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Perché mi sono dimesso da Metropoli Est

sabato 7 marzo 2015, 11:07   L'Opinione  

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metropoli-estdi Gianfranco Di Giacinto

Gentile direttore, vorrei rappresentare a Lei ed ai numerosi cittadini  che leggono il suo  sito , nel caso in cui Lei ritenga di volere pubblicare quanto scriverò, i motivi e le considerazioni che mi hanno indotto a rassegnare le dimissioni da revisore del Consorzio Metropoli Est.
La mia esperienza al predetto consorzio, seppur breve, è stata intensa e mi ha portato a maturare delle considerazioni sulla politica e sul buonsenso.
Le  dimissioni prestate , oltre che per i miei impegni di natura professionale e personale, sono frutto anche delle suddette considerazioni.
Metropoli Est S.r.l. è una società consortile nata dall’unione di 13 Comuni della provincia di Palermo. La stessa nasce, come strumento, che attraverso le attività di programmazione e di progettazione avrebbe dovuto reperire  fondi Europei e Nazionali, necessari allo sviluppo sociale, economico ed occupazionale del territorio appartenente ai Comuni – Soci.
Oggi, nella situazione di crisi che il nostro paese sta attraversando, Metropoli Est dovrebbe rivestire ancor di più, essendo l’unico Ente esistente preposto alle attività suddette, un ruolo fondamentale per la crescita ed  il rilancio del sistema produttivo, l’incremento dell’occupazione e il miglioramento della coesione sociale nel nostro paese, alla luce anche della nuova Programmazione di Fondi Europei per il periodo 2014 – 2020, che potrebbe portare risorse necessarie allo sviluppo urbano del nostro territorio (mobilità sostenibile, interventi per l’efficienza e il risparmio energetico, economia digitale e inclusione sociale).
Purtroppo, però,
La società versa in una difficile situazione economico – finanziaria, causata, oltre che da una amministrazione allegra del management precedente , anche dalle situazioni deficitarie in cui si trovano tutti o quasi tutti i Comuni che costituiscono il consorzio. In tale contesto, nella mia breve esperienza, ho assistito alla  contrapposizione  tra la miopia politica ed il buonsenso.
Da un lato,  infatti,  la  miopia politica  porta  i componenti dell’assemblea dei soci a guardare i  numeri dei loro bilanci attuali , e li induce a procedere in modo incerto e lento nel prendere le decisioni necessarie a salvare il consorzio, impedendone, di fatto,  il funzionamento; dall’altro lato il buonsenso che, invece, attraverso azioni e programmazione efficace  (taglio ai costi, ripianamento delle posizioni debitorie con azioni di mediazione, recupero delle quote consortili, etc.), cercherebbe di riportare in salvo uno strumento necessario allo sviluppo del nostro territorio.
Mi auguro e auspico, che il buonsenso prevalga sulla miopia politica, soprattutto per il benessere e lo sviluppo futuro del nostro paese e dell’intero territorio, ma, non avendo riscontrato da parte della maggioranza dei soci una volontà, che vada in questa direzione, ho preferito rassegnare le mie dimissioni.

 
 
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