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Porticello. Tanto dolore ai funerali dello sfortunato pescatore  Nino Sanfilippo

sabato 6 dicembre 2014, 12:40   Attualità  

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funerale sanfilippodi Martino Grasso

I pescherecci sono rimasti ancorati al porto.
La marineria di Porticello ha salutato la sua ultima vittima: Antonino Sanfilippo, 62 anni, morto giovedì mattina a bordo di una piccola imbarcazione a Pantelleria, mentre stava pescando.
Nino Sanfilippo era tornato a Porticello, il 12 novembre, dopo essere stato in America, dove aveva vissuto in passato e  dove andava a trovare amici e parenti.
Dopo qualche giorno, con il figlio Antonio, si era imbarcato nell’”Elisabetta Genovese”, peschereccio della marineria di Mazara del Vallo, rimesso a posto dopo qualche mese. Si trattava di un lavoro come un altro  che garantiva a padre e figlio di andare avanti. Dalle prime ricostruzioni  ad uccidere il pescatore sarebbe stato un cavo di acciaio ad averlo  colpito al volto. La tragedia si sarebbe verificata all’interno della sala macchine.
Questa mattina colleghi e amici si sono stretti attorno alla famiglia dello sfortunato pescatore nella piccola chiesa Maria sanfilippoSantissima Del Lume, per l’ultimo saluto.
Presenti il capitano della capitaneria di porto Nicola Silvestri e alcuni marinai.

Per il Comune c’era il vicesindaco Salvo Sanfilippo e alcuni consiglieri comunali, oltre alla presenza del gonfalone.
E’ stato padre Bruno Sparacio ad officiare il rito funebre.
“Antonino è morto mentre stava espletando il suo lavoro -ha detto- per portare un pezzo di pane a casa. E’ morto per  amore e per questo dobbiamo essergli grati. Dobbiamo essere uniti nella fede. Le porte del Paradiso gli saranno aperti senza nessuna difficoltà”.
Nel corso della celebrazione è stata anche organizzata una colletta per sostenere economicamente la famiglia. E nessuno dei presenti s’è tirato indietro.
Il rito si è concluso con gli interventi di Salvo Sanfilippo sottolineando ancora una volta il carattere di Nino Sanfilippo: “persona umile e semplice”.
Mentre l’ex sindaco Salvino Roccapalumba ha detto che “la morte di un pescatore è una perdita per tutta la pesca. Con Nino andavo a prendere un caffè alla Serenella. Ci andremo anche dall’altra parte.”
Il rito funebre si è concluso con la straziante imprecazione di una donna alla Madonna del Lume, affinché protegga i pescatori, al termine della quale tutta la chiesa ha gridato fra le lacrime “Viva a Maronna ru Lumi”.

 

 

 
 
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