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Bagheria. Anche con la pioggia protesta dei contrattisti. La Cgil critica il Comune

domenica 18 gennaio 2015, 13:59   Attualità  

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contrattisti sotto la pioggiadi Martino Grasso

Nono giorno consecutivo di protesta dei 32 contrattisti, che dal 1 gennaio sono senza lavoro e attendono la proroga dal Comune.
Anche questa mattina, sotto la pioggia e in un giorno festivo, si sono ritrovati sotto un gazebo donato da un privato, davanti al Comune in corso Umberto.
“La nostra protesta è ad oltranza -dicono- ed è giusto che anche oggi siamo qui a protestare e fare sentire alta la nostra voce”.

Per domani si attende la delibera di proroga, dopo la pubblicazione della proroga della Regione.
A questo punto il Comune dovrebbe mandare la delibera al Ministero per avere il via libero definitivo.
L’autorizzazione del Ministero è legata alla parte di competenza del Comune, ossia per 11 ore, mentre per le 7 ore che dovrà erogare la Regione non ci sono problemi, dopo l’emendamento approvato dall’Ars nei giorni scorsi.
Intanto la Cgil ha diffuso un comunicato stampa con il quale critica l’operato del Comune.

“L’Amministrazione Cinque esca dal panico burocratico: la via d’uscita c’è -si legge nella nota- Su richiesta di questa O.S. in accordo con le sigle sindacali CISL E UIL, lo scorso 15 gennaio si è svolta presso la prima commissione dell’Ars l’audizione sulla questione proroga dei 32 contrattisti del Comune di Bagheria.
In presenza dell’Amministrazione Comunale di Bagheria nonché dei dirigenti dei dipartimenti competenti è stata ribadita la specificità del decreto n.101 convertito in legge 15/2013 relativamente alla problematica dei precari.
É emerso che il Comune di Bagheria avrebbe potuto, qualora avesse voluto, procedere alla proroga già con la deroga prevista dalla legge di stabilità nazionale del 23 dicembre 2014.

I Dirigenti Regionali presenti all’incontro hanno preannunciato che sarà diramata a giorni una circolare per chiarire gli aspetti possibilmente di maggior difficoltà interpretativa ma è chiaro che è discrezionalità del Comune di Bagheria, così come di ogni altro Ente, quello di procedere alla proroga o meno.
Purtroppo per i 32 contrattisti, ad oggi il Comune di Bagheria in balia del dissesto e della ingiustificata fobia burocratica sulle norme che lo disciplinano, si è impanicato e non ha compiuto i passi necessari per trovare una via d’uscita.
Sotto gli occhi di tutti è lo stato di umiliazione umana, oltre che professionale, al quale sono sottoposti questi dipendenti costretti a protestare all’addiaccio dinanzi alla sede comunale, davanti a quella sede di quell’Ente presso cui , con dedizione, preparazione e abnegazione, hanno prestato la propria attività per ben 19 anni .
Si sta ripetendo una storia già vissuta: lo scorso novembre, infatti, l’amministrazione Cinque era andata in confusione distinguendosi da tutti gli altri comuni siciliani per la sua volontà di non procedere alla proroga dei contratti fino al 31 dicembre. Solo grazie all’intervento prezioso di Sua eccellenza il Prefetto volto a mediare tra le parti, l’Amministrazione si convinse che la proroga fosse fattibile.
Da quanto è stato evidenziato, nel corso dell’audizione dello scorso 15 gennaio, la legge regionale 2/2015 autorizza gli enti, compresi i comuni in dissesto, a procedere con la proroga con una partecipazione contributiva della Regione Siciliana. Sta poi alla discrezionalità del singolo ente procedere.
Dunque, nessun organo superiore potrà arrogarsi l’onere di decidere al posto dell’Amministrazione di Bagheria.
È necessaria la volontà reale, non di facciata, di porre in essere gli atti amministrativi che consentano ai contrattisti di tornare a lavoro.
Appare fin troppo lapalissiano ribadire che se gli atti prodotti saranno correttamente, tempestivamente redatti e volti all’obiettivo proroga non ci sarà motivo di temere la scure di una mancata autorizzazione ministeriale.
Ma ad oggi non è dato sapere se e come l’Amministrazione comunale intenda procedere alla proroga dei contratti dei lavoratori. Di contro, però, assistiamo ad una sorta di accanimento di note, interpretazioni cervellotiche che di fatto hanno determinato la condizione di prostrazione di questi 32 lavoratori.
Questa O. S. auspica che, anche con la collaborazione di ogni forza sociale e politica, si remi tutti nella direzione giusta che è quella volta ad evitare altra disoccupazione.”

 

 
 
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