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Bagheria. Ivoriana, ospite alla Casa dei giovani, operata per una grave malattia

lunedì 20 luglio 2015, 08:29   Attualità  

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donna costa d'avoriodi Pino Grasso

Una donna della Costa d’Avorio, ospitata nella “Casa dei giovani”, affetta da una grave e rara malattia e a rischio della vita decide di partorire all’Ismett e da alla luce una bambina. “Il desiderio di partorire anche a rischio della sua vita è stato confidato al cardinale Paolo Romeo, in occasione di una recente visita in comunità – racconta emozionato don Salvatore Lo Bue – la ragazza consapevole che oltre la metà di coloro che soffrono della sua stessa malattia muoiono, ha dimostrato una grande apertura alla vita, in una società in cui vige il principio dello scarto. Venerdì scorso ha avuto una bambina del peso di appena 1,700 grammi che è ancora in incubatrice e lei stessa è attualmente ricoverata”. Per tutto il periodo della gravidanza, la donna è stata ospite dalla Casa dei Giovani – nel contesto del “Progetto Maddalena” che ha già provveduto, anche grazie alla Caritas di Bagheria a donare il corredino ed il necessario per il ritorno a casa di mamma e bimba.
L’intervento è stato eseguito per la prima volta in Italia utilizzando l’Ecmo – una macchina cuore polmone – con un approccio preventivo per consentire alla donna affetta da una gravissima forma di ipertensione polmonare di dare alla luce la sua bambina. A Marie (nome di fantasia, n.d.r.), una giovane donna di 31 anni della Costa d’Avorio, rifugiata in Italia per ragioni umanitarie è stata diagnosticata un’ipertensione polmonare severa all’inizio della gravidanza. Per questo è stata indirizzata al Centro di riferimento regionale per l’ipertensione polmonare Imett (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione). L’ipertensione polmonare è una patologia rara, con un rischio di mortalità materna durante il parto superiore al 60 per cento. Pur informata dei rischi, Marie ha scelto di portare comunque avanti la gravidanza. Per tutta la gestazione la donna è stata seguita dal team pneumo-cardiologico di Ismett coordinato dal dott. Patrizio Vitulo, col supporto degli assistenti sociali e degli psicologi dell’Istituto. Il parto è avvenuto lo scorso 18 giugno alla 33ma settimana di gravidanza ed è stato possibile solo grazie all’utilizzo dell’Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) veno-arterioso, una macchina cuore-polmone che consente di ossigenare il sangue, rimuovere l’anidride carbonica e fungere da pompa cardiaca in sostituzione del cuore. E’ una tecnica molto avanzata e complessa. In questo caso, per la prima volta in Italia, la macchina cuore -polmone è stata impiantata da un team di cardiochirurghi e anestesisti rianimatori appena prima del parto cesareo, quando la paziente era ancora sveglia. La complessa procedura ha visto coinvolti sei team di specialisti: pneumologi, cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti di Ismett, ostetrici e neonatologi dell’Ospedale Civico. Alla nascita la bambina era in buona salute ed è stata subito affidata alle cure dell’équipe di Neonatologia del Civico, dove attualmente è ancora ricoverata a scopo prudenziale. La signora adesso sta bene e sarà dimessa nei prossimi giorni. Attorno alla vicenda di Marie si è creato un circuito di solidarietà.

 
 
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