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Arrestate 2 persone ad Altavilla Milicia e Cerda per furto di energia elettrica

giovedì 30 luglio 2015, 15:21   Cronaca  

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carabinieri energia elettricaQuattro appartamenti e un bar con gli allacci abusivi dell’energia elettrica e una piantagione di cannabis.
A scoprili sono stati i carabinieri di Altavilla Milicia e Cerda che hanno arrestato 2 persone e denunciato il proprietario della piantagione di droga.
Nel primo caso, con l’accusa di furto aggravato, è finito in manette L.B.G., palermitano, 44 anni, domiciliato ad Altavilla Milicia al citato indirizzo, incensurato.
L’uomo aveva realizzato un allaccio diretto alla rete Enel per  alimentare l’impianto di quattro appartamenti di sua proprietà, per un danno complessivo che è tuttora in corso di quantificazione da parte della società erogatrice.
L.B.G. è finito agli arresti domiciliari e poi è stato  giudicato con rito direttissimo, conclusosi con la  convalida dell’arresto e la condanna a quattro mesi di reclusione, pena sospesa, e rimesso in libertà.
Nel corso del controllo, i carabinieri hanno anche scoperto   sul balcone di un appartamento, una pianta di cannabis, dell’altezza di 1,5 metri, posta sotto sequestro e per la quale sono state disposte le analisi da parte dei militari di Palermo. L’affittuario dell’abitazione, D.M.G. altavillese, 26 anni, è stato denunciato in stato di libertà per coltivazione di sostanza stupefacente.
A Cerda, invece, i carabinieri hanno arrestato il titolare di un bar per furto di energia elettrica.
I militari  hanno arrestato  D.V., 49 anni, titolare di un bar in quel centro, ritenuto responsabile del reato di furto aggravato.
I carabinieri hanno accertato che erano stati installati  misuratori di corrente, con vistose anomalie.
I tecnici dell’Enel hanno riscontrato un assorbimento di corrente molto basso. Il proprietario del bar ha ammesso l’allaccio abusivo nascosto tra le mura della struttura. La conseguente rottura del muro retrostante il misuratore di energia elettrica ha consentito di accertare l’esistenza di un allaccio diretto alla rete pubblica, a monte del misuratore di corrente, che forniva energia elettrica sia all’esercizio commerciale che all’abitazione del commerciante.
D.V. è stato arrestato e condannato a 4 mesi di reclusione ed alla multa di duecento euro, pena sospesa, pertanto rimesso in libertà.

 
 
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