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Bagheria. Critiche sui trasferimenti di alcuni dipendenti comunali

domenica 27 settembre 2015, 16:02   Attualità  

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vella-lo galbo-mineodi Martino Grasso

L’amministrazione comunale dà vita ad una trentina di trasferimenti di altrettanti dipendenti comunali, da un ufficio ad un altro, e monta la polemica, soprattutto da parte dell’opposizione.
Le critiche arrivano soprattutto da parte di Daniele Vella, componente del Pd regionale,  Maurizio Lo Galbo, consigliere comunale di Forza Italia e da Massimo Mineo, pedagogista ed ex assessore comunale nelle passate legislature.
Per Daniele Vella “le professionalità interne vanno a nostro avviso valorizzate, la loro formazione va costantemente aggiornata e i dipendenti vanno responsabilizzati rispetto al difficile compito di prestare servizio in un Ente con tante difficoltà. Il problema non sono i trasferimenti o la volontà di internalizzare servizi per risparmiare, la questione è che l’Amministrazione Cinque quando si muove in materia di personale lo fa senza un progetto e senza una visione di quello che vuole realizzare. Tale sua atteggiamento la porta ad entrare in contrasto e a creare situazioni di conflitto con i dipendenti, situazioni che alla fine depotenziano la riorganizzazione che ci si vuole dare e di conseguenza incidono negativamente sulla qualità dei servizi che il cittadino (principale datore di lavoro dei dipendenti) percepisce. Chi guida questa Città pare non capire tutto questo.
Alla luce delle notizie che ci giungono, di trasferimenti che riguardano dipendenti che da anni lavorano, e bene, in determinati settori o che da tempo svolgono egregiamente una mansione,sarebbe utile capire quali siano stati i criteri utilizzati per procedere in queste decisioni.
L’Amministrazione ha illustrato le sue intenzioni? L’Amministrazione ha  fatto un avviso per verificare se c’erano disponibilità per alcuni servizi o mansioni? Si è proceduto ad una selezione e,se si, sulla base di quali criteri?
Si è tenuto conto delle condizioni fisiche dei dipendenti? Per particolari servizi,quali l’assistenza ai disabili,si è tenuta in considerazione la volontà-inclinazione del dipendete a svolgere questo delicatissimo servizio (e lo diciamo per il delicato rapporto che si instaura con i piccoli e con le famiglie)? Prima di procedere agli spostamenti si è programmata una specifica formazione (e se si vorremmo capire come si svolgerà)? E rispetto a questo ultimo punto,dei servizi resi ai bimbi diversabili, ci aspettiamo che chi ci governa cerchi di trattarlo in maniera da recuperare quella sensibilità dovuta, nei riguardo dei bimbi e delle loro famiglie, e che in questo anno non abbiamo visto. Per concludere la questione è sempre la stessa,bene ottimizzare la struttura della macchina amministrativa, ma si passa dalle regole?”.

Maurizio Lo Galbo sostiene che “chiediamo immediatamente chiarimenti all’amministrazione guidata da Patrizio Cinque, sulle modalità e criteri utilizzati. Ci sembra al quanto singolare come sia stata fatta una selezione senza un avviso pubblico in tempi utili, senza uno screening del personale completo provvisto di diploma magistrale da impegnare in tale servizio di assistenza igienico personale per gli studenti diversamente abili, come non si stia facendo lo stesso trattamento per tutti indiscriminatamente. Inoltre ci chiediamo come si vuole sopperire alle eventuali figure mancanti dei vari servizi che saranno sprovvisti del personale che fino ad oggi hanno seguito le varie pratiche e mole di lavoro. Che sia ben chiaro, per evitare facili strumentalizzazioni da chi che sia, il percorso potrebbe esser in parte condiviso nella sostanza, ma non nelle modalità e nella cernita riguardo l’individuazione delle varie figure da impegnare a tale servizio, sembrerebbe che non si stia ponendo un trattamento equo per tutti.
Ma la cosa più triste in questa vicenda è che non si tiene conto delle fasce più deboli che sono i destinatari del servizio, i bambini diversamente abili,  non si può costringere un qualsiasi dipendente ad un lavoro che dovrebbe essere fatto per passione e predisposizione alla materia. E come se non bastasse ancora non è chiaro come dovrebbe essere imposta l’acquisizione di una qualifica professionale non specificando né la durata, né l’ente di formazione, né le modalità. A queste finte rivoluzioni ormai il movimento cinque stelle ci ha abituato (vedi sul personale Asu), ma nello specifico sull’ assistenza igienico personale ai disabili all’interno degli istituti scolastici, riteniamo che è dallo scorso anno che  l’amministrazione Cinque naviga a vista, con tutto ciò che esiste una sentenza del tar la quale condanna il comune ad erogare il servizio immancabilmente, ed ancora a distanza di quasi un anno, con scuole già in pieno regime, il Sindaco cerca in maniera disorganizzata figure improvvisate da inserire in un servizio delicatissimo e sensibile. Ci auguriamo che si faccia piena chiarezza prontamente, per la dovuta trasparenza che meritano le famiglie degli utenti in questione e la giusta diafanità alla città nello specificare se i servizi già in affanno dell’ente, verranno completamente sospesi”.

Massimo Mineo aggiunge: “il provvedimento lascia alquanto perplessi per tempistica, modalità e cronicizzarsi dello stato confusionale in cui versa sindaco & company. Ancora una volta questa amministrazione guarda ai bambini con disabilità come fossero oggetti e non persone.
In un anno e tre mesi la guida politica dell’Assessorato ai servizi sociali e’ stata assolutamente imbarazzante ed inadeguata. Tutto ciò ha determinato non pochi disservizi ma, soprattutto, sofferenze e mortificazioni a tante famiglie che pur di avere riconosciuto un diritto sacrosanto sono state costrette a rivolgersi ad un tribunale.
Questo approccio freddo ed indifferente di fronte a certi problemi ritorna a connaturare le scelte del Partito 5 Stelle che da forza politica del popolo sembra essersi trasformata d’emblée in una casta chiusa ed autoreferenziale. Ancora una volta a farne le spese tanti bambini e le rispettive famiglie.
Ma vediamo quali solo le criticità.
1) si vogliono costringere alcuni dipendenti comunali, dopo che per lungo tempo hanno acquisito altre professionalità e garantito egregiamente il funzionamento di molti uffici, a svolgere una mansione particolare e delicata che non può essere imposta ma va scelta. Il servizio in questione prima che un lavoro e’ una “vocazione”.
2) si individua il personale senza avere proceduto a valutare predisposizione, attitudine e idoneità alla mansione, ma lo si vorrebbe catapultare a frequentare un corso di formazione e poi via nella mischia. Come si può avere cura di una persona se vengo costretto a farlo ma poi non lo so fare? Basta un corso di formazione a risolvere tutto? I bambini con disabilità non sono rifiuti da smaltire ma sono doni speciali che meritano tutte le dovute attenzione prima di fare una scelta.
3) come intende l’amministrazione garantire il rapporto di continuità tra il bambino e l’operatore? Continuando così le cose, per quest’anno scolastico lo stesso bambino si ritroverebbe ad avere un operatore x fino a dicembre 2015 e un operatore y fino a giugno 2016.
4) qualcuno si è posto il problema che tra bambino ed operatore si instaura un rapporto psicologico talmente delicato e complesso che comprometterlo significa turbare la serenità del bambino e la sua positiva partecipazione scolastica? Ma qualcuno si è posto il problema che questo servizio non si traduce nell’esclusiva igiene del bambino, ma è piuttosto una serie di attenzioni e supporti che garantisco la serena frequentazione scolastica?
Devo dire sinceramente che anche la precedente amministrazione aveva valutato alcuni cambiamenti, ma dopo studio, approfondimento e confronto (operatrici, sindacati, esperti della materia) molte scelte le ha totalmente accantonate per portarne avanti altre molto più valide ma che richiedevano passaggi a medio e lungo termine.
Capiamo che è parlare al vento, ma invitiamo l’amministrazione comunale a ponderare meglio le scelte che riguardano servizi importanti come questo. Non c’è dissesto che tenga, non c’è colore politico, non ci dovrebbe essere interesse prioritario per chi governa che il benessere di questi bambini e delle loro famiglie”.

 

 
 
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