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La mia esperienza da partigiana

sabato 2 maggio 2015, 13:28   L'Opinione  

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florabuttittadi Flora Buttitta
testimonianze-partigiane“Ad un certo punto, passati due anni dall’inizio della guerra, successe che una sera bombardarono pure Bagheria. Io e mio padre eravamo sul terrazzo a guardare i bombardamenti che avvenivano a Palermo, tutt’assieme però cominciarono a bombardare pure dalle nostre parti. Ciò accadde perché un aereo alleato era stato colpito dalla contraerea che c’era qui a Mongerbino e sganciò tutte le bombe. Mio padre si prese tanta di quella paura che l’indomani mattina disse: ‘Vestitevi e preparatevi che andiamo a Milano.”
“Partivamo quindi con mio padre che metteva nella canna della bicicletta l’ebreo di turno ed io accanto con l’altra bicicletta. Arrivavamo fino a Piacenza, dove c’erano le SS di guardia ai barconi che traghettavano il Po. Per fortuna non ci hanno mai fatto niente. Non ci hanno mai fermato, forse perché io ero una ragazzina di 15 anni e non potevano sospettare che ero una partigiana.”
“Era molto pericoloso quel periodo. Noi quando siamo scappati dalla Sicilia, invece di portarci l’oro, ci siamo portati otto sacchi di frumento nel treno.”
“Siamo stati due anni lì, una vita terribile, perché tutti sapevano che mio padre non era fascista.
C’erano quelli che gli volevano del bene, ma c’erano anche quelli che denunciavano. Io andavo spesso in bicicletta a Codogno, senonché ogni tanto passavano i tedeschi con le loro automotrici, avevano delle cose incredibili. Un giorno io non mi ero accorta del passaggio di questa colonna e mio padre per un soffio mi salvò spingendomi in un fosso nel ciglio della strada. C’era da aver paura perché i tedeschi prendevano dei civili che incontravano per la strada e li mettevano davanti alla loro colonna, per evitare così eventuali attentati nei loro confronti.”
“Le SS vennero tre volte in casa nostra. Io avevo un vero terrore. Noi avevamo nascosto tutti i libri, perché se ci trovavano anche solo un libro perfino di letteratura russa, Tolstoj o Dostoevskij, eravamo tacciati di antifascismo.”

Brano tratto da  “Testimonianza partigiane” il libro scritto da Anelo Sicilia, che raccoglie alcune testimonianze di siciliani partigiani. Fra loro anche la testimonianza di Flora Buttitta, figlia del poeta Ignazio.
Il brano è relativo ad un’intervista rilasciata il 4 ottobre 2014.

(prima foto tratta da perlacittà.it)

 
 
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