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Bagheria. Antonino Zarcone: “i nuovi capi della mafia sono insospettabili”

martedì 6 gennaio 2015, 09:35   Cronaca  

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zarcone bagheria 1I capi della nuova mafia sarebbero insospettabili, mai affiliati ufficialmente a Cosa Nostra.
A dirlo è il nuovo collaboratore di giustizia di Bagheria Antonino Zarcone.
Zarcone avrebbe già rivelato i nomi degli insospettabili e ci sarebbero delle indagini in corso che potrebbero portare a sviluppi importanti in futuro.
A renderlo pubblico è il sito palermitano livesicilia.it.
“Gli insospettabili -scrive il giornalista Riccardo Lo Verso– non sono stati assoldati soltanto dal clan del popoloso centro in provincia, ma anche nelle file della nuova Cosa nostra palermitana. Quella di cui parla Zarcone è una mafia che cambia pelle. Va oltre le regole della tradizione e per questo rischia di diventare più pericolosa di quanto non lo sia stata nel recente passato.”
Secondo Zarcone non si diventerebbe più mafioso con la classica punciuta.
Durante il processo a carico della cosca bagherese Zarcone avrebbe fatto importanti rivelazioni.
Né lui né Gino Di Salvo, considerato al vertice del mandamento di Bagheria, erano formalmente affiliati.

“Allora essere affiliati o non essere affiliati non significa niente in Cosa Nostra?”, chiede l’avvocato Giovanni Castronovo. E Zarcone risponde: “Allora, avvocato, è una cosa formale perché noi abbiamo avuto i rapporti anche con soggetti non ufficialmente affiliati che hanno la reggenza di altri mandamenti di cui già gli inquirenti sono a conoscenza, che però ufficialmente non sono affiliati”.
Il collaboratore parla anche di Sergio Flamia, altro collaboratore di giustizia.
“Aveva un ruolo abbastanza importante anche su tutto il territorio del mandamento, perché era un soggetto da tantissimi anni che era stato sempre vicino agli esponenti di Cosa Nostra… non gli interessava nulla se effettivamente doveva essere affiliato o non affiliato, anche perché aveva potere e poteva fare quello che voleva. Infatti ci fu anche una discussione con Nino Teresi della reggenza di Trabia, di cui Nino Teresi ufficialmente risultava reggente nel mandamento di Trabia, e Sergio Flamia – il racconto prosegue -, non essendo neanche affiliato, lo trattò di brutto e Nino Teresi si andava cercando poi aiuto perché Sergio Flamia non poteva parlare essendo ufficialmente non un uomo d’onore, in quelle condizioni, e trattare a Nino Teresi in quelle circostanze”.
Secondo il racconto di Zarcone, alla fine Flamia ebbe la meglio: “Sta di fatto che nessuno ha preso le parti di Nino Teresi, anche perché Sergio Flamia garantiva della copertura di Pino Scaduto e di altri esponenti del mandamento di Bagheria”. Zarcone ha aggiunto che  “l’affiliazione sul mandamento di Bagheria non significa quasi nulla, perché bene o male ci sono stati diversi episodi di persone che sono reggenti e usufruiscono di soggetti che vanno camminando per conto di Cosa Nostra e prendono estorsioni, che non hanno bisogno di essere affiliati, ma hanno un ruolo ugualmente di spicco… non c’è nessun vincolo e non ci sono tutte queste vecchie norme antiche che esistevano una volta, anche perché ci sono stati diversi episodi”.
Il nuovo collaboratore di giustizia ha dato quindi nuovi spunti investigativi e soprattutto fornito i nomi dei nuovi presunti capi mafia. E’ compito degli inquirenti verificare le fonti e trovare le prove.

 

 
 
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