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Bagheria ed Expò 2015. Occasione mancata?

lunedì 9 marzo 2015, 11:00   L'Opinione  

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balistreri micheledi Michele Balistreri

Comincia il conto alla rovescia rispetto alla data d’inaugurazione di Expo’ 2015, fissata  a Milano il 1° maggio.
Un evento in cui la Sicilia sarà indubbia protagonista, infatti, ricordiamo che è  stata la prima regione italiana partner ufficiale di Expo Milano 2015 e guiderà il Cluster Bio-Mediterraneo, una vasta area ( uno spazio di 7.330 metri quadrati, di cui 1.900 dedicati all’area comune) dedicata interamente al tema della biodiversità e quindi alla Dieta Mediterranea che accomunerà 12 Paesi dell’area Mediterranea.
La Sicilia si presenterà forte di 546 adesioni di aziende che hanno deciso di partecipare alla manifestazione (pagando), ma anche di 160 comuni, 105 operatori turistici, 56 soggetti istituzionali, 45 scuole e 83 cuochi, 17 GAL e 11 GAC (gruppi di azione locale e di azione costiera). In questa grande vetrina internazionale, però, il Comune di Bagheria non sarà presente in quanto non ha partecipato  alla manifestazione d’interesse della Regione Siciliana del dicembre scorso  per le note vicende legate al dissesto finanziario. Hanno invece aderito, 160 dei 390 comuni siciliani, dimostrando di credere in una politica di rilancio dell’economia e dello sviiluppo dei loro territori, attraverso l’interazione tra le eccellenze dell’agroalimentare e la promozione turistica che passa anche attraverso la valorizzazione dei beni culturali e dell’artigianato locale. Una formula e una prospettiva che sicuramente l’Expo’ garantisce e l’unica, a nostro modo di vedere, in grado di assicurare alla Sicilia una prospettiva di sviluppo reale e duraturo, connotandone una chiara identita’.
Vorremmo rifuggire dalla facile e strumentale polemica, ma ci poniamo un legittimo quesito. Ma l’amministrazione cittadina – che non partecipa ad EXPO’,   ma che scommette  ed incoraggia la realizzazione di un ennesimo centro commerciale artificiale che  sicuramente distruggerà  e consumerà territorio e suolo agricolo,  determinando un impatto territoriale di tipo sociale, economico ed ambientale  devastante, uccidendo l’artigianato e il commercio di prossimità  e  che al contempo, lancia segnali ondivaghi sulla gestione del Centro storico (vedi riapertura al traffico veicolare di Corso Umberto) e la valorizzazione dei Centri Commerciali Naturali,  priva, tra l’altro,  di una politica di rilancio dei Beni Culturali ( vedi paventata chiusura del Museo Guttuso)  –   quale idea  e strategia di sviluppo economico  di medio e lungo periodo  vuole realizzare?  Chiusa la parentesi di una polemica appena accennata, registriamo comunque l’attivismo delle forze sociali, culturali e di parte del tessuto economico della Città. Difatti,
Bagheria sarà rappresentata all’esposizione meneghina da circa 10 aziende private operanti nel campo della pasticceria di qualità, della commercializzazione di prodotti orto-frutticoli, della trasformazione dei prodotti ittici e e della ricettività turistica (l’Antica Pasticceria Don Gino,  l’Azienda agricola 2000, l’Ecofruit di Rosario Provino, la Gold Fruit di Franco Pipia; la C.I.B. di Brunetto G.Battista e la Flott di Tommaso Tomasello, ed infine il B.B. ‘Marina d’Aspra’ di Marina Galioto). Il territorio sarà comunque promosso, tra l’altro, dalla sede di Bagheria del CRA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura) dalle due strutture consortili, che vedono  insieme imprese private e parte pubblica: 1) GAL (Gruppo di azione Locale) Metropoli EST ( di cui Bagheria è partner e non socia) ed 2) il  GAC (Gruppo di azione Costiera) “Golfo di Termini” che comprende i  10 Comuni della fascia costiera da Bagheria a Pollina e di cui Bagheria è socia. Saranno queste due realtà  ad animare il cluster della Biodiversità Mediterranea , di cui la Sicilia è capofila,  rappresentando la Provincia di Palermo, (esclusa la zona delle Madonie) per ben due settimane. Tra  l’11 e il 17 maggio il  GAC Golfo di Termini, insieme al GAL Terre Normanne (che raggruppa i territori delle aree interne intorno a Monreale ed Corleone) ed tra il 18 e il 24 maggio il Gal  Metropoli Est, che ha la propria sede a Bagheria. Queste due realtà consortili con un ‘investimento cadauno di circa 1000.000 euro proveranno a rappresentare il tessuto economico-produttivo che ruota intorno all’agroalimentare ed agli itinerari turistici  ad essi correlati. Coordineranno le attività legate  alla promozione turistica, culturale e gastronomica del territorio.
Particolare attenzione sarà riservata all’ educazione alimentare dei  ragazzi delle scuole con  l’obiettivo di informare-educare i ragazzi ad una corretta e gustosa alimentazione e diffondere la cultura Mediterranea della Sicilia e dei paesi del cluster biomediterraneo. Le classi scolastiche o i gruppi organizzati (grest, doposcuola , scout ecc) prenotano la mattina e parteciperanno indicativamente 40-60 ragazzi per volta. Sarà celebrata  la cucina e la dieta mediterranea e si presenteranno  le ricette del Mediterraneo.
Ad attivarsi, in questo frangente, oltre le strutture consortili e le imprese private, ci sono le strutture scolastiche del territorio ( scuole secondarie superiori) che proveranno a raccontare  il territorio  con la sua storia, la sua cultura  e le sue tradizioni attraverso la produzione di  un audio-visivo o   l’allestimento di mostre fotografiche partendo dalle eccellenze agro-alimentari ed eno-gastronomiche dalle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del comprensorio, che ne connotano la forte identità territoriale.  Sarebbe auspicabile che questo avvenisse attraverso una narrazione evocativa che possa seguire tre traccie ideali 1) Il limone come strumento di marketing decisivo per la configurazione dell’identità storica e territoriale della Città. strumento decisivo per la configurazione dell’identità territoriale della Città. 2) Il recupero, la valorizzazione dell’eredità della tradizione araba ancora presenti nella memoria collettiva nelle abitudini, negli usi, nei costumi, nel folklore, nella gastronomia, nella pasticceria, nell’architettura, negli antichi sistemi d’irrigazione di cui ancora restano testimonianze nel paesaggio rurale locale. 3) La gastronomia legata al mix tra la tradizione ed alla cultura del mare e quella contadina e la valorizzazione degli elementi paesaggistici dei borghi marinari e della costa e l’economia della trasformazione dei prodotti ittici. Anche le forze sociali stanno provando ad interpretare e declinare sul territorio il messaggio che l’’Expo 2015   svilupperà  dal titolo significativo : “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”.
Difatti i Centri Caritas parrocchiali, insieme ad alcune associazion impegnate nella valorizzazione della Dieta mediterranea e del Terzo settore stanno approfondendo il tema legato alla devastante iniquità tra la scarsità di cibo da un lato e problemi di sovranutrizione dall’altro, la drammatica coesistenza di povertà alimentare e spreco di cibo lungo la filiera.
Le indicazioni delle parrocchie cittadine, del centro mensa della  Caritas e degli operatori del sociale sono chiare ed univoche. Occorre trovare nuove soluzioni per dare risposte ad una richiesta di aiuto di nuovi nuclei familiari, che in questi 7 anni di prolungata crisi economica, sono entrati nella fascia di povertà. Si proverà a mutuare casi di buone prassi in ambito nazionale che hanno razionalizzato il processo distributivo della filiera alimentare, coinvolgendo la grossa distribuzione attraverso la costituzione di cooperative sociali che operano per la distribuzione del cibo ancora commestibile ma non commerciabile. Anche se il Comune di Bagheria non sarà rappresentato, le forze vitali e pulsanti della Città saranno presenti, in un contesto in cui la Sicilia sarà protagonista dell’Esposizione per tutti e 184 i giorni, ma anche in tutte le tappe di avvicinamento all’evento.
La Sicilia si candida, in questa maniera, a diventare uno dei territori di punta da visitare insieme con l’Expo. L’obiettivo è proprio quello di intercettare nuovi flussi turistici interessati a conoscere, oltre alle nostre bellezze, anche la nostra millenaria cultura agroalimentare, una cultura nella quale si sono stratificate le pratiche agricole di tutte le popolazioni che hanno attraversato l’Isola.

 

 
 
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