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Santa Flavia. Sequestrata l’area del depuratore per sfabbricidi abusivi

sabato 29 agosto 2015, 14:58   Attualità  

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depuratoredi Martino Grasso

E’ stata sequestrata tutta l’area dove sorge il vecchio depurato del Comune, alle pendici della montagna dove si trova il parco archeologico di Solunto.
Ad eseguire il provvedimento è stato il nucleo ecologico dei carabinieri di Palermo.
Il sequestro è scattato perché all’interno dell’area sono stati trovati numerosi cumuli di sfabbricidi, abbandonati da una ditta che utilizzava l’area, per i quali occorre lo smaltimento previsto per i rifiuti speciali. Il provvedimento ha anche provocato la denuncia del sindaco e del capo ufficio tecnico del Comune. Il sequestro creerà dei problemi visto che il Comune aveva affidato i lavori, per l’ampliamento del nuovo impianto, che dovrà sorgere nella stessa area dove si trova il vecchio depurato comunale, costruito 30 anni fa e mai entrato in funzione. I lavori per l’ampliamento dell’impianto sono previsti per il mese di ottobre, e per la realizzazione sono stati stanziati circa 6 milioni e 700 mila euro. “Lunedì con i nostri avvocati -sottolinea il sindaco Salvatore Sanfilippo– faremo istanza di dissequestro. Voglio puntualizzare che il depurato è stato gestito dall’Aps e che le competenze passarono all’Amap dopo il fallimento della società. Questa ditta che è stata trovata all’interno dell’area, pare che ci fosse, da almeno 20 anni. Io non ne sapevo nulla. E non mi sento assolutamente responsabile. Speriamo che la situazione si sblocchi per consentire i lavori per la costruzione del nuovo depuratore”.
L’impianto di Santa Flavia venne costruito circa 30 anni fa. Venne anche realizzato il pennello a mare. L’impianto non è però mai entrato in funzione. Non sono stati mai effettuati, infatti, i lavori che collegavano il depuratore al pennello a mare, per l’opposizione dei proprietari dei terreni dove dovevano sorgere alcune opere. Nel frattempo sono sorte decine di abitazioni nei pressi dell’area. Va anche aggiunto che il vecchio depuratore si è deteriorato con la necessità di adeguarlo con opere completamente nuove.
Lo scorso mese di giugno si è svolta un’assemblea pubblica nto, alla quale vennero invitati anche i residenti della zona.
Sulla vicenda del sequestro è intervenuta la sezione del Movimento 5 stelle di Santa Flavia.
“Avevano posto fortemente, lo scorso anno, la questione delle numerose irregolarità presenti nella vicenda -si legge in una nota- e avevano invitato l’Amministrazione a rivedere il progetto, provvedendo anche ad indicare le specifiche modifiche tecniche che lo avrebbero reso compatibile con l’avvenuta urbanizzazione della zona, a tutela degli abitanti limitrofi. Avevamo anche richiesto la convocazione di un formale consiglio comunale aperto che approfondisse tutti i punti. Adesso l’epilogo penale di una vicenda che andava affrontata con meno superficialità e con più disponibilità ad ascoltare.”

 

 

 
 
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