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In un libro, la storia di Gianluca Calì, l’imprenditore che ha detto No alla mafia

sabato 6 giugno 2015, 09:20   Cultura  

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calì-librodi Martino Grasso

E’ diventato un libro la storia di Gianluca Calì, l’imprenditore di 41 anni, originario di Casteldaccia, che nel corso degli anni ha saputo dire di no alla mafia che in varie occasioni lo ha minacciato, anche in maniera pesante.
Il libro, intitolato “Io non pago. La stra-ordinaria storia di Gianluca Calì”, è scritto da Francesca Calandra e Antonino Giorgi che hanno raccolto la testimonianza dell’imprenditore che ha subito, fra le altre minacce, l’incendio di 5 macchine e persino minacce di morte telefoniche. Il volume sarà presentato dai prossimi giorni in tutta Italia.
“Dopo anni di oblio -dice Calì-, finalmente con questo libro abbiamo raggiunto con forza e rigore il grande traguardo che ci vede a testa alta poter gridare a tutti che è giunto il momento di ribellarsi, da qui il titolo “Io non pago”. È ora più che mai, possibile denunciare e smetterla con la sopraffazione e prevaricazione di gente vile che si nutre solo della speranza e dei sogni della brava gente che ogni giorno con il sudore della propria fronte cerca con onestà e libertà di vivere la propria vita lavorativa. Io sono solo il soggetto di questo libro ed ho cercato di raccontare con tanti sacrifici e sforzi quanto mi stava accadendo nel normale svolgimento della mia attività imprenditoriale, mi vi assicuro, leggerlo è come subire un pugno nello stomaco.”
Nella prefazione i due autori scrivono che “esistono storie degne delle migliori produzioni cinematografiche, eccezionali proprio per il loro carattere di irrealtà, ma esistono anche storie apparentemente impossibili che sono quasi troppo reali, e che purtroppo presentano un prezzo altissimo da pagare. Questa è la storia di un uomo a cui Cosa Nostra ha tolto tutto. La storia di Gianluca è una storia che sconvolge, che toglie il fiato e la fede. È la storia di un’esistenza interrotta che, tuttavia, resta appesa a un movimento e confinata in un limbo che segna il confine tra la vita e la morte, tra il silenzio e il rumore. È una storia in equilibrio precario tra presenza e assenza, riconoscimento e invisibilità, consistenza e liquefazione.
Dopo l’attentato incendiario ai danni della sua concessionaria, avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 aprile 2011, nulla sarà più lo stesso per Gianluca. Egli si sente come la pedina di un gioco sul quale non ha alcun controllo, come se tutti gli attori fossero manovrati da una regìa esterna e invisibile. È un po’ come trovarsi in The Truman show – dice Gianluca – ingabbiati in una dimensione dove realtà e irrealtà si mescolano, divenendo inseparabili e togliendo ogni possibilità di scelta.
L’inganno non può essere scoperto né contrastato, ma solo subìto.”
Il volume si articola in quattro parti.
La prima presenta dettagliatamente la vicenda di Gianluca Maria Calì attraverso l’utilizzo di una voce fuori campo, la seconda parte del testo affronta la conoscenza dello psichismo criminale mafioso e delle sue vittime attraverso il ricorso alla chiave di lettura del Gruppoanalitica Soggettuale, la terza parte fornisce un quadro dettagliato delle ricadute psico-esistenziali e socio-economiche prodotte dalle mafie, nella quarta e ultima parte, infine, alcune testimonianze di solidarietà.

 
 
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