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La crisi del commercio a Bagheria

giovedì 23 ottobre 2014, 09:38   L'Opinione  

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balistreri michele di Michele Balistreri
Le soluzioni approntate dall’amministrazione bagherese per una  nuova mobilità del centro storico che riguarda i due corsi principali di Bagheria ed i genere l’asse commerciale della città, hanno acceso, come è giusto che fosse, una vivace discussione. Per dare un giudizio compiuto, ritengo sia necessario che la proposta venga ben definita nella sua interezza, anche se alcune soluzioni che sono state adottate e altre annunciate sembrano andare nella giusta direzione ( riapertura parziale di Corso Umberto  e l’attivazione delle aree a parcheggio negli spazi antistanti le scuole Bagnera e Cirincione). Occorrerà avviare  un percorso di condivisione e concertazione con le categorie interessate e la cittadinanza in genere ponendo delle condizioni per contemperare le esigenze dei portatori d’interesse coinvolti.

Non necessariamente va trovato l’unanimismo su questioni come la mobilità che determina, in ogni caso, conflitti di interessi contrapposti, ma va apprezzata e incoraggiata la determinazione e la volontà di fare e di scegliere, a rischio anche di sbagliare,  approntando soluzioni sperimentali  e a tempo. La vicenda va trattata, comunque,  fuori da ogni pregiudizio ideologico di appartenenza e con ampie aperture mentali.
I numeri della crisi del commercio a Bagheria, d’altronde, sono impietosi e drammatici e sono   ben rappresentati dai negozi sfitti nei corsi principali; circa 30 nel Corso Umberto e altrettanti nella parte del Corso Butera che dall’incrocio di via Dante arriva a Palazzo Butera. Una crisi di tale portata non può essere affrontata con gli strumenti ideologici del politicamente corretto. Vanno cercate e  approntate soluzioni possibili che la crisi finanziaria di un Comune di Bagheria può consentire, per tentare di fronteggiare un crollo  dell’economia legata al commercio,  settore strategico per la Città. Un crollo verticale e repentino dell’economia nel periodo 2009/2014 in valori percentuali che nella nostra Città trova accostamenti solamente in quanto registrato negli a cavallo della seconda guerra mondiale,  tra il 1938/1945. Anche la crisi degli agrumi che stravolse l’economia della Città ebbe un periodo di incubazione quantomeno di 15 anni, dal 1970 che rappresentò il punto apicale e il declino che manifestò  i chiari sintomi solamente agli inizi degli anni ottanta.
E’ evidente che tra vi è una forte correlazione tra il tracollo dell’appeal commerciale di Bagheria  e l’affermazione del centro Commerciale Forum Palermo situato nel quartiere Brancaccio, in località Roccella, in un’area di 300.000 metri quadrati Non è un mistero che proprio il Forum sia, tra i centri commerciali, quello che economicamente sta rendendo di più ( in sofferenza già  quello della Guadagna ed il Centro La Torre” in Viale Michelangelo)  anche grazie alla sua posizione che serve un’area (la zona Sud di Palermo ma anche i paesi limitrofi) in cui non c’è concorrenza, a differenza della parte Nord dove si concentrano il Conca d’Oro, La Torre o il Poseidon di Carini. E non è un caso che l’Ikea per investire 50 milioni di euro e creare tra indotto e attività diretta 500 posti di lavoro, pone come condizione l’ubicazione in contrada Roccella all’interno del polo commerciale in cui sorgono Leroy Merlin, Ucicinemas e Forum. Si tratta di un posizionamento strategico, tenendo conto anche  che il trasporto pubblico verrà ampliato grazie alla prossima inaugurazione della fermata Roccella e all’apertura della Linea 1 della nuova linea tramviaria, il cui capolinea sarà all’interno del parcheggio del centro.

 

Occorre sottolineare  anche i vantaggi competitivi di cui gode il Centro Commerciale artificiale. 1) Variegata offetta merceologica , in una struttura edilizia comune 2) Efficienza e rapidità degli acquisti 3) Costante rotazione di offerte promozionali anche sottocosto 4) Atmosfera avvolgente e spettacolare 5)  Disponibilità di ampi parcheggi gratuiti 6) Sicurezza personale garantita 7) Pulizia impeccabile, nessun segno di degrado o vandalismo 8) Assenza di rumori molesti 9) Aiuole, alberi e spazi verdi sempre curati e fioriti 10) Protezione dalle condizioni climatiche avverse (pioggia, freddo, afa, ecc.) 11) Illuminazione ideale dovunque si vada 12) Pubblicità costante realizzata ad ampio raggio tramite mass media, quali giornali, radio, affissioni grande formato e in modo mirato con l’invio di volantini direttamente a casa 13) Presenza di aree di ristorazione, cinema, librerie, parchi giochi per bambini, ecc, per allungare piacevolmente i tempi di permanenza.

 

Questa è la macchina da guerra con la quale competere e le armi termo-nucleare  in possesso del competitor non si possono  fronteggiare con le freccette. Indubbiamente incidono anche  sulla crisi del polo commerciale della Città: la crisi economica,  il  sistema deficitario  di accessibilita legato alla  l’inadeguatezzza dello svincolo autostradale  e la  mobilita’ attorno ai due vettori principali: quello autostradale e ferroviario  che esigono, da un canto,  la progettazione legata al potenziamento dell’attuale svincolo, d’intesa con ANAS, e dall’altro quella relativa alla tangenziale di collegamento tra questo e gli assi di via Liberta’, Dante-Mattarella e SS 113. Andrebbe ripreso il progetto che prevede  realizzazione del parcheggio a monte di Via Liberta’ con 200 posti macchina (con progettazione gia’ esecutiva) sicuramente funzionale all’agevole afflusso degli utenti-consumatori dell’area metropolitana al centro commerciale naturale costituito dai commercianti dei due corsi principali.

 

L’auspicio e l’obiettivo è la rivitalizzazione del centro storico, al fine di contrastare innanzitutto lo spopolamento,  così  che i residenti tornino a frequentare con soddisfazione la città, le attività economiche tornino ad essere redditizie; i proprietari immobiliari traggano vantaggio dalla ripresa dell’economia locale e ricomincino ad investire nella qualificazione della loro proprietà e la città possa  così tornare a sviluppare  una forza attrattiva verso l’esterno.

Occorrerà puntare sull’effetto leva per la  moltiplicazione  di  iniziative qualificate del tessuto associativo cittadino incidendo  positivamente sulla coscienza  e consapevolezza delle potenzialità  espresse dal centro storicoda parte di tutti i portatori d’interesse che siano i singoli cittadinie fruitori dell’area  o gli operatori commerciali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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