrazioni e nei consigli comunali con un’organizzazione degli aderenti. La nostra proposta, inoltre – continuano – non è in contrapposizione al Pd, anzi, per dimostrare il rapporto privilegiato di interlocuzione col Partito Democratico i deputati che si riconoscono nel Megafono presenti all’Ars, si iscriveranno al Pd aderendo al gruppo parlamentare, seguendo l’esempio del fondatore del movimento, Rosario Crocetta. Naturalmente tali valutazioni non necessariamente dovranno essere fatte dai gruppi consiliari locali che sono liberi di scegliere la propria collocazione. E’ necessario rafforzare in Sicilia un forte movimento democratico, antimafia e autonomista che possa rilanciare l’idea di una Sicilia produttiva in cui il rapporto legalità e sviluppo, sia tutt’uno. Il contrasto avviato col sistema di potere richiede grande unità e nello stesso tempo grande decentramento e partecipazione democratica. Riteniamo che sia necessario all’Ars contribuire a una maggiore tranquillità del sistema di relazioni tra i gruppi e persino mettere fine all’eccessiva frantumazione, che diventa una delle principali cause di divisione politica. La nostra è una scelta dunque di unità del centro-sinistra e del Pd, ma anche di grande richiesta di nuova politica, in sintonia col nuovo corso avviato dal governo nazionale, alla guida del Paese e del Partito”.

 

 
 
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