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Quando i bambini
urlano “Vergogna”

lunedì 20 ottobre 2014, 09:22   L'Opinione  

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aiello- maggioee di R. Aiello e M. Maggiore *

Mentre un pugno di inutili consiglieri con il suo sindaco e qualche assessore si trovavano inutilmente a Bruxelles, dei bambini normodotati davanti le bandiere della CGL urlavano “Vergogna!” a questa amministrazione.

Questa amministrazione si vergogna; si vergogna di non poter fare l’impossibile; si vergogna perché spesso proprio l’assenza di vergogna ha portato la classe politica verso un dissesto economico e morale :si vergogna delle condizioni in cui è stato lasciato l’Ente; Si vergogna ma ha assunto consapevolmente l’onere e l’onore di guidarlo per ricostruirlo affinché chi verrà dopo non debba poi vergognarsi per qualcosa che non ha fatto.
Chissà invece se chi ha usato dei bambini per popolare un sit in con un chiaro intento politico si vergogna di ciò che ha fatto.
Chissà se prima di insegnare a questi piccoli ad urlare vergogna è stato loro spiegato che bisogna sempre andare alla ricerca di responsabilità vere, non presunte.
La curiosità è ciò che più si dovrebbe amare nei bambini, e speriamo che molti cittadini bagheresi siano rimasti bambini e si stiano facendo delle domande vere su come stanno andando le cose e perché.
bruxellesNoi che ancora  conserviamo lo spirito indagatorio dei bambini le domande ce le facciamo,le poniamo, tentando sempre di trovare una risposta. Purtroppo spesso la risposta che si trova non è quello che ci saremmo aspettati ed in tal caso che queste risposte le giriamo ai bagheresi che possano aiutarci a capire.
Bruxelles non è stata inutile. Decisamente, non lo è stata. Non soltanto  per i legami, per l’ambiente e per le opportunità economiche che essa può offrire all’Ente, ma soprattutto per la nostra formazione politico-culturale.Qualcuno ci ha definiti ginnasiali. E lo ringraziamo. Perché come ginnasiali siamo convinti che l’esercizio porti alla conoscenza e al miglioramento. Da un Ginnasio, d’altronde, partirono le rivoluzioni concettuali che oggi animano la cultura occidentale.
E come allievi di un ginnasio ci siamo approcciati a quello che oggi è la sede del destino di noi europei. Tutti dovrebbero avere l’opportunità di capire come funziona il Parlamento Europeo e quanto esso sia anti democratico. Tutti dovrebbero avere l’opportunità di chiedere ai propri euro deputati dove sta andando l’Europa.
Noi vorremmo spiegarvelo.
La nostra Europa delle banche vende denaro agli stati, che devono restituirlo con gli interessi: dai trattati e dagli interessi nasce il debito pubblico.
Nell’Europa che hanno costruito lo Stato non è più uno Stato ma è qualcosa di simile all’impresa.
Per versare soldi nelle casse europee per alimentare i fondi e per pagare i debiti, lo Stato Italiano, che non stampa più moneta, ricordiamolo, taglia le spese, taglia i trasferimenti alle Regioni, taglia i servizi, taglia la scuola, taglia la sanità, taglia per rimanere in questo sistema che secondo il funzionario addetto alle spiegazioni l’unica cosa che garantisce è le pace “che non deve essere data per scontata”.
Se lo Stato taglia, la Regione deve necessariamente tagliare, quindi con i suoi carrozzoni iniziano a tremare le sedie, la gente protesta ma non è più possibile mantenere servizi e clientele varie quindi si azzera tutto e si taglia.
Al contempo aumentano le tasse e tutto viene scaricato sulle spalle della collettività: chiude il tribunale, chiude l’inps, chiude l’agenzia delle entrate e si dice al comune “se li vuoi ti paghi le spese!”. Si tagliano i fondi del Piano di Zona e si scrive che ormai i comuni sono diventati bravi e quindi si può tagliare come se non nascessero più disabili, come se la gente non invecchiasse, non divorziasse, non delinquesse più, come se dei servizi non ce ne fosse più bisogno e si dice ai comuni “se ne avete bisogno, trovate il modo voi di garantirli”.
E mentre si consumava questa tragedia politica che ha trasformato le persone in numeri, a tutti i livelli i vari partiti divoravano quanto di buono poteva rimanere, un malcostume diffuso che ha ridotto molti comuni sul lastrico: Bagheria è la metafora dell’Italia. Un paese in dissesto finanziario costretto a tagliare su tutto; popolato anche da vecchi nel corpo e nello spirito che non si fanno domande, privi del beneficio del dubbio, convinti di avere tutte le risposte, aggiogati ai poteri forti. Vecchi, non di età. Anzi fa male notare quanti  siano i giovani vecchi  che ancora oggi sono assuefatti al gioco del potere, amanti della politica d’ancien regime, perseguita senza alcun dubbio di sorta.
Oggi che la nostra posizione di amministratori ci richiede di affrontare in prima linea questi disastri economici  e di tastare gli umori della gente, delusa, amareggiata, che fatica ad arrivare a fine mese o è privata dei più elementari tra i diritti,l’istruzione, la sanità, l’assistenza sociale, quei diritti insomma che danno piena dignità all’uomo e la donna, ci siamo chiesti: dove sta andando l’Europa? E’ questo quello che si voleva costruire quando si mandava gente girare per le scuole elementari a lasciare libri illustrati che narravano del sogno europeo e dell’ecu? Davvero questo stato di cose garantirà la pace? Genitori umiliati perché non possono comprare i libri o perché il comune non può garantire il servizio di assistenza igienico personale sono beneficiari di questa Europa?I diritti che vengono negati da questo sistema economico politicamente costruito valgono così poco?Servono in questa Europa?
A queste domande non c’è risposta oggi. La storia ci dirà se l’impegno per un cambiamento di rotta sarà servito a qualcosa o se la “pace” invocata dal funzionario scoppierà in un bolla di sapone sotto il peso della stanchezza della gente che vede negati i propri diritti più essenziali.
Quello che oggi noi ci auguriamo è che tutto questo venga spiegato a quei bambini che urlavano “vergogna!”. Perché speriamo di averli accanto domani, quando saranno cresciuti. E allora, se la bolla sarà scoppiata e dovremo ancor più seriamente lottare per riappropriarci dei nostri diritti, insieme a loro ci sentiremo davvero più forti.

* consiglieri comunali Bagheria Movimento 5 stelle

 

 
 
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