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Sarebbe a Porticello, secondo una fonte anonima, il tritolo per il giudice Di Matteo

venerdì 23 gennaio 2015, 09:06   Cronaca  

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porticello di matteoIl tritolo per l’attentato contro il giudice Nino Di Matteo sarebbe a Porticello.
La rivelazione sarebbe stata fatta da una lettera anonima giunta alla Polizia nei giorni scorsi.
La notizia è stata riportata oggi con un articolo a firma di Riccardo Lo Verso sul sito Livesicilia.
E’ nella borgata marinara che si sono concentrate le ricerche degli inquirenti.
“La lettera –scrive Lo Verso-  è zeppa di dettagli. Ci sono i nomi e i luoghi dove si troverebbero, tutti o in parte, i duecento chili di tritolo comprati in Calabria e trasportati a Palermo. Si parla di gente insospettabile e case come mille altre. L’anonimo è della scorsa settimana. Non si conosce ancora l’esito delle ricerche.
Un depistaggio, l’opera di un grafomane oppure c’è del vero nella missiva che si aggiunge alle dichiarazioni di Vito Galatolo? Il progetto di attentato ai danni del magistrato è stata la prima cosa raccontata dal boss dell’Acquasanta.
Il primo peso che si è voluto togliere dalla coscienza. E così ha riferito che i mafiosi palermitani volevano ammazzare il pm del processo sulla Trattativa Stato-mafia. Su ordine di Matteo Messina Denaro sarebbero stati raccolti 500 mila euro per duecento chili di esplosivo.
I finanzieri e gli uomini della Direzione investigativa antimafia di Palermo hanno cercato l’esplosivo ovunque li portasse un indizio. Dalla casa di campagna di Vincenzo Graziano, a Monreale, agli appartamenti di Fondo Pipitone dove vivono i Galatolo; dalla via Natale Mondo, una strada del rione Arenella, a decine di anfratti sparsi qua e là nei quartieri Vergine Maria e Acquasanta. Le ricerche si sono spinte lontano dalla Sicilia, fino ad alcuni paesi della provincia friulana dove Galatolo si era trasferito a vivere.”
La ricerca sarebbe stata effettuata dagli agenti della Squadra mobile di Palermo.
“L’anno scorso -continua Lo Verso- carabinieri e vigili del fuoco setacciarono alcune zone nel comune di Ficarazzi, non lontano da Porticello, per cercare l’esplosivo segnalato, ancora una volta, con una missiva anonima recapitata all’allora procuratore Francesco Messineo e all’aggiunto Vittorio Teresi. L’autore della lettera sosteneva di essere un “un affiliato della famiglia di Alcamo”, incaricato “da due mesi” di seguire gli spostamenti del sostituto procuratore Nino Di Matteo, al centro di un progetto di attentato deciso dalle “famiglie di Palermo e Trapani”. Ricerche senza esito.”
Anche in passato si è parlato di esplosivo e Porticello.
Secondo alcuni pentiti parte del tritolo per le stragi del 92 venne recuperato in fondo al mare dal pescatore Cosimo D’Amato.
Le accuse vennero vagliate dagli inquirenti e D’Amato è stato condannato all’ergastolo.

 

 
 
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