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Bagheria. Identificato l’agente
dei servizi segreti in contatto con Sergio Flamia

lunedì 10 novembre 2014, 11:58   Cronaca  

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bagheria flamiaSarebbe stato identificato l’agente dei servizi segreti che era in contatto con Sergio Flamia.
A renderlo noto è un articolo del sito loraquotidiano.it.
Secondo l’estensore dell’articolo, Giuseppe Pipitone “si stringe il cerchio intorno al fantomatico Enzo, lo 007 che per anni è stato l’ombra di Sergio Flamia, il boss di Bagheria che da collaboratore di giustizia ha raccontato di essere stato a libro paga dei servizi segreti.”
I pm Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo e Francesco Del Bene avrebbero aperto un fascicolo per falso ideologico contro ignoti: ad essere iscritti nel registro degli indagati saranno i due uomini dei servizi che sono andati a trovare Flamia nel carcere dell’Ucciardone utilizzando documenti falsi e spacciandosi per avvocati.
L’articolo continua dicendo che “i pm stanno cercando a risalire alle vere identità dei due agenti segreti analizzando i registri del carcere. Gli inquirenti, però, hanno già individuato Enzo, l’uomo che coordinava il rapporto degli 007 con Flamia, ma che non si sarebbe mai recato in carcere, continuando ad intrattenere rapporti col figlio del padrino bagherese. Ed è proprio seguendo il figlio di Flamia, sentito dopo aver sentito il padre,  che i pm sono arrivati a identificare Enzo. Sono rapporti border line quelli tra lo 007 e il boss di Bagheria, conditi da dazioni di denaro, informazioni riservate e “permessi” inediti: Flamia, infatti, arrivò a chiedere il permesso al suo angelo custode dell’intelligence prima di essere affiliato formalmente a Cosa Nostra nel 2010. Richiesta replicata quattro anni dopo, quando il padrino di Bagheria ha accettato di saltare il fosso e collaborare con i magistrati: i servizi sapevano tutto, in anteprima. E sia nel caso dell’affiliazione a Cosa Nostra, che in quello della collaborazione con la magistratura, diedero il loro assenso.”

Flamia sarebbe stato interrogato nel marzo scorso dai pm Nino Di Matteo e Francesco Del Bene.
In quell’occasione avrebbe iniziato a parlare di tale Enzo, identificato all’inizio anche con l’appellativo di Roberto, che sarebbe il regista della collaborazione del boss di Bagheria con i servizi.
“È Enzo l’uomo con cui si consulta Flamia prima di ogni incontro importante, è lui l’uomo che lo aiuta quando viene arrestato, derubricando l’accusa di associazione mafiosa a semplice assistenza agli associati, ed è sempre il misterioso 007 che incontra il figlio del padrino di Bagheria all’hotel Zagarella per consegnarli 160 mila euro in contanti: denaro proveniente dai fondi riservati dei servizi e finito nelle tasche di Flamia, come pagamento per le informazioni rivelate direttamente dal ventre molle di Cosa Nostra.

Di quell’incontro con Enzo all’hotel Zagarella, Flamia parlerà direttamente con il figlio, durante un incontro in carcere nel 2008, intercettato dagli inquirenti: “Quello non si fa sentire più” dice il figlio Giovanni. “Per ora il culo gli sta facendo così per tutte le cose che stanno uscendo sui giornali” risponde Flamia, che in seguito ai magistrati spiegherà di essersi riferito soltanto ai “servizi in maniera generica”.

I pm, però, hanno analizzato la rassegna stampa dell’epoca e hanno scoperto che negli stessi giorni in cui Flamia parla col figlio, sui giornali le uniche notizie che hanno a che fare con l’ambiente dell’intelligence  sono quelle relative all’identificazione del Signor Franco, l’oscuro 007 in contatto con Vito Ciancimino citato più volte dal figlio Massimo, e le ultime dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, che raccontava della partecipazione di esponenti esterni a Cosa Nostra nella preparazione dell’autobomba utilizzata nella strage di via d’Amelio. E’ per questo motivo che i pm sospettano che il referente diretto di Enzo nei servizi possa essere direttamente collegato alle stragi del 92/93, al biennio al tritolo in cui si sviluppa la Trattativa Stato – mafia. E a quel livello che puntano le indagini: ai superiori di Enzo, lo 007 che faceva da balia a Flamia. Di cui si conosce nome e volto, ma che può ancora condurre molto in alto.”

 

 
 
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