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Bagheria è la Repubblica delle banane?

venerdì 13 marzo 2015, 09:20   L'Opinione  

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consiglio-comunaledi Adriano Mancini *

Gentilissimo Direttore,
Le vorrei raccontare quello che ai miei occhi e’ sembrato un classico giorno di ordinaria follia della politica Bagherese.
Andiamo ai fatti: Giorno 11 Marzo ho ricevuto una richiesta di presenziare (preciso: richiesta di presenziare e non invito) al consiglio comunale di oggi 12 Marzo alle ore 10.00 da parte del Presidente del Consiglio Sig.ra Claudia Clemente.
Il secondo punto dell’ordine del giorno dei lavori consiliari prevedeva: emergenza rifiuti e raccolta rifiuti ingombranti.
Il caso specifico riguardava i noti avvenimenti accaduti in via Serradifalco: denunzie a carico di dipendenti, sequestro di un autocompattatore tutto per aver svolto un servizio richiesto dagli uffici tecnici comunali.
Ebbene dopo aver ascoltato per circa 6 ore gli interventi di tutti i consiglieri e i dirigenti presenti, si è posto il dubbio sulla regolarità della mia presenza e di un mio possibile intervento.
Avendo raccolto molteplici appunti su numerose inesattezze comunicate dai vari interlocutori che si sono avvicendati nelle 6 ore di lavori consiliari, volevo raccontare, senza nominare alcuna persona interessata dei fatti, ma solo il ruolo ricoperto, (così evitavo qualche possibile problema sulla privacy e sulle indagini in corso) le mie considerazioni, seppur personali, sui fatti e le modalità accadute.
Alle 15.00 dopo avermi annunciato ufficiosamente, che non era il caso di autorizzare il mio intervento, in quanto la seduta del consiglio comunale non era “aperta” e si era scelto di non “secretarla”, pur senza il mio intervento, si rimandava la continuazione dei lavori alle ore 16.00.
Ebbene alle 16.15 la comunicazione diventava ufficiale. A questo punto, faccio notare al Sign. Sindaco, al Segretario Comunale, alla Giunta e a tutti i consiglieri, che l’unica persona presente nell’aula consiliare che aveva subito un danno sia dal punto di vista morale ma anche penale era appunto il sottoscritto, dal momento che insieme ai miei collaboratori coinres siamo sotto indagine. Per questo motivo consideravo inopportuna e sconsiderata la scelta fatta di non farmi
parlare, sebbene da principio dallo stesso consiglio comunale invitato, come se qualcosa si volesse nascondere e che, dopo 7 ore di attesa e a disposizione di valutazioni e chiarimenti, era il minimo da me atteso. Non avendo riscontro positivo alle mie richieste, vengo invitato ad uscire dall’aula consiliare congedandomi.
Tenuto conto di quanto accaduto è doveroso, sia professionalmente che umanamente, fare delle valutazioni personali.
1) Alla decisione assunta nessun consigliere si è opposto e nessuno ha abbandonato i lavori per protesta;
2) L’impressione da me ricevuta era quella che, le parti opposte sul fronte politico, d’improvviso avessero tutti trovato accordo sulla decisione assunta e, cioè, quella di rinunciare a quanto loro stessi avessero richiesto: ascoltarmi;
3) Mi viene il dubbio che, nella follia odierna i presenti non abbiano avuto la minima conoscenza e soprattutto applicazione della tanto enunciata, pubblicizzata, decantata, politica e dell’amministrare la “res” pubblica trasparente;
4) Sono orgoglioso di non appartenere a nessun schieramento politico Bagherese, in quanto nessuno dei presenti oggi, potrebbe mai rappresentarmi;
5) Ero quasi convinto, ma oggi ho avuto certezze, che alcuni amministratori Bagheresi, molti consiglieri comunali, sia di
opposizione che di maggioranza, siano solo dei ragazzi con buoni propositi, ma privi delle fondamentali conoscenze
tecnico-amministrative, con un giocattolo più grande di loro, che talvolta per inefficienze usano nascondersi, con statuti, elenco di norme e leggi a proprio piacere;
Concludo con questa riflessione: spesso e volentieri Bagheria sembra essere la Repubblica delle banane.
Se qualcuno dei presenti nell’aula consiliare si è sentito offeso da questa mia, mi dispiace, non voleva essere e non è un attacco personale, ma mi dispiace e sono fortemente rattristato per questa città che, forse, ha bisogno di rappresentanti nei diversi livelli dal politico al dirigenziale, sprovvisti di personalismi di parte, e che si preoccupino veramente del futuro di questa città.

* Capo Tecnico COINRES dell’unità locale di Bagheria

 

 
 
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