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Bagheria. Dopo la condanna, arrestato dalla polizia Domenico Gargano

sabato 20 dicembre 2014, 15:02   Cronaca  

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GARGANO DomenicoSono stati gli agenti del commissariato di polizia di via La Masa ad avere eseguito l’arresto di Domenico Gargano, 38 anni, condannato in via definitiva a  21 anni, 2 mesi e 18 giorni di reclusione, per l’omicidio dello zio Antonino Tripoli. Tripoli morì il 19 ottobre 2008, dopo alcuni giorni dall’agguato, avvenuto il 4 ottobre 2008, a pochi passi dal passaggio a livello di Bagheria. L’uomo  rimase ferito da una serie di colpi di pistola. La Cassazione ha condannato Gargano, considerando attendibile il racconto dello zio che sul letto dell’ospedale ha indicato il suo nome.
Tripoli indicò il volto del nipote in una foto che gli inquirenti gli fecero vedere. Avrebbe anche scritto le prime lettere del cognome “Garg” del suo killer.
Dopo il riconoscimento il ferito entrò in coma e, dopo qualche giorno morì. Ne nacque una battaglia legale tra le parti processuali in causa conclusasi, lo scorso 17 dicembre, con la sentenza della Cassazione che ha ritenuto attendibile, perché frutto di uno stato di sufficiente lucidità, l’atto di accusa della vittima nei confronti del parente. Gargano, difeso da Paolo Martorana, aveva cercato di dimostrare la sua innocenza, ma inutilmente. Per la difesa non ci sarebbe nessun movente alla base dell’accaduto. In primo grado l’uomo era stato assolto, ma la Corte d’appello, l’8 aprile 2013, aveva modificato la sentenza, ritenendolo colpevole.
Gargano, dopo diverse verifiche ai domicili dichiarati, è stato rintracciato dai poliziotti del Commissariato di polizia,  presso la casa paterna e tradotto presso il carcere dei Pagliarelli di Palermo.

 
 
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