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Sulla chiusura
del Museo Guttuso

giovedì 27 novembre 2014, 21:39   L'Opinione  

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iannìdi Alessandra Iannì

L’Associazione “Prospettiva Futura” esprime profondo rammarico per la chiusura della Civica Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Renato Guttuso”.
Il territorio di Bagheria e del comprensorio ospita risorse culturali e naturali alcune delle quali costituiscono valori unici e inestimabili, come il complesso delle ville tardo barocche.
Una di queste costituisce il complesso monumentale di “Villa Cattolica”che a partire dal 1973 ospita la donazione “Renato Guttuso”
Un percorso di circa cinquanta sale presenta una panoramica di opere sulla vita e la carriera del maestro, assieme ad opere di altri artisti quali, Quattrociocchi, Tomaselli, Mafai, Scarpitta, Sanfilippo, Accardi, Perez. Cagli, Mario Schifano, Silvestre Cuffaro, Pina Calì, Giuseppe Pellitteri e tantissimi altri che hanno arricchito la collezione artistica del Museo.
Non vi è dubbio che il Museo ospita un consistente spaccato dell’intera arte pittorica del 900.
Tra il 2008 e il 2009, il Museo è stato ampliato con la collocazione di altre cinque sezioni tematiche quali, la pittura del carretto siciliano con la grande tradizione che parte con Murdolo e si concretizza con i Ducato; la fotografia con fotografi del calibro di Ferdinando Scianna, Mimmo Pintacuda, Giuseppe Tornatore; le bozze e i disegni preparatori alle opere finali del maestro e di altri, il libro d’artista e la cartellonistica cinematografica, quest’ultima grazie alla donazione della famiglia Lo Medico.
La  sezione sul manifesto cinematografico è fra le più ricche d’Italia con oltre 600 manifesti.
Nel giardino della villa, dal 1990 sono conservate le spoglie del celebre artista Renato Guttuso, all’interno di un’ arca monumentale realizzata dallo scultore Giacomo Manzù.
Il Museo inoltre ospita l’unica scultura realizzata da Guttuso, in collaborazione con Mario Schifano e Marino Mazzacurati.
L’attività culturale del Museo Guttuso, lungo un percorso che si è andato svolgendo negli anni per passaggi graduali, ha favorito studi, convegni, esposizioni ed eventi di portata nazionale e internazionale, tra cui “L’Ombra degli Dei” (1998) con artisti del calibro di Igor Mitoraj, mostra personale di “Salvatore Scarpitta”(1999), “Quelli di Bagheria” (2002) grande mostra fotografica del fotoreporter Ferdinando Scianna (primo europeo a collaborare con la Magnum di New York); nel 2003 la mostra di Guttuso “Dal fronte nuovo delle arti all’autobiografia” con opere dal 1946/1966 provenienti da tutta Europa; nel 2007 mostra Guttuso “La potenza dell’immagine” con opere dal 1967/1987 e tantissimi altri.
Però, nonostante l’importanza del complesso monumentale, il 24 novembre scorso il Sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, dispone la chiusura del Museo Civico “Renato Guttuso”.
Noi di Prospettiva Futura, ci rendiamo perfettamente conto delle disposizioni di cui all’art. 243 del D.Lvo 267/200 alle quali l’attuale amministrazione ha dovuto soggiacere, ma non si riesce a capire il motivo per cui non si è neppure tentata una soluzione alternativa alla chiusura.
La chiusura del Museo Guttuso non fa onore alla travagliata storia che ne ha consentito la travagliata creazione.
Mettendo per altro a rischio gli importanti progetti in corso, come per esempio gli “Itinerari Guttusiani”, finanziati dal Pofers, che potrebbero garantire al Museo Guttuso, e quindi a Bagheria, un’importante flusso turistico culturale.
Tutto ciò può comportare anche lo spauracchio della perdita di alcuni progetti che erano in itinere e l’impossibilità di reperire risorse finanziarie alle quali attingere.
Capitolo triste per la storia e l’arte e soprattutto  per chiunque ama la cultura e la tradizione della propria città, infatti il Museo Guttuso era un luogo di cultura e arte per antonomasia.
Come Associazione socio-culturale, non possiamo che esprimere il nostro totale rammarico verso la chiusura della Civica Galleria.
L’Amministrazione adesso promette la riapertura e noi di Prospettiva Futura ce lo auguriamo di vero cuore, però al contempo temiamo che nelle more, gli artisti e/o gli eredi che esponevano all’interno del museo, possano portare altrove le loro opere con in capo la collezione più prestigiosa del maestro Renato Guttuso, quindi quand’anche il museo verrà riaperto, come promette oggi l’amministrazione, se verrà privato delle sue opere che cosa esporrà?
A nostro avviso sarebbe stato più opportuno aprire un tavolo di confronto con artisti e operatori del settore, pronti ancora oggi a dare un contributo per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Museo.

* presidente associazione Prospettiva Futura

 

 

 
 
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