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Sarà presentato a Londra il documentario sulla vita di Mimmo Pintacuda

lunedì 29 giugno 2015, 13:23   Cultura  

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Mimmo PintacudaIl personaggio di “Alfredo” del film premio Oscar “Nuovo Cinema Paradiso” è stato ispirato a Mimmo Pintacuda, proiezionista e fotografo, morto nel dicembre del 2013 a 86 anni.
La sua storia è adesso un documentario che sarà proiettato per la prima volta a Londra da CinemaItaliaUK: l’anteprima inglese si svolgerà domenica 12 luglio alle 16 al cinema Genesis  alla presenza di Paolo Pintacuda, regista e figlio di Mimmo.
Giovedì 16 luglio alle 18:30 il film sarà al Regent Street Cinema riaperto da poco dopo una lunga ristrutturazione e definito dagli inglesi “il luogo di nascita del cinema britannico” perché nel 1896 ha proiettato il primo film dei fratelli Lumiere. La proiezione sarà seguita da un dibattito con Paolo Pintacuda e dalla proiezione di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore.
“Mimmo Pintacuda – La Mia Fotografia”, in italiano con i sottotitoli in inglese, rivela la vita e l’arte dell’uomo che ha ispirato uno dei personaggi più famosi del cinema, “Alfredo” di Nuovo Cinema Paradiso (interpretato sullo schermo da Philippe Noiret). Nel documentario Giuseppe Tornatore – che definisce Pintacuda un “fotografo neorealista” e lo collega a Henri Cartier Bresson – racconta la loro amicizia sin da quando il regista aveva nove-dieci anni (come Totò nel film): “Ciò che mi colpiva della fotografia di Mimmo – dice Tornatore – era la capacità di essere un esercizio di osservazione della realtà, estraneo alla manipolazione della realtà. Quello che mostravano le sue foto era tutto vero. Fu per me una scuola importantissima che ha influenzato la mia capacità di vedere le cose da regista cinematografico”.

 

In un’intervista filmata da suo figlio Paolo, Mimmo Pintacuda ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera di proiezionista e fotografo, commentando alcune delle 13mila immagini acquisite dal Museo di Storia della Fotografia “Fratelli Alinari” di Firenze.  Il film racconta anche i suoi reportages sui migranti italiani in America e l’amicizia con il pittore Renato Guttuso, grande estimatore delle sue opere.

 

 

 
 
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