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Bagheria. Biagio Conte ha incontrato gli studenti dell’istituto “Sturzo”

giovedì 11 dicembre 2014, 14:51   Attualità  

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biagio contedi Carlo Sorci

Incontro degli studenti dell’istituto tecnico “Luigi Sturzo” con il missionario Biagio Conte.
Si  è tenuto presso l’aula magna della scuola alla presenza di un gran numero di alunni e insegnanti. Biagio Conte fondatore e responsabile de la “Missione di Speranza e Carità”, luogo di sostegno per i “fratelli dimenticati”, come lui li definisce, che si trova in via Archirafi a Palermo, è stato accolto fra gli applausi. L’incontro è stato organizzato per raccogliere alimenti e tutto ciò può servire per aiutare la sua comunità.
L’accoglienza è stata calorosa con applausi e luce negli occhi dei  presenti  per il suo ingresso posticipato in aula rispetto al previsto dovuto ad un malore, ma che non lo ha fermato dal partecipare all’incontro.
Il sorriso negli occhi del missionario lascia quasi stupefatti i presenti, comincia subito il suo discorso con un augurio di pace e speranza rivolto ai giovani presenti, che lui vede come “futuro e speranza”.
Scherza con i presenti ironizzando sulla sua figura, con particolare riguardo al suo modo di vestire e sulla sua età definendosi non tanto vecchio come si può credere e da questo prende spunto per  cominciare a raccontare la sua storia, dalla sua gioventù non così tanto lontana dalla nostra, che lui ha vissuto proprio come tutti noi, ma che gli ha portato un vuoto che lo ha spinto a scavare dentro di sè e ad intraprendere questa strada  cominciata con il viaggio fino ad Assisi, che lo ha cambiato profondamente, fino ad arrivare ad oggi, con la sua missione che comprende 3 comunità con più di mille persone accolte al suo interno.
Infine conclude parlando della nostra società, definendola “usa e getta”, che lascia indietro i più deboli e che non gli da la giusta attenzione, definendo questo atteggiamento come uno dei tanti motivi che ha portato all’odierna crisi, che lui non vede come male ma come stimolo per scuotere i cuori e gli animi delle persone.
Durante la sua uscita dall’aula  il missionario è stato accerchiato da una moltitudine di ragazzi che volevano salutarlo e scattare qualche foto con lui.
“I ragazzi -ha detto- erano splendidi, preziosi e pieni di speranza, loro sono il cuore che batte di una città che si deve rialzare e che non deve abbattersi».
Sul suo recente ritiro spirituale in montagna e quali sono stati i motivi che lo hanno spinto a questo abbandono momentaneo della sua comunità,  ha aggiunto: “mi sono scoraggiato nell’affrontare i problemi della comunità, che mi hanno messo a dura prova specialmente a causa delle tante spese; sono andato in montagna per ritrovare la forza per riuscire ad andare avanti e non sprofondare nelle sabbie mobili, ma ho trovato conforto anche grazie al grande incoraggiamento delle persone che mi sono state vicine”.

 

 
 
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