f Cosa può fare WhatsApp ? | LaVoceDiBagheria.it

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria | LaVoceDiBagheria.it
Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Bagheria ha la Sua Voce. La Voce Di Bagheria. Portale di news ed informazione della Città di Bagheria

Cosa può
fare WhatsApp ?

venerdì 29 maggio 2015, 10:21   L'Opinione  

Letture: 876

impronta unicadi Impronta Unica *

È un “nuovo canale di comunicazione diretta” (testuali parole del Sindaco) quello appena partorito in seno all’Amministrazione e battezzato “Cittadino vigile”.
Ci sembra alquanto bizzarro che un metodo quale quello di denunciare le storture bagheresi con foto (fra le più fotografate degli ultimi mesi ricordiamo la regina indiscussa, sua maestosità la munnizza), metodo peraltro criticato da molti pentastellati sui social, venga adesso adottato dall’amministrazione 5 stelle.
Un’applicazione chiamata Whats-app, ormai di uso comune fra giovani e meno giovani, consentirà infatti questa “comunicazione diretta”.

Ma prima di parlarne, noi di Impronta Unica una fotografia la vogliamo fare e condividerla con chi ci legge. Si tratta di una fotografia che non necessita né di smartphone né tantomeno di applicazioni di alcun tipo. È una fotografia che immortala l’ormai collaudato e ripetitivo modus operandi di questa amministrazione sempre pronta a far rumore a destra per far girare il capo e distogliere lo sguardo da ciò che accade a sinistra. Non ci è sfuggita infatti la congiunzione astrale (sempre di stelle parliamo) che nell’arco di poche ore ha calato dal cielo due notizie diverse: “cittadino vigile” appunto, e l’altra, che sarà motivo di un nostro prossimo approfondimento, relativa all’approvazione da parte della Giunta dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per gli anni 2013-2014 e i bilanci pluriennali 2013-2015 e 2014-2016.

Siamo curiosi (e con noi migliaia di bagheresi) di analizzare nel dettaglio quella che il sindaco, col suo ormai proverbiale profilo basso, definisce “una manovra finanziaria che può ridare dignità alla nostra città”.
Aspettiamo. E intanto parliamo di “Cittadino vigile” perché qualche perplessità ci è sorta.
Entriamo subito nel merito. Il comunicato stampa del Comune di Bagheria a un certo punto recita: “Basterà dunque memorizzare il numero (…) nella rubrica e, mandando un testo, un messaggio vocale o delle fotografie, l’intervento verrà garantito in tempi celeri.”

Non prendiamo in considerazione che gli stessi metodi whats-app che si è tentato di applicare sono stato un misero fallimento o hanno toccato dolenti note in seno alla privacy. Sorvoliamo sul fatto che esiste già un canale simile chiamato “Comuni-chiamo” (nato con la precedente amministrazione) che nasce proprio per la segnalazione di disservizi con una precisa ed oramai collaudata Applicazione. Tralasciamo anche l’ovvia previsione che le prime immagini (e non saranno poche) certamente riguarderanno le buche e le fontane zampillanti in giro per il paese e sulle quali probabilmente l’amministrazione è già informata… a meno che sindaco, assessori e consiglieri non percorrano da tempo immemorabile a piedi (più divertente se in auto) le tortuose vie di Bagheria.

Ciò che però viene subito da chiedersi è: chi gestirà le informazioni che il numero ormai reso pubblico registrerà? Il Sindaco? Ci pare difficile visto che i suoi improrogabili impegni gli hanno persino impedito di prendere parte alla Processione del Venerdì Santo. La Presidente del Consiglio o qualche Assessore, come accaduto per quella stessa Processione durante la quale fecero le sue veci? Tutto è possibile.

Francamente però ci pare improbabile.
Allora chi?
Una mezza risposta e un conseguente spunto ce lo offre ancora il comunicato stampa: “… le segnalazioni che verranno smistate alla polizia municipale saranno visionate anche dal sindaco e dagli assessori…”.
“Visionate anche dal sindaco e dagli assessori”. Quello “smistate” e quel “anche” ci introducono inevitabilmente una terza, non precisata, figura che avrà il compito di visionare il materiale per primo e poi “smistarlo” ai vigili e farlo vedere “anche” a sindaco e assessori.

Ci chiediamo: chi avrà questo compito? Sarà una sola persona? Un gruppo prescelto? A quale titolo e con quali procedure provvederà/provvederanno a svolgerlo?
Sia chiaro non sono domande fini a se stesse poiché questo incaricato, questo Mister X immaginando sia un singolo individuo, avrà a portata di mano, anzi di smartphone, un nostro importante dato: il nostro numero di cellulare. Perché l’anonimato “garantito” nel comunicato (altra opinabile leggerezza non supportata da reali garanzie) non significa “sconosciuto” e il numero di cellulare assicura comunque la rintracciabilità. In altri termini, chi garantisce il cittadino contro un utilizzo improprio del suo numero?

Due scarne parole in un comunicato stampa? Troppo poco.
Immaginiamo che cinquecento “cittadini vigili” mandino le loro segnalazioni. Sono 500 numeri di cellulare. Una banca dati di 500 numeri. Che utilizzo presente e futuro ne farà Mister X? Per carità non sappiamo se Mister X sia un attivista e non vogliamo assolutamente insinuare nulla ma la domanda, pensiamo, sia lecita. Domanda lecita a maggior ragione perchè nessuno ci ha mai detto che ci sarà un policy e che noi cittadini dovremmo leggerla ed accettarla.

Si potrebbe obiettare che l’utenza telefonica non è protetta dalla legge sulla privacy. Sebbene una sentenza della Corte di Cassazione 17 febbraio – 01 giugno 2011 n. 21839 sembra considerare il numero di cellulare un dato sensibile, esso, secondo la normativa attuale, non lo è, rientrando nella categoria dei dati personali. Ciò non significa affatto che possa essere diffuso da chiunque. Rientrando nella categoria dei dati personali, anche per il trattamento delle utenze telefoniche, siano esse fisse che mobili, occorre il consenso del titolare. In ogni caso un uso improprio di questo dato configura un reato penalmente perseguibile.

Ma andiamo avanti.
Ammesso che il sindaco riesca a rispondere a questi interrogativi e sappia rassicurare i cittadini circa il trattamento dei propri dati personali, ci sono altri dubbi non meno importanti che affiorano.
Prendiamo un ipotetico “cittadino vigile” che chiameremo Rossi e un’ipotetica segnalazione, per esempio quella relativa al suolo pubblico occupato abusivamente.
Il cittadino vigile Rossi esce di casa e “diventa così reporter anti-abusi, armato del suo smartphone con fotocamera” (parole del sindaco!). Dopo una passeggiata fra buche e pozzanghere si ferma folgorato da ciò che ha davanti agli occhi e sceglie di fotografare una struttura in pieno centro storico che lui ritiene priva della preventiva richiesta alla Soprintendenza e addirittura, presume lui, orfana del parere favorevole degli organi tecnici del Comune. Finalmente contento di aver scovato questo evidente abuso e fiero di esserne l’antidoto, lo fotografa e lo manda via whats-app al numero indicato dal comunicato stampa del comune. E aspetta.

Adesso immaginate che la struttura fotografata dal cittadino vigile Rossi in pieno centro storico sia una delle famose “isole ecologiche” pensate dall’attuale amministrazione e che parrebbe sprovvista della suddetta richiesta alla Soprintendenza e del parere favorevole, oltre che di un computo estimativo dei costi e di un bando per i lavori (ma questi ultimi due aspetti il cittadino vigile Rossi li ignora).
Cosa succede a questo punto all’altro capo di whats-app? Il ligio cittadino vigile Rossi che ha fatto il suo dovere verrà ascoltato? Mister X smisterà alla polizia municipale quello che agli occhi del cittadino vigile Rossi sembra un abuso? Farà anche vedere al sindaco e agli assessori le foto inviate? Ma soprattutto: sindaco e assessori come si comporteranno?

Lo stesso discorso potrebbe farsi qualora il cittadino vigile Rossi decidesse di fotografare piazza Leonardo da Vinci (ingresso scuola Bagnera) dove si stanno modificando le aiuole orfane dei quattro alberi tagliati mesi fa. Perché il cittadino vigile Rossi, passando di lì, noterà sicuramente l’assenza di cartelli che indichino i lavori e le relative autorizzazioni. Anche in questo caso il cittadino vigile Rossi, che intanto avrà macinato chilometri in giro per Bagheria, si chiederà: “Ma la Soprintendenza lo sa?”

Una considerazione a latere la vogliamo aggiungere. Nei giorni che videro la nascita e la crescita, dall’oggi al domani, delle cosiddette “isole ecologiche”, alcuni cittadini fotografarono ciò che consideravano un abuso. Proprio così: f-o-t-o-g-r-a-f-a-r-o-n-o. Esattamente come chiede oggi il Sindaco. La sola differenza è che allora l’antesignano cittadino vigile venne minacciato di denuncia dai costruttori di isole. Venne minacciato di denuncia per violazione della privacy. Cosa è cambiato da allora? Perché il “cittadino vigile” di due mesi fa poteva essere denunciato e oggi no?
Probabilmente non avremo mai risposte alle nostre numerose domande, ma è bene che il cittadino sappia e che chi amministra sia consapevole che le scelte portano conseguenze e le conseguenze conducono alle responsabilità che a volte si traducono in querele a loro carico.
Ci tornano in mente alcune parole del famoso discorso che  John Fitzgerald Kennedy tenne il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 1961, perché ci sembra di poterle girare al nostro giovane sindaco: “Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese.”

Noi ce lo chiediamo già da mesi cosa lui possa fare per il nostro paese.

* gruppo politico composto da bagheresi di varie estrazioni culturali e sociali
Il gruppo sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane in una manifestazione pubblica

 

 
 
© Riproduzione riservata

 

 

 

 

Commenta l'articolo

Commentando questo articolo accetti le nostre regole e le nostre condizioni.