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Un nuovo “Forum” nell’acqua

martedì 3 marzo 2015, 10:15   L'Opinione  

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leonardo puleodi Leonardo Puleo *

“Quando punti il dito per condannare, tre dita rimangono puntate verso di te.”
Un Anonimo, in una data imprecisata, in un posto disconosciuto pronunciò questo saggio proverbio. Sono esattamente due mesi che cerco di tenere i pugni in tasca per evitare di additare sia me che gli altri.
Ma oggi che l’ipotesi del Centro Commerciale in Contrada Cordova si fa sempre più probabile ho deciso di tirar fuori entrambe i pugni e puntare gli indici delle mie due mani verso me, in modo che le rimanenti rispettive sei dita ( pollici esclusi ) rimangano ben puntate su questa Amministrazione Bagherese.
Sarà l’età che galoppa, sarà che non ho mai avuto una gran memoria ma comincio ad avere sempre più difficoltà a ricordare numericamente tutte le scelte che in pochi mesi questo Sindaco ed il suo cerchio magico hanno portato avanti ed io non ho condiviso. Dopo la riapertura (sperimentale? sotto monitoraggio? ) del Corso Umberto, i fallimenti nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, l’ipotesi di un nuovo edificio per la Cittadella della Salute in via Mattarella, il pasticcio della chiusura del Museo Guttuso, eccetera, eccetera, eccetera, ecco una nuova scellerata ipotesi. L’ipotesi di un grande centro commerciale nelle campagne di Bagheria, ennesima espressione di una visione politica incapace di proporre quel cambiamento a cui molti bagheresi avevano creduto. Città più illuminate stanno puntando su servizi pubblici non inquinanti, sulla pedonalizzazione delle aree di Centro Storico e sull’istituzione di Centri Commerciali Naturali.
Città illuminate infatti sfruttano finanziamenti dedicati a questo tipo di iniziative e consorziano i piccoli commercianti locali con il sostegno delle associazioni di categoria e di un sistema contributivo specifico. Città più illuminate provano a ridurre il consumo di suolo, non bloccando le attività edilizie, bensì promuovendo il recupero dell’esistente (ad esempio puntando su aree storiche degradate).
Limitano l’erosione del suolo agricolo, indirizzano le nuove costruzioni su aree già urbanizzate ma sottoutilizzate o dismesse. Mentre altre città fanno questo, da noi proponiamo soluzioni degne dei principi che hanno ispirato le trasformazioni degli anni’70 e ’80: fare cassa con nuove urbanizzazioni (commerciali in questo caso) non applicando una visione lungimirante.
Mettiamo da parte l’atteggiamento radical chic che di certo non apprezza l’ “estetica” del centro commerciale né tanto meno lo stile di consumo del tempo libero che esso propone.
Mettiamo da parte l’ambientalismo spinto che a volte può essere accusato di immobilismo. Mettiamo da parte gli studi che dimostrano come altrove si stia rivelando già obsoleto il modello dei grandi centri commerciali,come negli Stati Uniti dove si sta lavorando a trovare soluzioni pe riutilizzare i centri commerciali abbandonati,in decadenza e obsolescenza (www.deadmalls.com). Ma quello che mi chiedo e ci chiediamo: l’Amministrazione Comunale sta valutando l’impatto territoriale di tipo sociale, economico ed ambientale che il Centro Commerciale potrebbe avere? L’Amministrazione sta valutando quali effetti potrebbe avere sul commercio di base? Non occorre essere Mario Draghi per ipotizzare che il commercio locale sarebbe duramente e definitivamente colpito. L’Amministrazione sta valutando quali effetti potrebbe avere Bagheria da un punto di vista urbanistico?
Il nuovo centro commerciale usa suolo agricolo (consuma suolo), si colloca in un’area poco urbanizzata in cui un insediamento di tali dimensioni con le opere di urbanizzazioni connesse, spazzerà via altro suolo, richiederà la realizzazione di nuove strade, altre opere di urbanizzazione e, di fatto, orienterà la crescita di Bagheria nella direzione di Ficarazzi e di Palermo. Con gli oneri di urbanizzazione che ne deriverebbero, cosa intende fare l’Amministrazione?
Dove intende investirli? Nello svincolo? Lo svincolo è necessario. Bene, e poi?
Povero “svincolo” , da solo, riuscirà a produrre quella qualità urbana degli spazi pubblici, dei parchi e delle piazze di cui la città avrebbe bisogno e che tanto inciderebbe sulla qualità della vita dei cittadini?
Non possiamo confondere le logiche del mercato che sottendono un investimento (legittimo) di un privato, con l’ottica dell’intervento pubblico. Ecco, se l’Amministrazione si sta ponendo queste domande, ci piacerebbe che condividesse con noi cittadini anche alcune risposte. Ci sarebbero ancora molte altre domande.
Chiudo con le ultime: Favorirà le imprese edili? Quali? Favorirà i commercianti che riusciranno a inserirsi nel centro commerciale? Quali? E gli altri? Con una popolazione che solo a Bagheria raggiunge più di 54.000 abitanti, gli unici con dieci decimi ad occhio sono proprio gli investitori che ci hanno visto proprio bene. Il Centro Commerciale è una grandissima opportunità. Per loro.

* Coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà.

 
 
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