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Bagheria. Dopo 3 anni, parla Lidia, la donna che venne massacrata dal compagno

domenica 10 maggio 2015, 10:55   Attualità  

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lidia vivolidi Martino Grasso

Rompe il silenzio dopo quasi 3 anni dal tentato omicidio ad opera del compagno. Quella notte, mentre lei dormiva, l’uomo le spaccò una padella in ghisa sulla testa, la pugnalò ripetutamente con delle forbici e cercò persino di strangolarla con il filo del ventilatore.
Lei è Lidia, 43 anni. Porta sul corpo ma soprattutto nella sua anima, quella terrificante esperienza.
I fatti si verificarono nella sua abitazione, alla periferia di Bagheria, la notte fra il 24 e il 25 giugno del 2012.
Dopo quasi tre anni ha deciso di raccontare la sua storia. Il motivo principale è soprattutto aiutare le donne che si trovano vittime di fidanzati, compagni o mariti estremamente violenti.
L’uomo che cercò di ucciderla è stato condannato ad una pena definitiva a 4 anni e 6 mesi di reclusione. E da alcune settimane si trova in carcere a scontare la pena.
lidia ospedaleLa donna ricorda ogni minimo particolare di quella orribile notte. Tutto si svolse dalle 2 alle 4.
“Stavo dormendo -dice- quando sentì un colpo terribile sulla testa. Era la padella in ghisa. Poi ricevetti i colpi di forbici sul corpo. Vidi il mio compagno colpirmi. Poi prese il filo del ventilatore e cercò di strangolarmi. Riuscì a svincolarmi colpendolo. Ero piena di sangue. Lui si calmò. Ma furono momenti interminabili. Solo intorno alle 4 gli feci capire che non stavo tanto male e che se voleva poteva tornarsene a casa. Lui mi guardò. Io cercai di rimanere calma. Gli dissi che stavo bene. Così decise di andarsene. Mi chiese di non denunciarlo. Gli dissi che non lo avrei fatto. Appena uscì, chiamai il 118 che dopo arrivati hanno chiamato i carabinieri. L’ambulanza mi portò in ospedale”.
Alla base del gesto ci sarebbe stata la decisione della donna di allontanare l’uomo, anche se si trattava di un rapporto di amore-odio.
I carabinieri subito dopo arrestarono l’uomo e andò in carcere. Finì ai domiciliari.
Poi, secondo il racconto della donna, si rimise in contatto con lei.
“Io lo amavo, malgrado tutto quello che mi aveva fatto- racconta la donna- lui era rimasto solo. Abbandonato da tutti. Decisi di dargli un’altra possibilità. Lo so che è assurdo ma è così. Dopo qualche settimana lo lasciai definitivamente perchè non era cambiato.”
Lidia racconta che lui non si è dato per vinto e ha iniziato a pedinarla cercandola dappertutto.
Alla donna venne anche bruciata la macchina. Non è stato accertato se l’incendio fosse stato di natura dolosa o meno.
Qualche settimana fa è arrivata la condanna definitiva e per l’uomo si sono aperte le porte del carcere.
“Cosa mi ha insegnato questa storia? -si chiede Lidia- Più le persone ti amano e cercano di allontanarti dalle persone cattive e peggio è. Adesso vorrei mettere in guardia le altre donne a stare attente. Bisogna rendersi conto che i primi campanelli di allarme sono importanti. Se un uomo è violento, non guarirà mai”.
Lidia fino a poco tempo fa era assistente di volo. Nel tempo libero fa anche l’attrice amatoriale.
E’ alta un metro e settanta. Occhi vispi e neri. Capelli castani.
I suoi compagni inseparabili sono 25 cani e 20 gatti.
“Loro non mi tradiranno mai -conclude-. Il mio futuro lo vedo incerto. L’uomo che mi ha fatto del male è in carcere ma prima o poi uscirà. E temo che mi cercherà ancora.”
Sarà compito delle istituzioni proteggere Lidia il cui unico sogno è quello di vivere una vita normale. Come tutti.

La storia di Lidia sarà raccontata nel corso della trasmissione di Rai 3 “Amore criminale”, lunedì 11 maggio alle 21,15.

(nella 1° foto Lidia ai giorni d’oggi, e nella 2° foto in ospedale dopo l’aggressione)

 

 
 
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