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Il mio primo anno
da consigliere comunale

martedì 7 luglio 2015, 16:43   L'Opinione  

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giulianadi Sergio Giuliana *

Ad un anno dal giuramento in Consiglio Comunale sono tante le esperienze vissute, le consapevolezze acquisite e le nozioni imparate.
Non è facile appartenere alla maggioranza, sopratutto in un progetto come quello del Movimento 5 Stelle, in cui non esistono ricatti, corruzioni, favoreggiamenti, privilegi personali. Per farne parte bisogna avere la pazienza di far fruttare il seminato; la volontà incondizionata di lavorare, senza cercare titoloni e riconoscimenti pubblici; capacità di far parte di un gruppo, rispettando l’impegno di tutti; e tanti altri requisiti.
Rispetto agli altri livelli politico-istituzionali, penso che quello comunale sia il più delicato e formativo. I classici politici regionali e nazionali hanno, e sfruttano, la possibilità di nascondersi dai cittadini ed evitarne il confronto, ma a che pro?
Se sei un portavoce comunale, invece, ogni giorno stai a contatto con la tua gente, devi essere disposto ad ascoltare, informare, confrontarti e spiegare, ma soprattutto dare il buono esempio. Sì, perché dal momento della tua elezione hai l’onore di rappresentare la tua gente e, soprattutto, il cambiamento che vorresti vedere nel tuo territorio. Devi mantenere alto il tuo senso civico, porti come modello da imitare e offrire il migliore esempio nella vita di tutti i giorni.
L’attività di un Consigliere Comunale è variegata ed eterogenea, soprattutto se si fa parte della maggioranza e/o se si vuole dare un contributo serio alla propria comunità. Penso che il lavoro più importante sia quello svolto attorno ad un tavolino, senza telecamere, ricco di studio e proposte; altrettanto importanti sono le commissioni, di cui abbiamo ridotto il numero, e che hanno sfornato numerosi regolamenti (quasi sconosciuti a Bagheria); gli incontri ufficiali, le riunioni, la partecipazioni ai tanti eventi a cui siamo invitati, e le sedute di Consiglio Comunale. Spiegare cos’è il Consiglio Comunale è veramente difficile. Dovrebbe essere un importante luogo di rappresentanza, una grande opportunità per tutti i consiglieri, una finestra aperta ai cittadini sul dibattito politico; tuttavia ciò che si vive è diverso, poiché la vecchia classe politica lo ha ridotto ad un grande e arido palcoscenico.
Telecamere, microfono, incoerenza, inganno e maleducazione in un insalata russa imbarazzante che non voglio neanche commentare.
Mi limito a dire che non sono bravo a recitare, e che spero di non imparare mai. L’atteggiamento che, personalmente, ferisce di più è la mancanza di unità d’intenti da parte delle varie forze politiche. Soprattutto perché questo esempio errato si riflette sulla comunità bagherese, disgregata e quasi in continua lotta.
Le rivoluzioni necessitano di una comunità unita, informata e che collabora.
Per questo invito tutti i cittadini a stare compatti dalla stessa parte, dalla parte di Bagheria. A chi ci segue con costanza direi di non lasciarci soli/pretendere/delegare/lasciare tutto esclusivamente nelle nostre mani, abbiamo bisogno della collaborazione di tutti; e chiederei la pazienza necessaria per non attaccare/odiare/portare rancore verso chi ci critica, produrreste un risultato migliore informando e spiegando i vari atti dell’amministrazione.
Inoltre invito chi è generalmente contro di noi, a non abboccare alle solite dicerie polemiche e pretestuose, utili solo ad attaccare; cercando, invece, di scoprire costantemente le verità e di comprendere le difficoltà con cui ogni giorno ci scontriamo a causa dell’eredità lasciataci dalla vecchia classe politica.
Un’altra grande frustrazione, tra l’altro, è non avere l’immediata possibilità di amministrare un paese in buona salute. Con la nostra freschezza, la nostra onestà, il nostro coraggio, le nostre idee e la nostra voglia di rivoluzione avremmo fatto meraviglie. Tuttavia non ci disperiamo, intanto ci siamo voluti prendere la responsabilità di ristabilire, dopo anni e anni, la normalità. Poi, si sa, il tempo è galantuomo e magari ci prenderemo questo sogno.
Comunque le soddisfazioni arrivano e sono anche grandi. Una di queste è sicuramente ricevere l’apprezzamento, la vicinanza della gente che vede finalmente qualche cambiamento, anche nella riduzione del 30% delle nostre indennità e gettoni.
Leggere nei loro volti la gratitudine e il riconoscimento per ciò che facciamo, per il coraggio e per gli atteggiamenti, non ha prezzo.
Dopo un anno ci ritroviamo con una città finalmente pulita e liberata dall’immondizia, una macchina comunale in via di rimodulazione, con il manto stradale in via di sistemazione, servizi internalizzati che ci faranno risparmiare oltre 600 mila euro e tanto altro.
La strada è ancora lunga, tortuosa e stimolante, non molleremo.

* consigliere comunale M5S

 
 
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