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Bagheria. Maurizio Lo Galbo: “il sindaco chieda scusa o sarà querelato”

sabato 17 gennaio 2015, 12:55   Attualità  

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ancigiovaneIl consigliere comunale Maurizio Lo Galbo replica alla replica del sindaco sull’incontro avuto in Prefettura e vuole le scuse del primo cittadino, minacciando di adire le vie legali.
Il sindaco in un comunicato diffuso ieri sottolineava che non era vero che Lo Galbo aveva chiesto un incontro in prefettura, ma che aveva partecipato all’incontro chiesto dai contrattisti.
Ecco l’ultimo comunicato di Lo Galbo:

“È disarmante che un primo cittadino, anziché pensare a come risolvere i mille problemi che la nostra città sta attraversando, si preoccupi di un consigliere che cerca di aiutare la comunità con proprie risorse.
Il Sindaco Cinque, purtroppo, tende a stravolgere i fatti a proprio vantaggio, come già ha dimostrato in altre occasioni e ciò è diventata una sua abitudine.
Intanto bisogna chiarire al Sindaco che l’incontro tenuto con la Dott.ssa La Iacona e il Vice- Prefetto Franchina  è stato richiesto dal sottoscritto non solo al fine di discutere sulla questione dei contrattisti, quanto su tutti quei temi caldi che in queste settimane hanno interessato il Comune di Bagheria, come lo scandalo del servizio di assistenza igienico-personale ai disabili e il gravissimo mancato avvio del servizio di riscaldamento nelle scuole.
Ebbene, in merito alla problematica dei dipendenti precari, mi è stato riferito che, per ottenere la vigenza della normativa, occorre aspettare che il provvedimento di proroga votato in Assemblea Regionale Siciliana sia pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Vorrei, quindi, sapere dal Sindaco cosa esattamente è stato da me dichiarato, che non fosse corrispondente al vero.
Mi preme, all’uopo, sottolineare al primo cittadino che l’incontro in Prefettura mi è stato fissato nella qualità di Presidente Anci Sicilia Giovani, perché preoccupato delle  possibili conseguenze negative che il comportamento dell’amministrazione bagherese potesse avere su altri Comuni siciliani.
Infatti il Sindaco Cinque aveva specificato che la questione bagherese era stata attenzionata da altri Comuni, i quali, a suo dire, avrebbero conformato il proprio atteggiamento nei confronti dei relativi contrattisti, sulla base della decisione di prorogare o meno che avrebbe sposato il nostro Comune. Indubbiamente, da Presidente Anci, mi sono sentito costretto ad intervenire, al fine di verificare personalmente la correttezza della posizione tenuta dall’Amministrazione Cinque e dai suoi possibili seguaci.
Non cerco nessun riconoscimento e tanto meno non voglio esautorare il ruolo del Sindaco, che tutt’al più si esautora da solo, con la sua condotta politicamente inadeguata.
Quello che ho inteso fare è stato svolgere al meglio il mio incarico di Presidente Anci, senza nulla togliere al mio ruolo di vice presidente del Consiglio che, proprio a garanzia di chi mi ha eletto, mi impone di controllare e vigilare sull’operato dell’Amministrazione.
A tal fine, non posso tollerare che si metta in dubbio il fondamento del mio reale interesse, circa le sorti di chi sta attraversando questi giorni di grande incertezza, per se e la propria famiglia.
Invito, pertanto, il Sindaco Cinque a prendere atto delle sue dichiarazioni diffamatorie e gli chiedo formalmente di provvedere ad una immediata smentita, scusandosi pubblicamente di avere strumentalizzato il mio operato per legittimare un suo comportamento a dir poco inaccettabile.
Le gravi accuse di millanteria, mosse nei miei confronti, costituiscono un attacco non politico, ma diretto alla mia persona e come tali non sono in alcun modo giustificabili.
Non esiterò, infatti, a chiedere la testimonianza non solo di chi mi ha assicurato l’appuntamento a mio nome, ma anche di coloro che mi hanno ricevuto quali il Capo di Gabinetto e il vice-Prefetto, nonché di tutti e 32 contrattisti bagheresi, consapevoli della veridicità delle mie dichiarazioni.
Invito, pertanto, il primo cittadino a cambiare atteggiamento, maturando, finalmente, una volontà al dialogo e al confronto costruttivo, al di là dei colori politici, che in questo momento di grave difficoltà non può essere pregiudicato da sospetti e diffidenze, nei confronti di chi vuole dare un contributo agli annosi problemi della nostra città.
Mi preme ricordare a Patrizio Cinque, che il ruolo che ricopre è molto delicato e che è suo specifico obbligo mantenere fede al programma elettorale che gli ha assicurato la fiducia dei concittadini, il quale purtroppo è stato costantemente disatteso, da lui e dalla sua Giunta, venendo meno ad ogni promessa.
Ciò detto, qualora non dovessi ricevere riscontro formale alle mie richieste, sarò costretto a tutelarmi nelle sedi giudiziarie appropriate.”

 

 
 
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