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Casteldaccia e i paletti della discordia

martedì 9 giugno 2015, 13:37   L'Opinione  

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paletti casteldacciadi Nino Fricano 

Via Alliata, la strada che collega il soporifero centro abitato di Casteldaccia al suo festosissimo lungomare animato da locali, ristoranti, bar, pub e disco. Dove si rinnova ad ogni estate, in concomitanza con l’inizio della stagione vacanziera, il triste spettacolo delle decine di automobili parcheggiate sulla strada, al di qua della linea bianca, in zona sacrosantemente vietata. Il week end ovviamente c’è il delirio, però è un delirio legittimo e giustificato: perchè la gente deve farsi la movida, per carità, e non c’è codice stradale che tenga. Non sia mai. I vigili urbani non ci sono praticamente mai, probabilmente perchè non ci sono mai le benedette risorse per i turni notturni. (Non dimentichiamoci che stiamo parlando – ovviamente – di un Comune sull’orlo del dissesto finanziario). Una questione che si ripete ad ogni estate, codice stradale contro incivili. E – in barba a quello che ci hanno insegnato alla scuola guida – a Casteldaccia, in questo particolare lembo di asfalto, hanno vinto sempre gli incivili. Quest’anno però è arrivata la novità: alle prime luci di giugno l’amministrazione Spatafora ha messo tanti bei paletti dissuasori bianchi e rossi, sulla linea esterna della galeotta strada, provocando un fastidioso restringimento della carreggiata. Fastidio però che noi gente antipatica tolleriamo volentieri, perchè  abbiamo pensato: “I paletti serviranno a non far parcheggiare le macchine, bella idea! Certo: per noi sarebbe meglio che ogni sera calassero verso il mare squadroni di vigili urbani in tenuta antisommossa, con il blocchetto dei verbali al posto dei manganelli; saremmo più contenti se ogni sera ci fosse la macellazione rituale, la scanna di multe, che scorresse tanto tanto sangue color divieto di sosta; ci renderebbe felici venire a sapere che ogni sera gli eroici vigili urbani siano intenti a seppellire sotto migliaia di euro di contravvenzioni gli incivili bohemien, i cafoni mondani,  gli antisociali socievoli; però vabbè, non si può avere tutto, vada per i biancorossi paletti dissuasori, meglio di niente; almeno così – in questo vietatissimo e pericolosissimo lembo di asfalto – finalmente non ci parcheggia più nessuno. W la giustizia W la sicurezza  W il codice stradale W San Giuseppe e soprattutto W il nostro sindaco Fabio Spatafora!”. Ma siamo stati troppo ingenui, troppo ottimisti e troppo speranzosi, noi gente stupidamente antipatica, perchè quando mai, “ma-quando-mai” ci ritroviamo a scandire con tono amaro. Con il paletto il sindaco è andato per fottere ed è stato fottuto. E noi con lui. Cosa è successo, infatti? È successo che i discutibili automobilisti non si sono fatti per niente dissuadere dai paletti dissuasori e che tutto è rimasto lo stesso di prima, anzi, peggio di prima: i suddetti incivili bohemien, cafoni mondani, antisociali socievoli – questa splendida e sbrilluccicante e improfumatissima e festeggiante fauna che Casteldaccia ha l’onore di ospitare ad ogni estate – è successo che questi qui adesso parcheggiano addirittura a fianco dei paletti, in spregio al comune senso della misura, occupando così quasi del tutto la carreggiata, tanto che durante le serate di movida più tosta la strada a due corsie si restringe fin quasi a diventare una trazzera. Il tutto, quasi inutile dirlo, con notevole rischio per l’incolumità pubblica. E adesso? Adesso il nostro capo è chino, e la nostra faccia è di legno – ben ci sta, a noi gente ottusamente antipatica – adesso pensiamo, con un misto di  efferatezza e delusione: “Ma proprio niente si può fare? È proprio vero che ci vuole l’ìncidente allucinante, il danno grosso, il bordello automobilistico; è proprio vero che ci vuole per forza una qualche forma di tragedia, in questo posto qui, per risolvere sta cosa?”.

 

Foto di Giovanni Montesanto (da Facebook)

 
 
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